La piazza del Diamante

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Racconto di una vita: la storia di Natàlia, una ragazza ingenua che si ritrova a vivere l’esperienza della guerra, il dramma della miseria, il dolore, la solitudine. Un secondo matrimonio finalmente sembra aprirle la possibilità di una nuova vita. Co ...Continua
ElenaElle
Ha scritto il 25/01/19
Una rivelazione
Il monologo di Natalìa è una voce sommessa che ti parla nel sonno e ti tiene per mano, accompagnandoti nella sua vita al tempo stesso straordinaria e per certi versi identica a quella di tutti. Le parole per dirlo non sempre le ha, ma il suo parlare...Continua
Maya 1978
Ha scritto il 26/04/18
romantico e doloroso ma bellissimo
finito di leggere a Barcellona, in viaggio con 2 amiche e la mia bimba di 2 anni. Sollecitazione sempre dalla Casa delle donne di RAvenna, che come sempre ci prendono in pieno. Stile volutamente elementare per la storia di una donna poco istruita, ma...Continua
Agostino Letardi
Ha scritto il 13/02/18
Lenire il dolore camminando nei parchi

la lettura di questo libro m'ha fatto venire in mente alcuni versi di Disordine d'aprile di Max Gazzé:

carloesse (se...
Ha scritto il 10/04/17
E’ un gran bel romanzo, non c’è che dire. I ritratti di se stessa e del marito Quimet, tracciati da Colombetta (o Colometa), sono indimenticabili, dolenti e melanconici così come alcuni scenari: la torre-piccionaia, l’attraversamento a distanza del...Continua
Tutadino
Ha scritto il 25/03/17
Per circa metà libro sembra la storia di una ragazza un po' ingenua e facilmente manipolabile, un libro leggero e quasi sbarazzino, poi invece si trasforma e tutto, con la guerra, cambia. E diventa un gran bel libro, angoscioso e disperato e poi tene...Continua

Ailairia Di Meo
Ha scritto il Oct 31, 2016, 13:28
Le donne, dicevano, muoiono spaccate… Comincia quando si sposano. E se non si sono ben spaccate, la levatrice finisce di spaccarle col coltello o a colpi di vetri di bottiglia, e restano così per sempre, o strippate o ricucite, e per questo le marita...Continua
Ailairia Di Meo
Ha scritto il Oct 31, 2016, 13:28
cominciarono a dirmi cose per darmi fastidio e uno più sveglio si avvicinò più degli altri e disse, sei buona. Come se fossi un piatto di minestra. Tutto sommato, la cosa non mi piacque per niente. Era vero però che mio padre mi diceva sempre che ero...Continua
Ailairia Di Meo
Ha scritto il Oct 31, 2016, 13:27
Vivevo come deve vivere un gatto: su e giù, a coda bassa, a coda ritta, adesso è ora di mangiare, adesso è ora di dormire; con la differenza che un gatto non deve lavorare per vivere. A casa si viveva senza parole e le cose che portavo dentro mi face...Continua
???
Ha scritto il Oct 30, 2013, 08:00
(...) e con le braccia sul viso per difendermi da non so che, lanciai un urlo d’inferno. Un urlo che dovevo portarmi dentro da molti anni, e con quell’urlo, così ampio che aveva fatto fatica a passarmi per la gola, dalla bocca mi uscì un pezzetto di...Continua
Layura
Ha scritto il Jul 13, 2009, 18:17
(..) quel pezzetto di niente che mi era vissuto tanto tempo dentro era la mia giovinezza che fuggiva con un urlo che non sapevo bene cosa fosse....distacco?
Pag. 213

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