1968
by Oriana Fallaci
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"Ricordo l'estate del 1968. Rientrai a New York dodici ore dopo l'assassinio di Robert Kennedy. In aprile Martin Luther King, in giugno Robert Kennedy. Le fotografie dei bambini che morivan di fame nel Biafra, i combattimenti fra gli arabi e gli israeliani, i carrarmati sovietici a Praga, i vandalis... More

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MorganaMorgana wrote a review
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"Il Vietnam, Praga, i contestatori borghesi. Poi venne l'autunno di Città del Messico, e capitai in quel massacro peggiore di qualsiasi guerra."
1968 è un libro di Oriana Fallaci che parla appunto dell'anno 1968. Per Oriana quell'anno fu particolarmente ricco di eventi, belli e brutti, che la portarono in giro per il mondo a raccontare quello che accadeva nel mondo in quei momenti. Nel 1968 Oriana viaggia moltissimo, nei primi mesi dell'anno si trova ancora in Vietnam per completare il suo reportage sulla guerra. In Vietnam intervista alcuni componenti della resistenza vietnamita. Dopo il Vietnam è la volta dell'America. Oriana parte per gli Stati Uniti dove si concentra su due episodi che sconvolsero il mondo: l'omicidio di Martin Luther King e l'omicidio di Bob Kennedy. Catturata dalla spirale di notizie e di teorie sulla morte di quei due uomini, Oriana cerca di raccontare la verità e, nel farlo, dipinge un ritratto dell'America estremamente veritiero da cui emergono pregi e difetti. Dopo l'America è la volta dell'Oriente, dell'India dei santoni e delle filosofie, della Cina di Mao. Poi arriviamo al Perù e all'estrema povertà e infine al Messico, dove Oriana racconta la protesta degli studenti. Ultimo step, di nuovo l'America. Qui Oriana torna a parlare degli astronauti e dello sbarco sulla Luna.
Ormai Oriana Fallaci è diventata una sorta di appuntamento fisso per me; leggere Oriana significa quasi tornare a casa per me e riassaporare quelle sensazioni e quelle emozioni che solo i suoi libri mi danno. Questo libro è una sorta di memoir di un anno nella vita di Oriana. Un anno particolarmente intenso che riflette perfettamente l'atmosfera politica e sociale del mondo in quell'anno.
La Fallaci è ormai riconosciuta come una delle più importanti giornaliste al mondo. Il suo reportage della guerra in Vietnam l'ha resa quasi un mito. Il 1968 la vede protagonista in molte situazioni, alcune davvero molto diverse tra loro. La Fallaci racconta tutto con quello stile unico che la contraddistingue e la rende riconoscibile fra mille altre voci. Con voce ironica e intelligente, e spesso anche irruenta, Oriana ci trascina in giro per il mondo.
Ritorniamo in Vietnam dove continua quella guerra inutile e sanguinosa che la Fallaci raccontò dopo averla vista in prima persona. Poi partiamo con lei verso l'America, sconvolta dalla morte di due grandi uomini di quell'epoca: Luther King e Kennedy. Voliamo poi in Oriente dove assistiamo, spesso divertendoci, ai tentativi di Oriana di ottenere risposte dai santoni indiani. E poi arriviamo al Messico.
Il Messico segnò uno stop per Oriana. Durante una protesta studentesca a Piazza delle Tre Culture, l'esercito apre il fuoco sui pacifici dimostranti. Fu una vera e propria strage e anche Oriana venne ferita e portata in ospedale dove venne data quasi per morta. Dall'ospedale raccontò poi la terribile esperienza vissuta, raccontò la verità non risparmiando nulla e facendo sentire la sua voce nonostante il dolore delle ferite. Dopo essersi ripresa Oriana torna in America dove parla con gli astronauti che presto partiranno alla volta della Luna.
Questo libro è una testimonianza onesta e imperdibile su un anno cruciale della storia del mondo. Oriana ne fu testimone e ci racconta ogni particolare, ogni sfumatura di tutte le esperienze che visse. La sua voce si erge forte e chiara, è un racconto obiettivo ed emozionante che ci permette di rivivere, attraverso le sue parole, alcuni degli eventi che hanno plasmato la storia moderna.
Alessandro GiubileiAlessandro Giubilei wrote a review
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La raccolta dei reportage - di cui alcuni inediti o mai raccolti - di Oriana Fallaci per l'Europeo, scritti durante il 1968.

Trovano spazio, in queste pagine, il tragico conflitto del Vietnam con i racconti dei ragazzi americani spediti a morire per i capricci occidentali e le storie dei vietnamiti che cercavano solo un po' di tranquillità.
L'assassinio di Martin Luther King e di Bob Kennedy, alla ricerca dei colpevoli in un'America piena di tensioni; l'intervista al Dalai Lama in esilio e i santoni indiani che promettono magiche apparizioni.
Viene narrato il massacro di Tlatelolco, in cui Oriana rimase coinvolta e ferita, a causa dell'attacco folle e ingiustificato della polizia messicana contro gli studenti in sciopero.
Questo, in brevissima sintesi, il contenuto di questo volume antologico.

Concludendo, per chi ama la Fallaci (io sono ovviamente tra questi) un libro da avere, per rileggere importanti eventi del passato, filtrati dalla penna di una grande giornalista; per chi non la conosce, un ottimo inizio per approcciarsi a uno stile di scrittura diretto, pulito, senza manfrine o addolcimenti, ripercorrendo uno degli anni più importanti della storia recente accompagnati dalle parole di Oriana.

La Fallaci era solita raccontare la verità, così come essa le appariva. Cercava di essere più obiettiva possibile e narrare il mondo nella sua complessità.

In anni recenti - causa gli ultimi scritti deliranti contro l'Islam - è diventata simbolo delle battaglie razziste della peggior destra, facendola conoscere agli Italiani più giovani come icona di becere battaglie contro il nulla, dimenticando la sua grandezza di giornalista.

Cerchiamo di ricordarla per quella che è stata, ossia la più grande giornalista italiana di sempre.

CONSIGLIATISSIMO.