4 3 2 1
by Paul Auster
(*)(*)(*)(*)(*)(835)
Cosa sarebbe successo se invece di quella scelta ne avessimo fatta un'altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell'altra scuola, se... A volte per raccontare una vita non basta una sola storia. Il 3 marzo 1947, a Newark, nasce il primo e unico figlio di Rose e Stanley: Archie Ferguson. Da questo punto si dipanano quattro sentieri, le quattro vite possibili, eppure reali, di Archie. Campione dello sport o inquieto giornalista, attivista o scrittore vagabondo, le sue traiettorie sono diverse ma tutte, misteriosamente, incrociano lei, Amy. Paul Auster ha scritto una sinfonia maestosa suonando i tasti del destino e del caso: un libro che mette d'accordo Borges e Dickens, un'avventura vertiginosa e scatenata, unica e molteplice come la vita di ognuno.

All Reviews

138 + 3 in other languages
AdrianaT.AdrianaT. wrote a review
1133
(*)(*)(*)(*)( )
Le quattro vite di Archie Ferguson
In Lezioni americane, Calvino individua il concetto di Molteplicità come qualità essenziale per il lavoro dello scrittore:

«Chi siamo noi, chi è ciascuno di noi se non una combinatoria di esperienze, di informazioni, di lettura e, di immaginazioni? Ogni vita è un'enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili.»

Auster sembra proprio aver colto questo suggerimento scegliendo non una sola vita da narrare; ne ha create quattro parallele, mantenendo lo stesso protagonista e cambiandogli letteralmente l'esistenza in quattro combinazioni diverse.

«Che svolta miracolosa era stata, la persona giusta al momento giusto - quante volte capitava? - »

What if... Sliding doors... ecco magari grazie all'anglo-sintesi non rimangono più dubbi su quale sia l'impianto di questo romanzo; semmai, rimane al lettore il dilemma se seguire una vita alla volta o portarle avanti tutt'e quattro contemporaneamente.
Auster non è il Cortàzar di Rayuela, e neppure Calvino stesso ne Il castello dei destini incrociati, ma è un notevole narratore ed è riuscito comunque (quando non eccessivamente prolisso) a (in)trattenermi piacevolmente per almeno due terzi della bella scorpacciata di questo quadruplo romanzo di formazione dall'ottima chiusura circolare.

«Tu non vuoi cambiare il mondo, Archie, tu vuoi capirlo per trovare il modo di riuscire a viverci.»

3 stelle e 4 punte.
ChAlMaChAlMa wrote a review
03
GabriGabri wrote a review
07

Quasi mille pagine, un'esperienza di lettura immersiva degna di Auster nelle "4 possibili vite alternative" del giovane Ferguson. Il protagonista è sempre lo stesso, però il contesto e le vicissitudini cambiano.

Quattro vite, quattro buoni motivi per leggere questo libro nonostante non neghi che ci siano diverse pagine un tantino noiosette,nelle quali prevale la mera cronaca di fatti senza giungere poi a nulla (ma in fin dei conti è una parabola della vita...).

Vediamo quali con un countdown... alla maniera del titolo:

4. Perché Auster mescola i personaggi principali (che sono sostanzialmente gli stessi) nelle 4 diverse vite di Ferguson, riservando a loro piccole/grandi differenze ed il piacere nasce dal confronto che il lettore può cogliere.

3. Perché la (turbolenta) storia americana del XX° secolo ed in particolare gli anni '60, la guerra del Vietnam, la contestazione politica soprattutto nelle università, e gli scontri razziali sono altrettanti protagonisti di questo libro.

2. Perché riserva alla letteratura un ruolo fondamentale: sono cosi tanti i libri e gli autori citati (più o meno noti), che viene voglia di fare una lista di prossime letture e scoprire quali tra tutti sono gli autori preferiti da Ferguson.

1. Perché il cinema è ugualmente e degnamente riconosciuto nella sua grandezza e non esistono altri libri contenenti una descrizione così accurata delle principali scene della "Corazzata Potemkin", in cui ritrovare la mitica ed immortale sequenza della carrozzina col bambino e l'occhio della madre....di fantozziana memoria.