1906. Jurgis RudKus è il grande, giovane e ingenuo lituano che, con la famiglia, emigra negli Stati Uniti. A Chicago trova il lavoro nel quartiere dei macelli: qui, secondo un destino ineluttabile, i lituani vengono lentamente ma inesorabilmente dist ...Continua
Moma77
Ha scritto il 13/02/19
Consigliatissimo...
La lunga epopea proletaria di Jurgis lascia il segno nel lettore non meno della progressiva disgregazione del nucleo familiare impossibilitato a reggere, come sistema chiuso, alla barbarie del capitalismo dei Trust in piena ascesa. Un "romanzo di for...Continua
Anina e...
Ha scritto il 14/03/18
Autore: statunitense (1878-1968). Romanzo del 1906. Titolo pubblicato in Italia nel 1954 e ripubblicato solo nel 1983 (tanto per dare un riferimento, lo stesso anno in cui iniziò Drive in). Chissà perché. Forse il socialismo auspicato dall’autore dav...Continua
[radek]
Ha scritto il 27/01/17
Gli indizi
I. Poi viene venerdì e poi sabato dopo sabato viene domenica di più è umanamente impossibile dire. si chiama caso per questo si dice, per esempio, "è un caso difficile" in tv, quando c'è stato un omicidio o una sparizione e gli indizi scarseggiano. P...Continua
eternoritorno
Ha scritto il 21/09/16
L'abominio della verità
Un libro crudo, violento, diretto che ti fa stringere gli occhi e rivoltare lo stomaco mentre lo leggi, la realtà può essere più crudele e tremenda di qualsiasi invenzione. Jurgis ha una forza d'animo che credo, ai giorni nostri, non esistà più. Ho p...Continua
Roberto
Ha scritto il 19/09/16
Dove finiscono i sogni e le speranze
C'era una volta il Sogno Americano. Chiunque, indipendentemente dalla provenienza, dal colore della pelle, dalla cultura, dall'educazione poteva andare in America a fare "fortuna" contando solo sul proprio lavoro e sul proprio impegno. Ma questa "for...Continua

Pitichi...
Ha scritto il Sep 17, 2013, 04:12
Era terribile, una tortura, quando la tomba dei ricordi veniva scoperchiata e ne uscivano i fantasmi della vita passata a perseguitarlo! Che orrore, vedere quel che era stato e che non sarebbe mai potuto essere.
Pag. 268
Pitichi...
Ha scritto il Sep 13, 2013, 16:00
Il problema degli operai che lavoravano nei reparti delle caldaie, pieni di vapore, con quelle grosse vasche che s'aprivano come voragini sul pavimento, era un altro: ogni tanto, qualcuno ci cadeva dentro e quando riuscivano a ripescarlo non ne rima...Continua
Pag. 133
Pitichi...
Ha scritto il Sep 11, 2013, 13:41
[...] non c'è un posto in cui un individuo conti qualcosa di fronte a un dollaro!
Pag. 90
Pitichi...
Ha scritto il Sep 07, 2013, 13:39
Ai lavoratori americani
Pag. 24
Pitichi...
Ha scritto il Sep 07, 2013, 13:38
Erano circa le quattro del pomeriggio quando, terminata la cerimonia, cominciarono ad arrivare le vetture. Lungo tutto il tragitto, le aveva seguite una vera folla, attratta dall'entusiasmo di Marija Berczynskas: la festa poggiava tutta sulle sue lar...Continua
Pag. 25

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