Addio alle armi
by Ernest Hemingway
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Marco Frediani86Marco Frediani86 wrote a review
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Liberty RoseLiberty Rose wrote a review
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La guerra e l'amore
Ho sempre avuto una passione per i romanzi storici che sanno mescolare le vicende dei singoli con i grandi temi storici, dove "la Grande Storia", quella che abbiamo appreso sui libri di scuola, prende vita nelle esistenze dei personaggi, permettendoci di respirarla, capirla, come un freddo racconto analitico non permette di farlo. Da lì la passione per gli storici in generale, che sanno, pur utilizzando la finzione, raccontare episodi di vita vera.
Tra i romanzi che in qualche modo ricordo con dolore e passione, c'è sicuramente ADDIO ALLE ARMI di Ernest Hemingway, pubblicato nel 1929 e che riflette l'esperienza bellica dello stesso autore nella Prima Guerra Mondiale, durante la quale prestò servizio in Italia come conducente di ambulanza per il Regio Esercito.
La trama del romanzo è quella nota. Corre l'anno 1917, quando Frederic Henry, figlio di un diplomatico americano, si trova in Italia come conducente di ambulanza nei reparti sanitari dell'esercito italiano. Questo gli permetterà di conoscere e di innamorarsi, ricambiato, di Catherine Barkley, un’infermiera inglese. Frederic sarà ferito durante uno scontro e ricoverato a Milano, dove la donna potrà assisterlo, per poi seguirlo in Svizzera, dove Fredric trascorrerà la convalescenza, un periodo felice, lontano dagli orrori della guerra, che rafforzerà il loro legame, in quanto Catherine rimarrà anche incinta. Frederic però deve tornare al fronte e sarà coinvolto nella disfatta di Caporetto. Da qui la decisione di fuggire, disertando, per raggiungere la Svizzera insieme a Catherine, ma il finale non sarà quello sperato.
Romanzo sulla guerra, ma anche di rifiuto alla guerra, e sull'amore, che però non viene visto come alternativa che porta alla felicità, alla fine sconfitta, ma rimane un'aspirazione misteriosa che l'uomo insegue e che sembra sfuggirgli misteriosamente.
Gasp85Gasp85 wrote a review
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Sul teatro della prima guerra mondiale e precisamente sul fronte italiano, un giovane americano, alter ego dello stesso Hemingway, presta il suo lavoro di medico come volontario. Le vicissitudini della battaglia, con le illusorie vittorie e le concrete sconfitte, i morti e i feriti, il dolore e il distacco, la scarsità di cibo e la sovrabbondanza di alcool partecipano a dipingere un affresco realistico di cosa fu la guerra di trincea e l'approccio italiano ad essa. Su questo scenario trova posto una storia d'amore, quella del protagonista con la sua infermiera, bagliore di speranza e di normalità che fa da traino per una progressiva disillusione verso il senso e la necessità della guerra fino all'addio alle armi (figurato e non).
Il romanzo presenta un doppio registro, diretto e crudo quello utilizzato per le descrizioni sul fronte, più leggero quello che narra della storia d'amore. Il punto debole su quest'ultimo è costituito dai dialoghi che appaiono banali e ridondanti, utili più che altro a far comprendere la debolezza del personaggio femminile e la sua dipendenza psicologica dal protagonista. Invece, molto interessanti e vividi i dialoghi con i commilitoni sul fronte che, volutamente caotici, restituiscono l'atmosfera di goliardia nell'apparente quiete tra una battaglia e l'altra, complici i fumi dell'onnipresente alcool.
Un opera interessante più sotto il profilo storico che su quello narrativo, dove si manifestano alcune lacune, ma che nonostante tutto è sempre molto scorrevole. Sicuramente da leggere e metabolizzare.
Pietro BartolomeiPietro Bartolomei wrote a review
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