"Le città invisibili si presenta come una serie di relazioni di viaggio che Marco Polo fa a Kublai Kan imperatore dei Tartari. ... A questo imperatore melanconico, che ha capito che il suo sterminato potere conta ben poco perché tanto il mondo sta an ...Continua
marcovalenti
Wrote 10/18/20
Forse il libro che ho letto più volte
Inno alla fantasia, stimolo ad innumerevoli combinazioni di ragionamento, evocativo, onirico e intellettuale, compendio provato delle future sei lezioni americane di Italo Calvino (Six memos for the next millenium – Leggerezza, Rapidità, Esattezza, V...Continua
Pillole di saggezza e poesia

Da tenere sempre in libreria per concedersi ogni tanto di attimi di pura poesia e saggezza.

Le città invisibili è un romanzo atipico di uno degli scrittori più atipici del Novecento italiano. Il lettore può rimanerne più o meno affascinato, sicuramente non rimarrà insensibile a questa grande varietà di descrizione che ha un grande potere: s...Continua
Ginny
Wrote 8/23/20
Un incanto
Ho scelto di "ascoltarlo" come se fossi stata l'imperatore cui Marco Polo narrava il suo viaggio. Fino alla fine, irretita, mi sono chiesta se sia una storia che parla di persone come fossero città o di città come fossero persone. Poi mi sono detta c...Continua
Le mie impressioni su "Le città invisibili"...
Guardo fuori dalla finestra e, influenzato dalla lettura appena terminata de “Le città invisibili” di Italo Calvino, vedo una città, una porzione di essa, più esattamente, alla quale sono incerto se dare il nome di Torino, perché dalla mia prospettiv...Continua

Daniela Baratozzi
Wrote May 31, 2020, 13:43
"All’uomo che cavalcava lungamente per terreni selvatici viene desiderio d’una città. Finalmente giunge a Isidora, città dove i palazzi hanno scale a chiocciola incrostate di chiocciole marine, dove si fabbricano a regola d’arte cannocchiali e violin...Continua
Benedetta Palombo
Wrote Nov 21, 2019, 20:59
“Se vuoi sapere quanto buio hai intorno, devi aguzzare lo sguardo sulle fioche luci lontane.”
Pag. 57
Benedetta Palombo
Wrote Nov 21, 2019, 20:09
“Tale potere, che ora dicono maligno ora benigno, ha Anastasia, città ingannatrice: se per otto ore al giorno tu lavori come tagliatore d’agate onici crisopazi, la tua fatica che dà forma al desiderio prende dal desiderio la sua forma, e tu credi di...Continua
Pag. 12
Ulysse78
Wrote Feb 23, 2018, 06:23
[...] una è la città in cui s'arriva la prima volta, un'altra quella che si lascia per non tornare; ognuna merita un nome diverso
Pag. 57
Irene
Wrote Mar 15, 2017, 22:32
L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e divent...Continua
Pag. 170

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