A sud del confine, a ovest del sole
by Haruki Murakami
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Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lì dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un'abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c'è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo. Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un'altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi - è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l'esperienza - quando ormai la vita l'ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà.

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MorganaMorgana wrote a review
78
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"Gli esseri umani, a volte, sono destinati, per il solo fatto di esistere, a fare del male a qualcuno."
A sud del confine, a ovest del sole è il mio primo approccio con Murakami, uno di quegli autori che mi riprometto sempre di leggere ma che alla fine finisco sempre per evitare. Attratta, devo ammetterlo, da questo suggestivo titolo, mi sono immersa nella lettura senza sapere bene cosa aspettarmi.
La storia di Hajime e di Shimamoto, che sono alla fine i due personaggi principali, è un racconto di formazione abbastanza classico. L'intero romanzo infatti si divide in varie fasi che segnano la crescita, principalmente emotiva, di Hajime e il suo attaccamento per Shimamoto, compagna di classe che condivideva la sua condizione di figlio unico e che non ha mai dimenticato. Sarà proprio l'incontro con una Shimamoto adulta a scatenare in Hajime una crisi profonda, crisi che spesso lo porterà a confondere realtà e sogno.
Credo di aver capito cosa ci sia in Murakami che lo rende così apprezzato, la sua è una scrittura che opera su più livelli e questo si nota anche in un romanzo che, a quanto mi sembra di aver compreso, è il meno complicato, quello più ancorato alla realtà piuttosto che ad altro. Non posso dire di non averlo apprezzato; ho amato la scrittura, ho trovato i temi interessantissimi. Il continuo sovrapporsi tra realtà e illusioni, la sensazione di Hajime di essersi sempre perso qualcosa, di non aver fatto tutto quello che poteva fare, quelle sono cose che posso comprendere. Molto bello anche il quesito che poi fa da base all'intero racconto: siamo noi a decidere il nostro futuro? O è il caso che ci getta davanti opportunità, sogni, speranze?
Sicuramente bello, molto malinconico, c'è una vena di tristezza e di disillusione che percorre tutto il romanzo. Ma non sono convinta al 100%, qualcosa mi è mancato e sinceramente non saprei neanche dire cosa. Forse non sono riuscita a empatizzare con i personaggi, sopratutto con Hajime. Anche se si tratta del primo approccio ho il sospetto che Murakami non sia esattamente lo scrittore per me. Non sto certo dicendo che sia un brutto romanzo, al contrario mi è piaciuto e sicuramente proverò a leggere altro, ma mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente, di più totalizzante.
SigarettaSigaretta wrote a review
02
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