Aldilà
by Andrea Morstabilini
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In una pianura immobile e silenziosa, attraversata da un lento fiume, sorge una casa inquietante e solitaria: la villa che uno scrittore ha scelto come suo ritiro, come luogo per isolarsi dal mondo e scrivere un romanzo dell'orrore. Presto, lo scrittore scopre di non essere solo in quella casa, abit... More

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BlackhillBlackhill wrote a review
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SHINING....THE OTHERS....PUPI AVATI
Villa Malnati, pianura padana. l'io narrante è deciso a scrivere una storia di terrore e prende in affitto la magione in un rovente mese di agosto. La location non potrebbe essere più adatta per la sua architettura sghemba e alquanto sinistra. L'affittuario, al momento di siglare il contratto, viene informato della clausola per la quale una volta alla settimana nel salone principale viene svolta una seduta di "psicolalia applicata" alla quale egli potrà partecipare. Ma se decidesse di non farlo, per nessun motivo potrà oltrepassare quella soglia.
Il biglietto da visita che il nostro riceve dalla villa non è proprio dei migliori. Una volta giunto in cima alla collina si accorge della presenza di un uomo, che poi scoprirà essere il custode, il quale armato di vanga scava e poi riempie due fosse di terra, successivamente nota la custode portare (dove?) due pentole colme di latte. Se poi aggiungiamo che esiste una soffitta murata e chiusa da una cancellata lil cui ingresso è impossibile, si capisce perchè il presunto scrittore nutra qualche dubbio sulla scelta di soggiornare lì dentro.
Qualcuno suona al campanello. E' il fantomatico e affascinante Signor M. il quale racconta al suo interlocutore alcuni aneddoti riguardanti la casa, accrescendo l'inquietudine di questi, al punto che dopo pochi giorni la cognizione del tempo diverrà un'ipotesi.
Cosa dire di questo romanzo....l'impianto potrebbe essere quello classico della villa maledetta (fra l'altro ho scoperto che villa Malnati esiste davvero ed ha la fama di casa infestata da presenze). I segni inquietanti ci sono e l'inizio fa presagire un scritto disturbante.
Ma.....
Ma poi come ho già avuto modo di rilevare, non è facile dare continuità al clima e mantenere alta la tensione. L'autore scrive bene, è persino troppo preciso nel descrivere il clima immobile dell'estate padana. Egli sparge segnali misteriosi, forse un pò troppi, segnali che però non convergono in un finale drammatico o risolutivo, ma l'impressione è che tutto venga lasciato un pò in sospeso, insomma manca qual colpo di coda finale che avrebbe reso il racconto degno di una valutazione più positiva. Mentre invece si resta, a mio parere, con un senso di non concluso, diciamo pure un pò delusi da una fine che non onora le promesse iniziali. Tanti spunti fini a sè stessi, il personaggio del Signor M. non ben definito, troppa carne al fuoco, detto in modo semplice.
Ho citato Shining per il fatto che il protagonista occupa una casa isolata e intende scrivere un romanzo (cosa che non farà mai), poi in qualche pagina ho pensato che l'autore volesse rifarsi a THE OTHERS, film che mi inquietò parecchio e che non volli più rivedere. Ma forse il paragone che regge maggiormente è cn i film di Avati , ad esempio LA CASA DELLE FINESTRE CHE RIDONO, ambientato nella bassa e con atmosfere simili.
In conclusione, le premesse c'erano, la scrittura è buona, ma il tutto risulta un pò confuso e manca quel finale a complemento dei tanti segni sinistri sparsi qui e là e che restano invece fini a sè stessi.