Ania Marci's Reviews154

Ania MarciAnia Marci wrote a review
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Considerato da molti il capolavoro della Woolf, Gita al faro è fondamentalmente un libro senza trama in cui i pochi avvenimenti che accadono sono narrati attraverso il flusso di coscienza dei vari personaggi. Va letto non cercando l’avventura, ma per quello che è realmente: una finestra sull’anima tormentata della Woolf. Infatti, questo romanzo nasce per esorcizzare il ricordo di sua madre, la cui morte avvenne nel 1895 (Virginia aveva solo 13 anni) e che causò il primo degli esaurimenti nervosi che segnarono in modo profondo la sua intera esistenza fino al giorno in cui decise di togliersi la vita buttandosi nel fiume Ouse.
Il testo si compone in tre parti, molto diverse tra loro: la prima ha il focus sulla signora Ramsay, sul suo rapporto col marito e sulla fantomatica gita al faro che da il nome al romanzo; la seconda parte, a mio avviso la più bella, è di brevissima durata e racconta con intensità bruciante un intervallo di dieci anni in cui molte vite vengono stravolte; la terza parte, infine, ha il focus su Lily Briscoe e sul Signor Ramsey che, terminando ciò che hanno lasciato in sospeso nella prima parte, mettono una pietra sopra i tormenti e chiudono, finalmente, il proprio cerchio di dolore.
Nonostante la scrittura frammentata che rende la lettura poco scorrevole (ma che, ricordiamoci, è lo specchio dell’anima della Woolf) ho trovato questo romanzo intriso di poesia e con una fotografia senza pari. Ho vissuto momenti dove non riuscivo a posare la matita perché segnavo qualsiasi cosa; momenti dove la bellezza era tale da commuovermi, dove fotogrammi diventavano emozioni e le persone oggetti e colori, pagine e pagine di metafore e similitudini così belle e potenti da meritare un posto sul muro di un museo.
Gita al faro
by Virginia Woolf
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