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🌼 abbandono...non abbandono ...abbandono...non abbandono...
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🌼 abbandono...non abbandono ...abbandono...non abbandono...
MagratheaMagrathea added a note
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Un uomo scava a lungo nel ghiaccio per liberare la terra. Ad un tratto si ferma, raccoglie stancamente gli attrezzi e si allontana verso un aereo sullo sfondo. La camera si alza e inquadra un enorme SOS.
Qualunque cosa sia accaduta e qualunque sia il motivo per il quale l'uomo si trovi da quelle parti, non ha importanza.
Tutto ciò che egli ha è il presente. E se stesso. Si chiama Overgård, l'unico superstite di una spedizione artica, e lo seguiamo mentre mette in campo tutte le sue conoscenze per sopravvivere aspettando i soccorsi.
In quel tempo sempre uguale, scandito dal beep del timer che divide la giornata in tanti micro-compiti organizzati con una meticolosità scientifica, l'uomo si aggrappa come a un'àncora, per tenere la mente impegnata a resistere.
Quando non c'è il freddo, il nemico n.1, fra i pensieri principali, si susseguono vari accidenti che minano lentamente, l'uno dopo l'altro, la resistenza e le forze fisiche.
Overgård chiude ogni giorno gli occhi in profondo silenzio. Tranne i suoni ambientali, null'altro interviene ad allegerire l'angoscia che lo attanaglia. Man mano che gli arti si congelano, che la pelle si spacca e la lucidità lo abbandona, il terrore che leggiamo nei suoi occhi non è propriamente quello di morire, ma l'atavica e primordiale paura che ciò avvenga in assoluta solitudine.
Sarà infatti la compagnia di un altro superstite a dare l'estrema forza e motivazione a Overgård per tentare di raggiungere una base stagionale, seppur distante.
Assoluto protagonista non solo per la storia narrata, Mads Mikkelsen reca nei tratti spigolosi e nel fisico possente tutta la freddezza della tecnica e dell'addestramento.
Di contro, per quanto ostenti una calma olimpica ed una fede assoluta nella routine che si impone, nello sguardo trasparente vediamo irrompere sempre più quel barlume di viscerale irrazionalità che forse gli consentirà di salvare entrambi.
Dialoghi veri inesistenti, ridotti ai soliloqui di Overgård per una condizione tipica in questi frangenti, sonoro occupato tutto dai silenzi, dal vento, dai rari animali, dal tintinnare metallico degli oggetti che accompagnano le giornate del protagonista, da una musica minimale che sollecita e sottolinea in maniera discreta i paesaggi interiori.
Ben girato e fotografato, ritmo incalzante e un finale lasciato, a mio avviso, aperto, per indurre a soffermarsi sulla vicenda umana più che sulla sua risoluzione.
MagratheaMagrathea added a note
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Un uomo scava a lungo nel ghiaccio per liberare la terra. Ad un tratto si ferma, raccoglie stancamente gli attrezzi e si allontana verso un aereo sullo sfondo. La camera si alza e inquadra un enorme SOS.
Qualunque cosa sia accaduta e qualunque sia il motivo per il quale l'uomo si trovi da quelle parti,
cry6379cry6379 added a note
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da Perla (SS) / a corolindia (BM)
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da Perla (SS) / a corolindia (BM)