Lui è tornato

La biblioteca del mondo vol. 19

Voto medio di 1497
| 224 contributi totali di cui 220 recensioni , 3 citazioni , 1 immagine , 0 note , 0 video
Estate 2011: Adolf Hitler si sveglia in uno dei campi incolti e quasi abbandonati del centro di Berlino. Sessantasei anni dopo la sua fine nel bunker, Adolf si trova catapultato in una realtà diversa. La guerra sembra finita, nessuna traccia di trupp ...Continua
Scivoloso
Sono arrivato al libro dopo aver visto il film italiano “Sono tornato”, che narra il ritorno involontario di Benito Mussolini nella Roma e nell’Italia del 2017. Non ho invece visto il film tedesco “Lui è tornato” da cui si è ispirato il film italiano...Continua
Ironico e provocatorio
Libro particolare, si legge alla velocità della luce, sempre che del Lui in questione abbiate un minimo di conoscenza storica. L'idea di fondo è intrigante: Hitler si risveglia in un prato di Berlino ai giorni nostri, catapultato nel tempo direttamen...Continua

Idea ottima, molto bella la scelta di usare Hitler come voce narrante, ma il finale ammazza il libro

"Gli istinti più bassi sono i più fedeli alleati di un uomo, soprattutto quando non ne possiede altri"
L'idea alla base del libro è decisamente intrigante. Tra gli aspetti positivi del suo sviluppo emerge anche una critica all'attuale società tedesca, arricchita con alcuni interessanti spunti di riflessione. Il tutto in un contesto paradossale e piace...Continua
Debora P.
Wrote 2/6/20
Curioso romanzo con un finale aperto. Il tristemente celebre protagonista, in prima persona, racconta il suo inspiegabile arrivo nell'epoca moderna, mostrando un Hitler impacciato che cerca di raccapezzarsi nel quotidiano della Berlino del 2011, alle...Continua

Libri sulla pancia
Wrote Dec 17, 2020, 14:59
Non esiti. Vada fino in fondo. I cuori delle donne sono come le battaglie. Non si vincono esitando. Bisogna riunire tutte le forze e impiegarle con risolutezza.
Meis Adriano
Wrote Oct 09, 2020, 13:21
Ma si sa, quale considerazione meritino i nostri giornali. Il sordo scrive quello che gli riferisce il cieco, lo scemo di turno corregge e i colleghi delle altre testate copiano. Alla fine ogni storia è sempre la solita minestra allungata con un brod...Continua
Pag. 34
Manuel1781
Wrote May 20, 2016, 10:28
Ma si sa, quale considerazione meritino i nostri giornali. Il sordo scrive quello che gli riferisce il cieco, lo scemo di turno corregge e i colleghi delle altre testate copiano. Alla fine ogni storia è sempre la solita minestra allungata con un brod...Continua

Ladyoceano
Wrote Nov 25, 2016, 10:29
Lui...è tornato!  Ma chi ?! Beh...chi vi fa venire in mente la pettinatura in copertina??!!  Ebbene sì, Hitler é tornato, ma non si tratta dell'ennesimo libro sull'olocausto né di un estratto di History Channel.  Aprile 2011, Hitler si risveglia in un campo di Berlino con tanto di divisa: ma, dopo lo smarrimento iniziale, sfruttando l'incredibile somiglianza con sé stesso, inizia la sua scalata ai mezzi di comunicazione: quale strumento migliore per ottenere visibilità e potere sulle masse?! Facendo carriera nel mondo del cabaret come imitatore, della televisione e dell'editoria, inizia a catturare una fetta di pubblico e ad accerchiarsi di avidi, ignari ed ignoranti collaboratori. Quello che maggiormente colpisce  è la serietà con cui "interpreta"  il suo  ruolo, la fedeltà al personaggio, la coerenza dei suoi discorsi, che proprio perché pronunciati da un "presunto comico" pongono il pubblico in una posizione  più vulnerabile. Un senso di "comicità" pervade il libro,  comicità originata dalle categorie mentali che il Führer applica al mondo moderno, al consumismo, alla globalizzazione, che creano una certa ilarità ( la Merckel viene considerata una bolscevica goffa...) e una serie di equivoci. La narrazione si pone subito sul piano surreale, fantastico,  ma vi posso assicurare che  l'anacronismo iniziale presto porta il lettore a riflettere su come, tutto sommato,  non più Hitler,  ma un suo qualsiasi "sosia ideologico"possa  facilmente arrivare in televisione  e, quindi,  nelle case,  nelle orecchie di tutti. Un libro tristemente comico, che, credo,  abbia un suo perché: intanto,  come spiega l'autore nelle ampie note finali,  tutti i dialoghi e i riferimenti storici nascono da uno studio approfondito dei suoi scritti e, nell'inverosimiglianza del racconto, il messaggio che credo passi sia, per dirlo con Primo Levi : "Meditate che questo è stato:Vi comando queste parole./Scolpitele nel vostro cuore/Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi;/ Ripetetele ai vostri figli"...perché quel che è stato non deve mai più accadere in nessuna parte del mondo...
Lui...è tornato! Ma chi ?! Beh...chi vi fa venire in mente la pettinatura in copertina??!! Ebbene sì, Hitler é tornato, ma non si tratta dell'ennesimo libro sull'olocausto né di un estratto di History Channel. Aprile 2011, Hitler si risveglia in un campo di Berlino con tanto di divisa: ma, dopo lo smarrimento iniziale, sfruttando l'incredibile somiglianza con sé stesso, inizia la sua scalata ai mezzi di comunicazione: quale strumento migliore per ottenere visibilità e potere sulle masse?! Facendo carriera nel mondo del cabaret come imitatore, della televisione e dell'editoria, inizia a catturare una fetta di pubblico e ad accerchiarsi di avidi, ignari ed ignoranti collaboratori. Quello che maggiormente colpisce è la serietà con cui "interpreta" il suo ruolo, la fedeltà al personaggio, la coerenza dei suoi discorsi, che proprio perché pronunciati da un "presunto comico" pongono il pubblico in una posizione più vulnerabile. Un senso di "comicità" pervade il libro, comicità originata dalle categorie mentali che il Führer applica al mondo moderno, al consumismo, alla globalizzazione, che creano una certa ilarità ( la Merckel viene considerata una bolscevica goffa...) e una serie di equivoci. La narrazione si pone subito sul piano surreale, fantastico, ma vi posso assicurare che l'anacronismo iniziale presto porta il lettore a riflettere su come, tutto sommato, non più Hitler, ma un suo qualsiasi "sosia ideologico"possa facilmente arrivare in televisione e, quindi, nelle case, nelle orecchie di tutti. Un libro tristemente comico, che, credo, abbia un suo perché: intanto, come spiega l'autore nelle ampie note finali, tutti i dialoghi e i riferimenti storici nascono da uno studio approfondito dei suoi scritti e, nell'inverosimiglianza del racconto, il messaggio che credo passi sia, per dirlo con Primo Levi : "Meditate che questo è stato:Vi comando queste parole./Scolpitele nel vostro cuore/Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi;/ Ripetetele ai vostri figli"...perché quel che è stato non deve mai più accadere in nessuna parte del mondo...

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