A sangue freddo
by Truman Capote
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Montanari MeiMontanari Mei wrote a review
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Le ragioni di un delitto

Quali sono le ragioni di un delitto? Ci sono delitti commessi consapevolmente per ragioni direttamente collegate all’atto: passione, avidità, paura, ecc.

Altri sono commessi da persone incapaci di intendere e di volere, per lo meno al momento del fatto.

C’è poi un’area grigia di delitti commessi consapevolmente da persone che non hanno alcun motivo immediato e diretto per commetterli.

Truman Capote si occupa proprio di uno di questi casi. Partendo da un articolo di giornale letto per caso a proposito di un omicidio plurimo commesso in un piccolo centro del Kansas, sviluppa un’indagine giornalistica che segue il caso passo per passo e lo traspone (per la prima volta nella storia della letteratura) in un romanzo.

Da qui parte anche un’analisi che mira, tramite il racconto dei fatti e non tramite un saggio teorico (come è tipico degli scrittori americani in contrapposizione a quelli europei), a spiegare le ragioni di un delitto apparentemente senza motivi, tanto che i colpevoli vengono scoperti per un puro caso.

Particolarmente accurata è l’analisi, basata anche sulle perizie psichiatriche effettivamente svolte nel caso, del profilo criminale di uno dei colpevoli. Una storia personale triste che determina lo sviluppo di una personalità anaffettiva e del tutto indifferente rispetto ai terribili fatti commessi.

In definitiva, nessun delitto avviene totalmente senza ragioni. Le cause possono non essere immediatamente collegate alla vittima o all’atto commesso, ma scavando a fondo si trovano sempre le ragioni che, in complesso intreccio tra loro, hanno portato a conseguenze tanto gravi.

AminaAmina wrote a review
317
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Gioventù bruciata.... la versione di Capote
1955 Sugli schermi americani appare per l'ultima volta James Dean , mito giovanile ma non giovanilistico di molte generazioni anche future, in un film Gioventù bruciata che è racchiuso tutto nella famosa scena della corsa del coniglio , una vibrante Natalie Wood fa esplodere, in un sabato sera qualunque, una forsennata corsa in auto verso il baratro , qui il rito di passaggio adolescenziale ,verso l'affermazione di sè , cercato per tutto il film.
Leggere a Sangue freddo scritto da Truman Capote a partire dal 1959 in poi , anno in cui si verifica l'assassinio della famiglia Clutter, è un pò come partecipare alla corsa del coniglio di Perry Smith e Richard Hickock e non solo per la somiglianza fisica di Perry con Sal Mineo/Plato nel film.
Una corsa che arriva a noi riportata da Truman Capote scrittore di gran talento, geniale e tagliente , tormentato e incline a sperimentare più stili narrativi , forse perchè il suo sguardo andava molto oltre quello che il suo tempo permetteva di dire . Truman Capote ha cavalcato il suo tempo , ha vissuto tra intellettuali e vip , ha fatto parte di quel mondo probabilmente anche interpretando il ruolo di scrittore di talento , sagace e spietato , perennemente in bilico ,con un bicchiere di whisky tra le mani , su quel baratro. Capote non rinuncia , attraverso la sua scrittura ,a dirci qualcosa dell'America e di lui Colazione da Tiffany non è solo l' iconico film di Blake Edwards, è anche un romanzo dove si indaga meglio sulla solitudine di Holly Golightly ( Truman) giovane donna della provincia, nascosta nella leggerezza di una New York che molto promette e non sempre mantiene. Ancora in Arpa d'erba Truman ci parla di sè , dell'America , quella del sud dove si trovano le sue radici , attraverso immagini contrassegnate da una poetica fatta di dolcezza, rimpianto , disincanto .
Truman Capote scrive soprattutto in un decennio , quello degli anni cinquanta quando l' America raccoglie le speranze di libertà e prosperità nate con la fine della seconda guerra mondiale e si affaccia ,con gli anni sessanta, ad un nuovo modello di paese dominato da nuove spinte culturali , nella politica che culminano anche nel consumismo .
E in un piccolo villaggio nascosto del Kansas , nel 1959, che la corsa di Perry Smith e Dick Hickock fa tappa , ed è lì che anche la vita di Truman Capote subisce uno scossone. Lì nel piccolo villaggio di Holcomb un sabato sera qualunque la famiglia Clutter , metodista, benestante, felice, come lo potevano essere le famiglie negli anni cinquanta , viene eliminata a sangue freddo . Velocemente e incoscientemente come se Perry e Dick dovessero fare altro di più importante e queste quattro persone fossero solo un inconveninte necessario lungo la loro corsa. E' un assassinio gratuito questo , lo sanno anche Perry e Dick , anche se non se lo diranno mai , ci pensa però Truman Capote a raccontarci questa storia , anche l'inutilità di queste morti che arrivano come una doccia fredda in quest'America di provincia di fine anni cinquanta. Truman Capote si dedica a questa storia anima e corpo si inventa un nuovo genere letterario , rimane intrigato dai due assassini ne racconta la vita , indaga sulla loro psicologia senza giudicare ma con evidente curiosità ed interesse. Questo ha fatto scalpore in America , non ci sono le etichette di ribellismo adolescenziale (anche perchè i due sono uomini adulti) come per raccontare di un'altra corsa , quella di Gioventù bruciata , c'è la volontà di riportare un fatto brutale e di raccontare com'è andata ammettendo pure che, nonostante l'indagine psicologica , non c'è un perchè . Ci sono due uomini , sicuramente nati in situazioni non privilegiate , faticose - Perry anche al limite del consentito - che decidono di costruire la loro vita intorno alla ricerca di soldi facili - il movente è quello - e che corrono , corrono per trovare una pacificazione (o agevolare ) con la loro vita, i Clutter sono stati messi sulla loro strada , vittime inconsapevoli e da Truman Capote anche presto accantonate. Forse anche questo avrà fatto scalpore, Capote si concentra prevalentemente sugli assassini , cinicamente forse perchè letterariamente più interessanti ma forse anche perchè rappresentano bene la duplicità che porta in sè l'essere umano e che è stata la chiave di lettura della vita e dell'opera di Truman Capote. In questo senso A Sangue freddo è un libro perfetto , decidendo di raccontare i fatti realmente accaduti nella confezione di romanzo il lettore sviluppa un rapporto "personale" con ogni personaggio presente , si finisce anche per essere attratti dalle contraddizioni di Perry , uomo che sembra nato per essere protagonista di un romanzo. Truman Capote non ha scritto un libro a tema, ha scelto un registro nuovo la non - fiction novel eppure - come per gli altri suoi romanzi - si riesce a carpire cosa pensa dell'uomo del suo tempo, dell'America ricca e contraddittoria (la democrazia e glii esclusi sociali, la pena di morte, il consumismo) e anche il lettore contemporaneo più smaliziato ne viene ancora coinvolto in una serie di riflessioni che si trasformano in interrogativi universali tipici dei grandi romanzi.

CosimoColbiCosimoColbi wrote a review
420
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Del nostro male non rida nessuno

“Certe volte, quando penso a quanto potrebbe essere bello, mi manca il respiro. L’intera faccenda è l’esperienza più interessante della mia vita e, a dire il vero, mi ha cambiato la vita, ha cambiato il mio punto di vista su quasi tutto – è un gran lavoro, credimi, e se fallisco avrò vinto comunque”. Truman Capote, Lettera a Newton Arvin


Considerando la solitudine e la sofferenza nelle quali Capote concluse i suoi giorni, niente di più lontano dalla realtà appare questa sua valutazione; ma del resto, Capote non è uno scrittore a una dimensione, è una personalità tanto geniale quanto eclettica, che interpretò ogni ruolo la vita abbia desiderato assegnargli. A sangue freddo è un testo fondativo del genere non fiction novel e pietra miliare che tiene a battesimo il new journalism. Romanzo maledetto e sacro, oggettivo e analitico, realistico fino alla vertigine. Abile nello stile accurato e esatto, capace di scavare nella meraviglia e nell'orrore con leggerezza e profondità. Lo sguardo dell'inviato del New Yorker si rivela in certi aspetti affine a quello cinematografico di Hitchcock. Sono notevoli i film relativi al libro, quello del 1967 che vinse quattro Oscar, una trasposizione noir e gotica del libro; e quello del 2005 che parla di Capote e di come arrivò a scrivere il libro, con l'indimenticabile Philip Seymour Hoffman. La storia e le sue coincidenze. il 15 novembre 1959 la famiglia di un proprietario terriero, madre, padre, ragazza e ragazzo, trovò la morte senza un movente autentico, solo perché due spostati cercavano di arricchirsi, cercavano una cassaforte piena di soldi che non c'era. Due ex detenuti che incontrandosi danno origine a una terza personalità, quella criminale. iI massacro è brutale, sangue, corde, un fucile, i colpi al volto, la fuga. Lo spirito dell'autore uscì inguaribilmente trasformato dall'esperienza vissuta nell'America rurale e cupa, ai margini della Corn Belt, nel racconto di questo assassinio e della esecuzione conseguente. È possibile scrivere un'inchiesta su un crimine immotivato e crudele con un'intima nudità tanto disarmante? Naturalmente. Capote fu figlio rinnegato e disperato, abbandonato nell'infanzia e così condannato a una vita di tormentosa e angosciante ricerca narcisistica. L'autore diventò amico e confidente dei colpevoli, specialmente di uno di loro. Fu sostenuto dall'amica Harper Lee e scrisse lettere ad Alvin Dewey, che era a capo delle indagini in Kansas, e ne frequentò la famiglia. Non furono i sentimenti in gioco, ma la sopravvivenza emotiva all'incontro con l'orrore; e così Capote fu in grado di sentire tanto a fondo l'intensità della storia reale, per poi liberarsi nella narrazione in una eccezione autoriale di incosciente assenza, realizzando un libro perfetto, che lo porta alla fama dannata ed eterna. Del resto non si scrivono capolavori senza essere, anche solo per qualche significativo istante, disperatamente infelici.


“Ma poi, nelle prime ore di quella mattina di novembre, una domenica, certi rumori estranei penetrarono nei normali suoni notturni di Holcomb: il lugubre isterismo dei coyotes, il fruscio secco degli amaranti in fuga, il fischio delle locomotive che si allontanavano veloci. Al momento neppure un'anima di Holcomb, villaggio immerso nel sonno, li udì: quattro colpi di fucile che, a conti fatti, posero fine a sei vite umane. Ma in seguito gli abitanti della cittadina, fino a quel momento abbastanza fiduciosi da prendersi raramente la briga di sbarrare la porta di casa, indugiarono a ricrearli più e più volte – cupe detonazioni che facevano divampare incendi di sfiducia al cui riverbero molti buoni vicini di un tempo si guardavano stranamente, come estranei”.



AdiburAdibur wrote a review
09
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La notte tra il 14 e il 15 novembre del 1959, nella sonnolenta città di Holcomb, Kansas, si consuma una strage che farà parlare di sé per diverse settimane. Marito, moglie e due figli adolescenti vengono trucidati apparentemente senza un movente. La famiglia, stimata e benvoluta da tutta la comunità, è stato sterminata a colpi di fucile e coltello e quasi nulla è stato rubato dall’abitazione. Sembra un delitto senza soluzione, poi, per una serie fortunata di coincidenze, la polizia riesce a catturare i due balordi, responsabili dell’eccidio. Sono due ex detenuti, con difficili storie familiari e personali alle spalle che hanno agito senza vere motivazioni, se non quelle del facile guadagno. Truman Capote racconta il fatto di cronaca come fosse un romanzo. Si muove nella cittadina e tra le strade di campagna come un testimone muto che annota anche il particolare più insignificante per ricostruire la scena del delitto, l’ambiente fisico e sociale in cui è maturato, per tratteggiare i personaggi mettendone a nudo le personalità. Scrive dialoghi estremamente verosimili costruendo reti relazionali di forte attendibilità, ricostruisce il clima di stupore, attesa, paura generatosi nella cittadina a seguito della strage. Si fa portavoce dell’incredulità dell’opinione pubblica che viene riportata dai media che seguono con grande coinvolgimento il fatto. Capote però sembra mettersi un passo indietro rispetto alla narrazione, non è lo scrittore che racconta, ma sono le carte processuali, i verbali della polizia, le interviste ai personaggi coinvolti a dettare il filo della storia. Lo scrittore si pone al servizio della cronaca, la dipana, la illustra, mette in scena i personaggi con l’abilità di un grande scrittore ed intanto fa riflettere i lettori su essenziali questioni etiche: il bene e il male, la responsabilità oggettiva nel crimine, la pena di morte, il peso e le attenuati attribuibili alle esperienze devastanti di un’infanzia difficile. Il tutto senza esprimere dei giudizi, lasciando ai lettori questo gravoso compito: giudicare in base al proprio codice morale. “A sangue freddo” è un’opera frutto di un grande scrittore dalle indubbie capacità narrative che si pone al servizio di una storia agghiacciante. Un libro sicuramente da leggere perché porta il lettore fin negli abissi dell’animo umano, ma facendogli intravedere sempre un bagliore di speranza e in qualche modo di redenzione.
Consiglio vivamente a chi ha apprezzato “A sangue freddo”, “La città dei vivi” di Nicola Lagioia che è molto simile nell’impianto e altrettanto meritevole di essere letto.
Filippo BigliardiFilippo Bigliardi wrote a review
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‘Mi domando perché mai l’ho fatto’
📝 Pubblicato nel 1966 “A sangue freddo” è un romanzo che racchiude in sé molteplici opere e per tante di queste è un capostipite: è un romanzo verità che incrocia il resoconto giornalistico con lo stile proprio della narrativa, è un’analisi psicologica degna del miglior profiler attuale, ed è anche un (velato) atto di accusa alla pena capitale. Da leggere sicuramente come pietra angolare della narrativa americana e di genere.

📕 Alla sua pubblicazione suscitò una serie di polemiche di carattere letterario ed etico-sociale. L'autore venne accusato, tra l'altro, di voyerismo cinico, per aver voluto registrare "oggettivamente" un fatto di cronaca nera, anzi di violenza gratuita, avvenuta nel cuore del Middle West agricolo: lo sterminio brutale di una famiglia nella propria abitazione senza un’apparente motivo. Nel libro, la visione puntuale delle dinamiche della vicenda, è filtrata e riscattata attraverso una sapiente rielaborazione stilistica.

📖 […] non si dava ragione di «come due individui potessero esprimere all’unisono lo stesso livello di furore, il genere di furore psicopatico che ci voleva per portare a compimento un crimine come quello»
📖 Il sentimento dell’invidia lo dominava; il Nemico era chiunque fosse ciò che lui voleva essere o avesse ciò che lui voleva avere.
📖 «Mi domando perché mai l’ho fatto.» Gli venne uno sguardo cupo, concentrato, come se si trovasse di fronte a un problema che non aveva mai considerato, una pietra d’un colore sorprendente, non classificato, appena estratta dalla terra. «Non so perché», disse come se la tenesse fra le mani esponendola alla luce secondo angolazioni diverse, ora da un lato ora dall’altro.
📖 Non mi avevano mai fatto del male. Come certa altra gente. Come certa gente che mi ha messo in croce per tutta la vita. Forse è solo che i Clutter erano quelli che dovevano pagarla per tutti. 
📖 Mi ha allungato la mano. Voleva che gliela tenessi, e io l’ho fatto, gli ho tenuto la mano, e tutto quel che ha detto è stato: “Sono soffocato dalla vergogna”.
Alessia🌻Alessia🌻 wrote a review
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