Accabadora
by Michela Murgia
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The award winning Accabadora is an exceptional English-language debut, written with intriguing subtlety reflecting a sensual picture of local Italian life and death in villages during the 1950's.

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Dani MelaDani Mela wrote a review
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Questo di Michela Murgia può, e forse deve, essere letto come un romanzo di formazione. Maria Nistru cresce in un mondo in cui le madri in miseria cedono figli (cioè lei) ad altre donne, in cui si muore per un muretto divisorio spostato di nascosto, in cui si praticano rituali e malefici. Ma anche in questo mondo arcaico, per uscire dalla vita, come per entrarci, si ha bisogno di aiuto: e c’è chi se ne fa carico, di nascosto e di notte: l’accabadora, appunto. Ma l’accabadora è la madre adottiva di Maria, e crescendo Maria verrà un po’ alla volta a scoprirlo. Murgia si serve di una lingua molto personale, nel cui vocabolario ci sono echi delle parlate locali, ma il ritmo è moderno e il tocco delicato, anche di fronte a una materia scabrosa. Il suo occhio non è quello dell’antropologo, ma di un membro della comunità, che conosce bene ciò di cui sta parlando: “Ci sono cose che si fanno e cose che non si fanno, e Maria la differenza la conosceva benissimo. Non era questione di giusto o sbagliato, perché nel mondo in cui era cresciuta quelle categorie non trovavano posto. A Soreni la parola ‘giustizia’ aveva lo stesso spazio di senso delle peggiori maledizioni e veniva pronunciata solo quando c’erano da evocare cieche persecuzioni”. A nessuno verrebbe in mente di cambiare le regole non scritte del villaggio, ma al loro interno Maria si costituisce, con fatica e con dolore, un percorso che la porterà a crescere, e a fare consapevolmente scelte difficili.

Mammauffa Mammauffa wrote a review
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MartìMartì wrote a review
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Saverio ZuccottiSaverio Zuccotti wrote a review
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