Aleli's Reviews38

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Spoiler Alert


C’è un aggettivo che mi rimbalza nella testa dopo aver letto questo libro: affascinante.
Non è un romanzo, si tratta di sei brevi storie distinte l’una dall’altra, il cui filo conduttore è…la biblioteca.
La storia che mi è piaciuta di più, è la biblioteca notturna in cui si ha la possibilità di poter leggere circa 109.483.256.710 volumi che sono le vite di tutti coloro che hanno abitato la terra sin dalla notte dei tempi: mentre leggevo m’immaginavo come sarebbe stato trovarsi in un posto del genere, seppur assurdo ma “affascinante”.
La biblioteca di casa cresce a dismisura sino ad occupare ogni centimetro quadrato del monolocale del protagonista che tuttavia non si lamenta dell’accaduto: forse è un po’ il sogno di ogni appassionato lettore che colleziona i libri che legge (io).
La biblioteca virtuale è l’esperienza paradossale di uno scrittore che scopre su un sito internet la sua scheda completa di bibliografia e biografia futura, con probabile data di morte e i libri che ancora deve scrivere.
La biblioteca infernale è un episodio un po’ più complicato, ho avuto difficoltà a capire, ammetto di averlo riletto una seconda volta.
La biblioteca più piccola è molto particolare, bel racconto e curioso: un unico libro in cui sono scritti infiniti romanzi, ne compare uno alla volta e ogni volta che viene chiuso quello precedente sparisce per lasciare spazio ad un’altra storia. Di questo capitolo mi è piaciuto meno il finale: il protagonista è uno scrittore che decide infine di trascrivere ogni romanzo ma non per tenerlo, bensì per pubblicarlo in seguito con il proprio nome.
Infine la biblioteca raffinata che non mi è piaciuta per niente: la storia è incentrata sulla critica ai libri commerciali, tascabili o edizioni economiche, apprezzando solo i libri in pelle, rilegati con eleganza , insomma raffinati e costosi; forse è vero che un libro è un opera d’arte e anche la copertina fa parte della composizione, ma è anche vero che non tutti abbiamo la possibilità di pagare un unico volume tantissimi soldi e la lettura è un bene comune, anche economico. Se un giorno avrò tanti soldi allora anch’io vorrò una biblioteca raffinata, per adesso mi accontento della mia modesta biblioteca economica come valore venale ma ricchissima come valore affettivo e culturale.
Sei biblioteche
by Zoran Zivkovic
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AleliAleli wrote a review
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L'amico ritrovato
by Fred Uhlman
(*)(*)(*)(*)(*)(16,137)
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“Fontamara” è un romanzo di Ignazio Silone scritto negli anni 30 con un linguaggio essenziale al punto che in certi passaggio è stato facile perdermi, senza capire chi fosse il narratore.
E’ il classico romanzo verista, di denuncia contro la società e le ingiustizie, ma ciò che mi è piaciuto è come nonostante la povertà, la miseria e la sottomissione, queste persone continuano a vivere sperando di guadagnarsi un semplice pezzo di terra: quella terra che a noi oggi serve per costruire palazzi o fare strade e parcheggi, per i contadini (a me non piace il termine “cafoni” usato da Silone) era la vita, il fine unico di un’intera vita, molti sono partiti per l’estero nella speranza di potersi comprare un campo.
Ho letto altri romanzi in cui è sottolineato questo attaccamento e rispetto per la terra che da di che vivere, forse più che in Fontamara dove il tema è più politico e incentrato sull’antifascismo. Ciononostante ho letto tra le righe la devozione che i contadini del romanzo hanno per i loro paese e i loro campi, non sono rivoluzionari e non chiedono cambiamenti politici e radiali, vogliono solo ciò che serve per vivere, per il resto, degli altri diritti non sanno che farsene.
E’ interessante l’esperienza che Berardo ha a Roma nel vivere le differenze tra il suo paese fatto di cose piccole e la maestosità di una grande città fatta di palazzi, strade, fontane (a Fontamara non hanno nemmeno l’acqua per irrigare i campi ed in città invece la sprecano nelle fontane).
Berardo è un personaggio curioso, ignorante ma il cui ragionamento va oltre le leggi e i muri burocratici :” Cosa c’entra il certificato di nascita per lavorare? Se uno chiede di lavorare è chiaro ch’è già nato. Nessuno chiede di lavorare prima di nascere.”
Questo romanzo è ambientato in una società di circa 80 anni fa? Beh, per certi versi è molto attuale, ho ritrovato alcune barriere della burocrazia che ancora oggi caratterizzano i nostri uffici e le limitazioni che il mondo del lavoro troppe volte pone a conoscenze politiche e non: la meritocrazia non c’era prima e non c’è nemmeno oggi, le ingiustizie c’erano prima e ci sono ancora adesso, seppur meno palesi e in altre forme più “democratiche”. Abbiamo fatto un bel passo avanti, ma la strada è ancora lunga.
Fontamara
by Ignazio Silone
(*)(*)(*)(*)( )(5,205)
AleliAleli wrote a review
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Spoiler Alert
Peter Cameron è riuscito a farmi innervosire ma anche e soprattutto a farmi riflettere.
James è un ragazzo di diciotto anni che pensa da adulto. Ha un carattere provocatorio, credo che se mi trovassi a discutere con lui mi darebbe ai nervi, ma leggendo i dialoghi che sostiene con gli altri personaggi ed i pensieri che elabora mi rendo conto di quanto ci sia da riflettere nella vita di tutti i giorni.
Non è un classico ragazzo della sua età: è molto riflessivo (forse fin troppo), polemico sin al limite della sopportazione, utilizza un linguaggio curato e colto, se ogni tanto non menzionasse di avere poco meno di vent’anni penserei che il protagonista sia un uomo di cinquant’anni.
Tuttavia in molti punti del romanzo c’è un ritorno all’età adolescenziale: spesso le discussioni che crea sono fuori luogo e solo ed esclusivamente per provocare o attirare l’attenzione anche se smentisce quest’ultima parte. Anche il comportamento nei confronti dell’amico/collega John è da ragazzini di quindici anni, per farsi notare, per farsi piacere ma senza rendersi conto che l’altra parte può rimanere molto scottata; è un episodio che mi delude, il James riflessivo e calcolatore dell’intero romanzo “cade” in una banale offesa senza rendersi conto delle conseguenze che può avere.
James è un ragazzo silenzioso e riservato che non esita a raccontare ai genitori di ciò che accade nella vita di uno e dell’altra, quasi come farebbe un bambino, non a caso gli viene indicato ogni volta cosa poter dire e cosa invece tenersi per se.
Nei dialoghi e nei rapporti con la sorella ritorna un carattere adolescenziale, con i classici battibecchi tra fratelli anche se gioca a fare il superiore con l’utilizzo di paroloni ed il sostenimento di tesi che portano Gillian ad abbandonare il suo linguaggio alto per utilizzare parole offensive ed assumere comportamenti indisponenti.
La nonna è un personaggio positivo per James, una donna le cui regole sono accolte positivamente dal ragazzo, un famigliare con cui James riesce a parlare senza discutere e l’unica in grado di dare consigli utili per le scelte del ragazzo.
Ed infine la psichiatra, personaggio irritante e dal quale James tira fuori tutta la sua indisponenza. Non lo aiuta, il ragazzo negli incontri con la dottoressa Adler trae da solo conclusioni che avrebbe potuto trovare anche da un’altra parte. Tuttavia i loro dialoghi sono veloci e concisi, James nota tutto il lettore è portato a pensare sulla base delle loro discussioni, avviene un automatico travaso della vita nel romanzo “Come mi comporterei io?”, beh… mi alzerei e me ne andrei.
Mi è piaciuto molto il suo modo di pensare, di osservare e ragionare su tutto, anche le piccole cose della vita di ogni giorno su cui dovremmo soffermarci pure noi.
Sono contenta di aver letto questo romanzo, mi ha dato la possibilità di pensare a 360° alla vita ed ai rapporti con le altre persone: “I pensieri sono miei e basta. Nessuno chiede alla gente di condividere il sangue o chissà che. Non capisco perché ci si aspetta sempre che uno condivida parte tanto intime di se stessi.”
Un giorno questo dolore ti sarà utile
by Peter Cameron
(*)(*)(*)(*)( )(6,054)