La fortuna dei Rougon

Voto medio di 138
| 19 contributi totali di cui 17 recensioni , 2 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Macbetto
Wrote 10/8/20
"Era una ragazzina, ma una ragazzina che diventava donna. Si trovava in quella fase indecisa e adorabile in cui dalla monella si sviluppa la giovane. C'è allora, in ogni adolescente, una delicatezza di gemma che spunta, un'esitazione di forme che ha...Continua
Dafne
Wrote 4/21/20
Qui comincia...
Considerato uno dei padri del naturalismo, Emile Zola aveva in mente un progetto ambizioso: dimostrare la tesi sull'ereditarietà, cioè come le inclinazioni al vizio possono diventare delle vere e proprie tare ereditarie che si trasmettono di generazi...Continua
Nood-Lesse
Wrote 11/18/19
Vi sono certe situazioni dalle quali traggono vantaggio solo le persone senza scrupoli
Zola non era Maradona anche se ne ereditò la maglia numero 10. Zola era un minuzioso come Leroux non un esaltato come Hugo. Tanto per intenderci Hugo [*1] è Maradona (Sto facendo del mio meglio per disorientarvi, Maradona in effetti ha un fratello ch...Continua
Cerendira
Wrote 11/13/19
...
Primo romanzo del ciclo Rougon-Maquart, introdotto da una prefazione in cui è lo stesso Zola a svelarci (attraverso la storia di queste due famiglie) il proprio intento scientifico e sociologico. In questo romanzo si chiariscono poi sia le origini (...Continua
Gaggarillo
Wrote 8/22/19
Primo libro della serie dedicata alla famiglia dei Rougon-Macquart la storia si svolge nella città di fantasia della Provenza di nome Plassans , il periodo storico va dalla fine del settecento al 1851 e riassume in se tre generazioni delle due famigl...Continua

Vladi
Wrote Apr 03, 2016, 08:48
E pensava a quella discendenza d'una famiglia, d'un ceppo da cui si dipartono rami diversi, e la cui linfa acre trasporta gli stessi germi fin nei ramoscelli più lontani, curvati in modo diverso a seconda che si trovino all'ombra o al sole. Per un is...Continua
Pag. 301
Vladi
Wrote Apr 03, 2016, 08:37
Certamente Adélaïde non aveva più uno slancio umano sufficiente, era troppo pallida e troppo rigida perché Silvère osasse abbracciarla. Perciò vissero in un silenzio triste, in fondo al quale l'uno e l'altra sentivano il brivido di un amore infinito.
Pag. 143

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