Sopravvivere by Bruno Bettelheim
Sopravvivere by Bruno Bettelheim

Sopravvivere

by Bruno Bettelheim

Translated by A. Bottini
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Description
Alla vigilia della guerra Bruno Bettelheim fu internato in un campo di concentramento nazista, Dachau, dove ebbe modo di provare gli orrori del genocidio organizzato e di misurare il comportamento umano dei prigionieri sotto l'incubo della morte e nella progressiva distruzione della loro personalità. Liberato fortunosamente prima che la macchina di sterminio completasse il proprio inevitabile ciclo, e trasferitosi in America, tentò inutilmente di far conoscere l'orrore dei campi nazisti: si trovò di fronte ad un muro di incredulità, diffidenza e addirittura rifiuto preconcetto. La cosa lo fece pensare e lo spinse a elaborare una teoria sui rapporti tra sopravvissuti e ambiente sociale a cui dedicò parecchi suoi libri. In questo, che può essere considerato l'autobiografia di un personaggio noto in tutto il mondo come uno degli psicanalisti più aperti alla ricca tematica della vita, torna sull'argomento tracciando la psicologia del sopravvissuto, e non solo di chi è scampato dai campi di concentramento ma in generale da quei fatti catastrofici, da quegli eventi tragici che colpiscono l'uomo anche nei periodi di pace. Per Bettelheim l'esperienza del sopravvissuto si articola secondo due distinti momenti: c'è il trauma iniziale che distrugge l'esistenza sociale del soggetto disaggregandolo dai sistemi di supporto e di riferimento che prima lo inquadravano (la famiglia, gli amici, il lavoro, i gusti privati ecc.) e poi ci sono gli effetti del trauma che durano tutta la vita e costituiscono una minaccia alla stessa sopravvivenza fisica. Tra l'altro l'essere sopravvissuti ad una catastrofe o ad una situazione estrema comporta anche il senso di una vaga ma pungente responsabilità: perché io sono sopravvissuto quando tanti altri sono periti? Con quale diritto? Ne risulta nell'individuo fragilità emotiva, senso di colpa, sfiducia nella propria reintegrazione sociale e il sorgere di uno stato d'animo prossimo a quello delle sindromi paranoiche. La via per uscirne non è né quella di restare prigionieri della passata esperienza traumatica né quella di rimuoverla o negarla, rifiutandone la portata psicologica e trattandola col distacco con cui si guarda ai fatti storici. Entrambe le posizioni portano a disturbi emotivi, magari nascosti ma non per questo meno pericolosi. La vera soluzione è di reintegrare il passato nel soggetto e questo alla vita quotidiana. Se si pensa che a lungo si è considerato l'istinto di sopravvivenza come l'elemento fondamentale del comportamento umano, e a questo tutti gli atti sociali erano rivolti, a cominciare dall'educazione, e dall'insegnamento scolastico, e se si riflette sul fatto che oggi questo principio è in gran parte impallidito in un clima di maggiore diffusa garanzia, si comprende meglio l'insistenza di alcuni saggi riuniti nel volume sui fattori pedagogici e sui rapporti fra scuola e principio di realtà. Dopo che l'individuo è stato svincolato da un condizionamento così elementare come la sopravvivenza, bisogna pur fornirgli altri mezzi per determinare la propria condotta, orientandola verso certi fini, anche sociali ed eludendo l'insidia di una violenza cieca e suicida.
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About this Edition

Language

Italian

Publisher

Publication Date

Jan 1, 1989

Format

Other

Number of Pages

264

ISBN

8807080613

ISBN-13

9788807080616