A che punto è la notte
by Carlo Fruttero, Franco Lucentini
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Torino. La sera del 25 febbraio, nel bel mezzo di una predica più simile a una rappresentazione teatrale che a una funzione religiosa, don Pezza, parroco di Santa Liberata, viene ucciso da una bomba. E il commissario Santamaria si trova tra le mani il caso più scottante della sua carriera. Per quatt... More

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eddy64eddy64 wrote a review
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Una lunga notte sabauda.
Dopo il successo de La donna della domenica, a qualche anno di distanza, F&L scrivono un altro romanzo ambientato a Torino. E’ un giallo corale, con molti personaggi (tanto da poter creare qualche confusione nel lettore), dove non c’è un protagonista assoluto in quanto i misteri trovano una soluzione e i delitti un colpevole grazie alle intuizioni, spesso fortunose e sorprendenti, dei singoli e non in seguito alle classiche e rigorose indagini delle forze di polizia.
La vicenda ruota intorno alla immaginaria chiesa di Santa Liberata, nel centro di Torino, e al suo parroco, prima prete operaio poi seguace delle dottrine gnostiche (considerate eretiche) e forse anche qualcos’altro. Quando poi avviene il primo delitto, è davanti a un sacco di gente, così fin dall’inizio molti sono i soggetti coinvolti nelle indagini: la Curia con i suoi più alti rappresentanti, la Torino accademica di una piccola e scalcinata casa editrice, la Torino bene della buona borghesia benestante che non ostenta mai, la Torino popolare, di quelli che si arrangiano per sbarcare il lunario, la Torino della malavita con i boss che vivono anonimi nei palazzoni di periferia e si fanno rappresentare da integerrimi (all’apparenza) ragionieri commercialisti. E poi la Torino industriale della Fiat, con le sue gerarchie che sembrano sovrapporsi a quelle evocate dalla Torino esoterica, mega dirigenti galattici ed Eoni a braccetto.
Il titolo deriva da una citazione dell’Apocalisse di San Giovanni, ed è in effetti una lunga notte sabauda in attesa del giorno dove ciascuno è alla ricerca di qualcosa: la verità, il colpevole, l’amore, sé stesso, un senso all’esistenza, il “topos” gnostico… Sempre in movimento, dal centro alla periferia, dai grandi viali alle arterie desolate della cintura (ottima la precisione topografica di F&L), fino a un finale corale, in una fabbrica che non è una fabbrica, tra montagne di merce “virtuale”, dove tutti arrivano per lo scioglimento degli enigmi.
Nulla da eccepire sulla scrittura di F&L che con il solito garbo ironizzano, e molto, sulla Torino fine anni 70, con personaggi tratteggiati benissimo, Si confermano ottimi giallisti, perché nonostante la “molta carne al fuoco” alla fine tutto ha una sua logica spiegazione, e anche il particolare insignificante di trecento pagine prima trova la sua precisa collocazione. Certo seicento pagine sono tante e la parte iniziale è un po' lenta, poi la storia decolla e cattura l’attenzione fino alla fine, spinge a “divorarlo”. Consigliato e quattro stelle e mezzo.
Daniela4932Daniela4932 wrote a review
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Serpe78 Serpe78 wrote a review
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