A Little Princess
by Frances Hodgson Burnett
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Sara Crewe, an exceptionally intelligent and imaginative student at Miss Minchin's Select Seminary for Young Ladies, is devastated when her adored, indulgent father dies. Now penniless and banished to a room in the attic, Sara is demeaned, abused, and forced to work as a servant. How this resourceful girl's fortunes change again is at the center of A Little Princess, one of the best-loved stories in all of children's literature.

This unique and fully annotated edition appends excerpts from Frances Hodgson Burnett's original 1888 novella Sara Crewe and the stage play that preceded the novel, as well as an early story, "Behind the White Brick," allowing readers to see how A Little Princess evolved. In his delightful introduction, U. C.Knoepflmacher considers the fairy-tale allusions and literary touchstones that place the book among the major works of Victorian literature, and shows it to be an exceptionally rich and resonant novel.

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KaitlynKaitlyn wrote a review
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readingattiffanys.com/2013/08/recensione-la-piccola-principessa.html

Una dolce favola dalla scrittrice de "Il giardino segreto" che tutti conosciamo. Sara ha vissuto una vita felice, adorata da suo padre e circondata da persone che la amano grazie alla sua dolcezza e bontà, doti così innocenti che la contraddistinguono. Tutto sembra perfetto per lei fino a che non si ritrova in un collegio inglese, dove il padre deve lasciarla a causa della guerra. Qui Sara vivrà momenti durissimi ma anche indimenticabili e unici grazie a tutte le altre bambine con le quali condividerà gioie e paure. La sua peculiarità è quella di perdersi in fantastiche storie nate dalla sua fervida immaginazione e grazie anche anche alla sua infanzia in India, patria di meravigliosi miti e leggende. Grazie alla sua fantasia Sara non si perde mai d'animo e non perde mai le speranze che tutto prima o poi possa migliorare, si rintana nei suoi racconti a tal punto che a volte sembrano reali e cancellano tutta la tristezza che invece la circonda nel mondo vero. Un lieto fine garantito per una storia semplice e bambinesca. Ogni tanto penso che a tutti, anche ai più grandi sia utile svagare con la mente, andare lontano, provare ad immaginare ed a fantasticare tanto come potrebbe fare un bambino. Una libro breve e che scorre veloce e che consiglio per rifugiarci, come la protagonista in un mondo fantastico e ricco di storie diverse che ci fanno svagare per un paio di ore riportandoci ai tempi spensierati di quando eravamo bambini.
Chiara (aka Nimue)Chiara (aka Nimue) wrote a review
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"Perchè ormai che ho imparato a sognare, non smetterò" (Negrita)
Probabilmente paragonato alle storie della Burnett e del suo tempo, non risulterà molto originale, ma era la mia favola preferita quand’ero piccola e ci sono molto legata. Mi ha insegnato a sognare e a credere nei miei sogni. E anche quando non vedo possibilità di realizzarli, il solo saper sognare mi solleva il morale. Mi ha insegnato che l’immaginazione è molto importante nella mia vita, perché è qualcosa a cui posso sempre ricorrere e qualcosa che nessuno mi può togliere.

“Of course the greatest power Sara possessed, and the one which gained her even more followers than her luxuries and the fact that she was ‘the show pupil’, the power that Lavinia and certain other girls were most envious of, and at the same time most fashinated by in spite of themselves, was her power of telling stories and of making everything she talked about seem like a story, whether it was one or not.”

“You are always supposing things” said Lavinia, and her air was very superior.
“I know I am” said Sara undisturbedly. “I like it. There is nothing so nice as supposing. It’s amost like being a fairy. If you suppose anything hard enough it seems as if it were real.”
“It’s all very well to suppose things if you have everything” said Lavinia. “Could you suppose and pretend if you were a beggar and lived in a garret?”.
Sara stopped arranging the Last Doll’s ostrich plumes, and look thoughtfull.
“I believe I could” she said. “If one was a beggar, one would have to suppose and pretend all the time. But it mightn’t be easy”.
WendyWendy wrote a review
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