Addio alle armi
by Ernest Hemingway
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E' il 1917, Frederic Henry, un volontario nei reparti sanitari dell'esercitoitaliano si innamora di una infermiera inglese, Catherine. Viene ferito eCatherine lo raggiunge a Milano per curarlo e trascorre con lui l'estate.Quando viene l'autunno Catherine rivela a Frederic di essere incinta, ma luideve partire per il fronte ed è coinvolto nella ritirata di Caporetto. Disertae decide di rifugiarsi con lei in Svizzera per dedicarsi unicamente al suoamore, ma Catherine muore di parto con il bambino.

Gasp85's Review

Gasp85Gasp85 wrote a review
03
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Sul teatro della prima guerra mondiale e precisamente sul fronte italiano, un giovane americano, alter ego dello stesso Hemingway, presta il suo lavoro di medico come volontario. Le vicissitudini della battaglia, con le illusorie vittorie e le concrete sconfitte, i morti e i feriti, il dolore e il distacco, la scarsità di cibo e la sovrabbondanza di alcool partecipano a dipingere un affresco realistico di cosa fu la guerra di trincea e l'approccio italiano ad essa. Su questo scenario trova posto una storia d'amore, quella del protagonista con la sua infermiera, bagliore di speranza e di normalità che fa da traino per una progressiva disillusione verso il senso e la necessità della guerra fino all'addio alle armi (figurato e non).
Il romanzo presenta un doppio registro, diretto e crudo quello utilizzato per le descrizioni sul fronte, più leggero quello che narra della storia d'amore. Il punto debole su quest'ultimo è costituito dai dialoghi che appaiono banali e ridondanti, utili più che altro a far comprendere la debolezza del personaggio femminile e la sua dipendenza psicologica dal protagonista. Invece, molto interessanti e vividi i dialoghi con i commilitoni sul fronte che, volutamente caotici, restituiscono l'atmosfera di goliardia nell'apparente quiete tra una battaglia e l'altra, complici i fumi dell'onnipresente alcool.
Un opera interessante più sotto il profilo storico che su quello narrativo, dove si manifestano alcune lacune, ma che nonostante tutto è sempre molto scorrevole. Sicuramente da leggere e metabolizzare.
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Sul teatro della prima guerra mondiale e precisamente sul fronte italiano, un giovane americano, alter ego dello stesso Hemingway, presta il suo lavoro di medico come volontario. Le vicissitudini della battaglia, con le illusorie vittorie e le concrete sconfitte, i morti e i feriti, il dolore e il distacco, la scarsità di cibo e la sovrabbondanza di alcool partecipano a dipingere un affresco realistico di cosa fu la guerra di trincea e l'approccio italiano ad essa. Su questo scenario trova posto una storia d'amore, quella del protagonista con la sua infermiera, bagliore di speranza e di normalità che fa da traino per una progressiva disillusione verso il senso e la necessità della guerra fino all'addio alle armi (figurato e non).
Il romanzo presenta un doppio registro, diretto e crudo quello utilizzato per le descrizioni sul fronte, più leggero quello che narra della storia d'amore. Il punto debole su quest'ultimo è costituito dai dialoghi che appaiono banali e ridondanti, utili più che altro a far comprendere la debolezza del personaggio femminile e la sua dipendenza psicologica dal protagonista. Invece, molto interessanti e vividi i dialoghi con i commilitoni sul fronte che, volutamente caotici, restituiscono l'atmosfera di goliardia nell'apparente quiete tra una battaglia e l'altra, complici i fumi dell'onnipresente alcool.
Un opera interessante più sotto il profilo storico che su quello narrativo, dove si manifestano alcune lacune, ma che nonostante tutto è sempre molto scorrevole. Sicuramente da leggere e metabolizzare.