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Per sollevare il velo su una forma di disturbo del comportamento poco conosciuta nella sua quotidianità, l’autismo ad alto funzionamento, consiglio la lettura di questo romanzo, già noto alle nuove generazioni che solitamente se lo vedono assegnat ...continua
Per sollevare il velo su una forma di disturbo del comportamento poco conosciuta nella sua quotidianità, l’autismo ad alto funzionamento, consiglio la lettura di questo romanzo, già noto alle nuove generazioni che solitamente se lo vedono assegnato dagli insegnanti delle superiori e che trova consensi anche tra i meno giovani.
Christopher, il protagonista, ci fa entrare nel suo mondo, simmetrico e schematico, ossessivo e quadrato, sia nelle riflessioni che nelle azioni. Quando questo scenario preciso viene stravolto per qualche motivo la vita di Christopher diventa un inferno di confusione, analogamente ad una macchina super performante che andasse in corto circuito ogniqualvolta si inserissero troppi input, come se il mondo così come lo conosciamo fosse troppo intenso da sopportare per una memoria ed un attenzione superiori alla norma.
In un momento delicato come questo per la storia d’Italia, anche in un libro apparentemente scollegato dalla realtà di ognuno di noi, una frase pronunciata da questo ragazzo senza malizie mi ha colpito in modo tangibile, come se l’incertezza del domani fosse la sfida più grande da accettare per tutti noi indipendentemente dal nostro funzionamento: “Ed è meglio sapere che sta per succedere una cosa bella, come un'eclisse o ricevere un microscopio a Natale. Ma è peggio sapere che sta per succedere qualcosa di brutto, come avere una carie o andare in Francia. Però credo che la cosa peggiore di tutte sia non sapere se sta per succedere qualcosa di bello o di brutto.” Solo chi ha paura e insieme coraggio di affrontare la vita sa cosa possa significare tutto ciò e a modo nostro, giorno per giorno, passo dopo passo costruiamo la nostra storia, nella più candida fragilità che ci caratterizza.
Il mio pancino mi manda delle buone vibrazioni. Forse ci sono dei momenti in cui siamo affamati di storie ingarbugliate, di radicate tare familiari che si acquattano da qualche parte per emergere poi, quando un qualche cortocircuito segna le svolt ...continua
Il mio pancino mi manda delle buone vibrazioni. Forse ci sono dei momenti in cui siamo affamati di storie ingarbugliate, di radicate tare familiari che si acquattano da qualche parte per emergere poi, quando un qualche cortocircuito segna le svolte della vita. Sono divisa in due tempi, vicina a due ragazze, una madre e una figlia. A un certo punto sento che ci sarà una rivelazione, imparerò qualcosa per quando diventerò grande, ingoierò un boccone succoso che trasformerà le vibrazioni del mio pancino in illuminazione. Invece, no. Devo smetterla di cercare le istruzioni per l’uso della vita.
Il libro contiene il racconto di alcuni episodi autobiografici di Luca Canali, qualcuno interessante ma la maggior parte abbastanza insignificanti.
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