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Lorena, Nord-Est della Francia, zona di industria siderurgica una volta fiorente. Anni Novanta, quando la parola «globalizzazione» era ancora incomprensibile ai più. In una fabbrica, l’arroganza di un manager vanitoso provoca la protesta dei lavorato ...Continua
dashiell
Wrote 3/15/21
Solito ottimo racconto della Manotti, inesausta “cantora” dei mali del capitale, inteso come coacervo di interessi personali, egoismo sfrenato, voglia di potere ecc. insomma, il neoliberismo nella sua accezione europea, meglio, francese. Una vicend...Continua
Con la scusa del Noir la Manotti ci mostra il lato oscuro (ben più oscuro di un noir) del Capitalismo tra finanziamenti della UE usati per corrompere , fabbriche costruite solo per incassare soldi, brasseur d'affari, e cripto-massoni dell'ENA, la sc...Continua

noir e attualità il terreno preferito dalla Manotti

Protagonisti inconsapevoli come pedine di un gioco altrui
Comincia come una vicenda operaista e finisce con il disincanto delle cose più grandi di noi: in mezzo le vite da operai in una fabbrica sull'orlo del fallimento, morti per incidenti sul lavoro e ammazzati da sicari senza nome, piccoli traffici local...Continua
Althea
Wrote 5/22/12

Credo che la parte migliore non sia tanto il noir, quanto il suo essere ancorato alla condizione operaia (in Lorena, ma in fondo in fondo ovunque). Lascia un retrogusto di amaro in bocca un po' come Acciaio di Silvia Avallone


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