HansKahlef's Reviews7

HansKahlefHansKahlef wrote a review
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Tra romanzo e teoria della letteratura
La peculiarità del testo "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera consiste nell'alternare momenti saggistici a periodi narrativi, il tutto inquadrato in un preciso contesto storico e sociale. Pur riconoscendone l'originalità per ciò che riguarda la struttura, non si può dire che questo romanzo(-saggio) rappresenti quel che si suole definire come "capolavoro-della-letteratura". Ogni snodo storicizzante del racconto va inevitabilmente ad incontrare una deriva fino ad annullarsi completamente, non suscitando quel senso di oppressione all'interno del totalitarismo proprio di altri celebri romanzi. Si potrebbe dire a questo proposito che Kundera abbia individuato in questo quella "leggerezza dell'essere" che dona il nome al testo stesso, ma questo non verrebbe forse riconosciuto da tutti come un valore tematico positivo all'interno del romanzo.
Si può invece muovere una critica ben più profonda a quest'opera: essa tratta temi filosofici superficialmente, alterandoli completamente. Non possiamo entrare qui nel dettaglio (occorrerebbero tempo e spazio), ci basterà quindi prenderne in esame uno soltanto, ed elevarlo ad esempio: l'eterno ritorno dell'uguale nietzschiano. Kundera lo banalizza, lo porta ad essere semplicemente un tempo circolare, che ritorna, una sorta di "tempo d'abitudine". Il concetto di eterno ritorno dell'uguale è più complesso ed ha a che fare con la volontà di deliberare in favore dell'una o dell'altra possibilità (e concedetemi di semplificare il concetto, nella speranza di non abusarne), così che nel ritrovarsi in quella stessa situazione, in quello stesso momento temporale, nella condizione di dover disporre nell'una o nell'altra maniera, si scelga per la medesima possibilità.
In questo senso trovo inadatto l'utilizzo di tale filosofia, sarebbe stato più degno tralasciare il citazionismo piuttosto che ottenere un risultato mediocre, come di fatto è stato.
Nel complesso l'opera è comunque "godibile", peccato per la viziata vanità saggistica.
L'insostenibile leggerezza dell'essere
by Milan Kundera
(*)(*)(*)(*)(*)(20,211)
HansKahlefHansKahlef wrote a review
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Critiche ed Elogi
Vorrei iniziare con una nota personalissima, che riguarda più il social network che testo in se stesso: le quattro stelle acquistano maggiormente valore rispetto all'opera cinematografica di Lynch che per ciò che concerne la sua attività di saggiatore. Posso confermare, parafrasando una sua stessa frase, un punto di vista espresso nel saggio: non è affatto bravo con le parole. Ma lo è al contrario come regista e per questo è perdonato. Dico che è "perdonato" e questo tendenzialmente, comunemente, connoterebbe negativamente il testo. Ciò non può essere asserito senza qualche difficoltà. Credo che chiunque abbia aperto questo saggio si sia reso conto di un lato del carattere di David Lynch completamente inaspettato (per inciso il suo amore spropositato per la meditazione trascendentale). A sua difesa possiamo addurre alcune tesi: nel campo dell'estetica vi sono luminari che si ispirano, attualizzandole, alle opere di Platone ed Aristotele, filosofi il cui linguaggio non si discosta poi molto da quello dei contemporanei (o meno) autori orientali, pur ponendo le dovute differenze che non possono essere qui esplicate esaudientemente. Siamo quindi guidati dal pregiudizio? Perché riteniamo più autorevole un Platone, un Aristotele, un Kant, un Hegel e tendiamo a ritenere come "ciarlatanerie" le proposizioni di Bhagavad Gita? (per citare solo una delle tanti presenti nel testo di Lynch) Il suo lavoro non è forse una delle più alte espressioni dell'estetica cinematografica? Lui infondo propone semplicemente una teoria, può essere condivisa o meno ma, definirlo un "invasato" (come ho visto fare in alcune recensioni qui proposte) mi sembra una pura esagerazione, se non un errore metodologico nel campo dell'analisi. Queste sono semplicemente opinioni e possono essere condivise o meno, ma credo che un appassionato lybchano debba leggere questo breve saggio, se non altro per comprendere alcune dinamiche dell'opera (d'arte) di questo straordinario regista.
In acque profonde
by David Lynch
(*)(*)(*)(*)( )(628)
HansKahlefHansKahlef wrote a review
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Cervello di gallina
by Giorgio Vallortigara
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