_noteamargine's Reviews35

_noteamargine_noteamargine wrote a review
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Un primo volume davvero spettacolare! Era molto tempo che non mi imbattevo in una saga che mi prendesse così tanto.

Mi sono piaciute molte cose de Il problema dei tre corpi: le parti ambientate durante la Rivoluzione Culturale, che di solito odio, il particolarissimo videogioco che dà il nome al romanzo e a cui vorrei poter giocare, le spiegazioni delle teorie scientifiche, chiare anche per me che sono molto digiuna di fisica (ma aver letto Flatlandia di Edwin Abbott mi è stato d'aiuto, soprattutto in alcuni passaggi che trattano lo stesso argomento), e come tutto si incastra alla perfezione. La prima parte della storia è anche la più bella: non si capisce ancora del tutto cosa stia succedendo e dove si stia andando a parare e l'atmosfera è molto particolare, quasi rassegnata (forse più per gli eventi del passato che di ciò che riserva il futuro) eppure ricca di curiosità e aspettativa. I personaggi, nonostante passino in secondo piano rispetto ai vari avvenimenti della trama, sono ben caratterizzati e riconoscibilissimi. Mi è piaciuto moltissimo anche il ruolo della "volontà personale", chiamiamola così, in questa vicenda, rappresentato da due singoli individui che quasi per capriccio compiono due azioni destinate a cambiare per sempre la vita delle rispettive civiltà, probabilmente in peggio (ma staremo a vedere).

Se proprio devo trovare un difetto, è lo stile "freddo" tipico della letteratura cinese, che non pone sufficiente pathos negli eventi cruciali, ma è appunto una caratteristica della lingua originale e non ci si può fare molto. Sono davvero curiosa di leggere anche il resto della trilogia.

PS: un minuto di apprezzamento per la postfazione del traduttore inglese, Ken Liu.
Il problema dei tre corpi
by Liu Cixin
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_noteamargine_noteamargine wrote a review
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È difficile controllare i propri desideri. / Chi dice controllare? L'uomo che reprime se stesso senza raziocinio è nel male quanto colui che si abbandona al male.
Romanzo bellissimo, splendente come le montagne tra cui è ambientato (perdonate il cringe), in cui si intrecciano vicende personali e pubbliche che contribuiscono all'evoluzione di Anne, protagonista della storia, e dipingono un Nepal nel pieno del processo di modernizzazione ma ancora saldamente ancorato alle proprie tradizioni. Se dovessi riassumere la trama in una frase sarebbe proprio questa: l'evoluzione di Anne, il cambiamento della sua personalità, il coraggio di lasciarsi alle spalle una vita che la rendeva infelice per trovare finalmente se stessa; ma in realtà è molto di più, è una storia d'amore, di esplorazione di realtà sconosciute e vite umane, di confronto tra religioni e filosofie, Oriente e Occidente; per non parlare dell'importanza dell'ambientazione sullo sfondo, una Khatmandu e un Nepal sospesi tra "l'undicesimo e il ventesimo secolo", diversi e bellissimi, segnati dai propri problemi economici e sociali ma, allo stesso tempo, sereni e traboccanti di vita.

I personaggi hanno forse un ruolo ancora più importante delle vicende narrate: è interagendo con loro, riflettendo sulle loro parole e sul loro passato che Anne trova la sua strada e, prima di tutto, se stessa. Ognuno di essi è di spessore, con mille sfaccettature, dai protagonisti Anne e Unni (nda: credo di essermi innamorata) a Isobel, Storia e Geografia, le pie insegnanti del collegio cristiano, passando per il povero John nella sua ottusità e ostinazione e tutti gli altri personaggi che si incontrano nelle pagine del romanzo. Sono sicura che rimarranno impressi a lungo nella mia mente.

Infine, un commento sulle dimensioni del libro, che ho visto essere un problema per alcuni: all'inizio ero un po' spaventata dalla mole (anche perché non sapevo niente della storia e perciò non avevo grandi aspettative), ma per quanto mi riguarda il romanzo scorre che è un piacere, anche durante le molte digressioni filosofiche e religiose che risultano sempre naturali, mai eccessivamente e inutilmente lunghe; l'ho letto quasi in un fiato, ed era un po' che non mi succedeva. Spero di leggere presto qualcos'altro di Han Suyin (che ho scoperto avere avuto una vita avventurosa e appassionata).
La montagna è giovane
by Han Suyin
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_noteamargine_noteamargine wrote a review
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_noteamargine_noteamargine wrote a review
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"A Secondigliano molti cronisti credono di trovare il ghetto d'Europa, la miseria assoluta. Se riuscissero a non scappare, si accorgerebbero di avere dinanzi i pilasti dell'economia, la miniera nascosta, la tenebra da dove trova energia il cuore pulsante del mercato".

Questa citazione è il riassunto (ridotto all'osso) di quest'inchiesta sulla camorra, un sistema attorno a cui ruotano persone, luoghi, traffici, settori economici, orrori e contraddizioni. Ci ho trovato poco di romanzesco, anche se nel testo trovano spazio vari passaggi narrativi e saggistici. Roberto Saviano racconta il Sistema della camorra con un tono ben più distaccato di quello che mi aspettavo, in uno stile che non sempre ho apprezzato, ma che espone con efficacia i fatti, i retroscena e le dinamiche. Mi è piaciuto come ogni capitolo sia incentrato su un tema diverso (i settori in cui la camorra opera, le guerre, le armi, la storia di don Peppe Diana, il ruolo nelle economie legale e illegale mondiali...), ma ho anche avuto la sensazione che avrebbero potuto essere organizzati meglio, e in generale ho preferito la prima parte alla seconda. L'ho comunque trovato un libro estremamente valido nel descrivere la camorra anche nei suoi aspetti meno visibili: non ne sapevo molto prima di leggerlo, e mi ha fatto impressione scoprire quanto sia estesa in mezzo mondo e radicata a vari gradi nelle vite di tutti.

Non sono una grande fan del "tutti dovrebbero leggere questo libro", ma per Gomorra faccio un'eccezione, perché tutti (e noi italiani prima degli altri) dovrebbero essere almeno consapevoli di questa realtà e del ruolo che realmente ricopre nel mondo, nell'economia e nelle nostre vite.
Gomorra
by Roberto Saviano
(*)(*)(*)(*)(*)(14,976)
_noteamargine_noteamargine wrote a review
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Questo libro viene spesso collocato nel genere "fantascienza", ma credo sia molto lontano dall'esserlo. L'ambientazione su Marte, infatti, è un mero pretesto per mascherare una critica ad alcuni aspetti della società cinese del tempo (anni '30), molte delle quali sono condivisibili ancora adesso e non solo per quanto riguarda il Paese del dragone.

Un astronauta cinese atterra su Marte, ma nell'impatto la sua astronave viene danneggiata e lui è bloccato nel Paese dei Gatti, una delle tante nazioni del pianeta, abitata, appunto, da uomini gatto. Qui conosce Grande Scorpione, un alto funzionario, e in seguito altri personaggi, tra cui Piccolo Scorpione e Loto. La trama è lineare e poco avvincente, lo stile piatto anche nei momenti di maggior pathos (caratteristica imputabile almeno in parte alla natura della lingua cinese e alle sue convenzioni letterarie); ma l'obiettivo di Città Di Gatti non è intrattenere. Ogni pagina è piena di osservazioni, considerazioni e critiche agli abitanti, alla società, agli usi e costumi del Paese dei Gatti, dietro cui si nasconde la Cina del tempo, ben lontana da quella contemporanea e, secondo Lao She, senza speranza, perché popolata da individui ipocriti, che si nascondono dietro uno spirito comunitario inconsistente ma pensano esclusivamente al proprio tornaconto, svogliati e impiccioni, polemici nei confronti di tutti fino alla violenza più sanguinosa, incapaci di conciliare le molte correnti di cui è composto il loro Paese.

Città di Gatti non è un libro per tutti, ma chi si interessa di Cina vi troverà le riflessioni di una persona che l'ha vissuta sulla propria pelle.
Città di gatti
by Lao She
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_noteamargine_noteamargine wrote a review
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Un crescendo, ma Les??
I Committments: ***
Bella Famiglia!: *** 1/2
Due Sulla Strada: ****

Ho acquistato questo libro per leggere I Committments; avevo alte aspettative per il primo romanzo della trilogia, che purtroppo sono state deluse: ho trovato la storia abbastanza noiosa e la lettura appesantita dai versi delle canzoni (e pensare che inizialmente cercavo proprio qualcosa del genere!), nonostante l'atmosfera sia resa molto bene e si avvertano da subito le caratteristiche dello stile di Doyle. Ho apprezzato anche i personaggi, nonostante siano quasi macchiettistici.
Bella Famiglia! ha una trama un po' più interessante, nonostate a mio parere si sarebbero potuti eliminare vari passaggi/sottotrame, e, soprattutto, la psicologia dei personaggi è trattata con più profondità (infatti non sono macchiette), soprattutto quella di Sharon, la protagonista, giovane donna estremamente reale.
Per finire, Due Sulla Strada è stato il romanzo dei tre che mi è piaciuto di più. Fatica un po' a decollare (come Bella Famiglia!, d'altronde), ma la seconda metà è molto bella, piena di entusiasmo, e i protagonisti, Jimmy senior e Bimbo, sono reali, due uomini grandi e grossi amici da sempre, ma il cui aspetto burbero è solo un'apparenza, almeno di fronte alle difficoltà dei rapporti umani. Jimmy senior in particolare è proprio un bel personaggio, caratterizzato benissimo, con cui si ride e si piange.

Infine... Ma Les?? Da quel poco che si scopre nella trilogia avrebbe potuto avere una storia veramente interessante con un sacco di punti da sviluppare. Peccato.

PS: nota di demerito alla quarta di copertina. Non se po' vedé. Se non avessi già avuto intenzione di leggere il libro in partenza, basandomi su quella probabilmente non lo avrei comprato.
La Trilogia di Barrytown
by Roddy Doyle
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_noteamargine_noteamargine wrote a review
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Musica rock e nostalgia
[Mini SPOILER presente]

Questo romanzo ha poco a che fare col Martin sanguinario a cui siamo abituati e il fantasy delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, anche se qualche elemento soprannaturale e onirico è presente. La storia segue Sandy Blair, uno scrittore in crisi a cui viene inizialmente commissionato un articolo sulla morte del manager di una band dei tempi di Woodstock, ma che successivamente entra a far parte di un "piano" che li coinvolge in prima persona.
Questo romanzo mi è piaciuto molto, per motivi diversi nelle due metà. La prima parte ha una trama avvincente, da giallo; del resto del romanzo, invece, da buona fan del rock ho apprezzato moltissimo la descrizione dei concerti, delle dinamiche della band e in generale dell'atmosfera degli anni '60 e '80. In Armageddon Rag, nonostante sia ambientato negli anni '80, Martin ha riversato una dose consistente di nostalgia per gli anni degli hippies, farcendolo di riflessioni sulla vita nei due decenni, i sogni infranti e il mondo che cambia, e infatti mi sento di consigliarlo a chi, come me, in queste cose ci sguazza o è in preda alla crisi del quarto di secolo. Altro punto di forza sono i personaggi, mai banali e caratterizzati davvero bene, quasi tutti con la loro particolare (e tormentata) storia alle spalle.
Fra le cose che non ho apprezzato c'è innanzitutto il fantomatico "piano", di cui si capisce ben poco, seguito dalla figura di Edan Morse e le sue strane pratiche dal fine poco chiaro e i sogni di Sandy, apparentemente legati anch'essi a Morse e al piano. Infatti la seconda metà di Armageddon Rag è a dir poco sconclusionata, ma i moltissimi passaggi sulla musica e sui concerti (nota di merito a Martin per essersi inventato tutte le canzoni e averle descritte talmente bene che mi hanno spinto a cercarle su Youtube nella speranza che i Nazgul fossero esistiti davvero), oltre che le riflessioni sui due decenni sopracitati, la rendono comunque godibile.
Lettura consigliata a chi piace leggere di musica e anche e soprattutto a chi (come me, fra l'altro) non apprezza granché il Martin del Trono di Spade.
Armageddon Rag
by George R.R. Martin
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_noteamargine_noteamargine wrote a review
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Gli squali
by Giacomo Mazzariol
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