Alia
by Alessandro Defilippi, Angelo Marenzana, Consolata Lanza, Danilo Arona, Davide Mana, Elvezio Sciallis, Fabio Lastrucci, Mario Giorgi, Massimo Citi, Massimo Soumaré, Silvia Treves, Vittorio Catani
(*)(*)(*)(*)( )(7)
Dodici racconti di Arona, Catani, Citi, Defilippi, Giorgi, Lanza, Lastrucci, Mana, Marenzana. Sciallis, Soumaré e Treves, ovvero di alcuni di più interessanti e innovativi autori del panorama italiano contemporaneo. A corredarli i disegni di autori disegnatori italiani, realizzati appositamente per ... More

Iguana Jo's Review

Iguana JoIguana Jo wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )
Negli ultimi tempi la mia frequentazione con la fantascienza italiana non è stata delle più fortunate. La sequenza di letture poco soddisfacenti sembrava proprio non avere fine, tanto che ormai avevo quasi rinunciato a provarci che poi sembra che abbia una qualche questione personale con chi prova tuttora a scrivere fantascienza in Italia.
Ma la speranza è l'ultima a morire, e dato che mi son trovato in casa l'ennesima antologia, mi son detto proviamoci un'altra volta, che almeno i racconti sono corti, sono vari, e forse almeno un paio si salveranno.
E invece…
E invece per un attimo nel corso della lettura ho temuto di trovarmi di fronte a un capolavoro. La migliore antologia di fantascienza italiana che abbia mai avuto la fortuna di leggere.
Poi no, in effetti arrivato a fine lettura l'entusiasmo si è un po' ridimensionato, però - accidenti! - quanto mi è piaciuto questo numero di Alia!
La partenza in effetti non è delle migliori, il racconto di Danilo Arona, Il caso Bobby Fuller - Fire Walk with me ricalca un canone già letto e riletto, con un protagonista originale solo per le sue origini, ma che poi si comporta secondo tutti gli scontati cliché del caso. Il racconto non mi ha entusiasmato, ma Arona è abile a rendere credibile il classico scenario della provincia americana anni '60.
Il racconto di Vittorio Catani , Ventiquattr'ore al giorno nella terato-chimica, è il vero apripista di questo Alia, almeno per il contenuto fantascientifico che seguirà nelle pagine successive. Mi spiace solo che l'autore abbia deciso di virare verso il grottesco quella che in fondo è una storia d'amore terminale. Del resto il racconto è davvero breve, e questo scorcio di vita ai tempi della catastrofe ambientale si presta agilmente al trattamento riservatogli.
Al racconto di Catani segue la prima perla del volume, ovvero Leggere al buio di Massimo Citi. Nel racconto di Citi c'è un'ambientazione abbastanza dettagliata da risultare viva, personaggi tridimensionali che nonostante le poche pagine riescono a emergere agli occhi del lettore, istanze socio-politiche non banali e una trama che riesce ad emozionare. In più m'è parso di cogliere una qualche reminescenza del Iain Banks culturale che a me non è affatto dispiaciuta.
A seguire arriva Alessandro Defilippi con un racconto che nonostante risulti in qualche modo scontato nello sviluppo e nella conclusione si lascia comunque leggere con piacere. La qualità migliore di A cena il giorno dei morti sta probabilmente nello stile sopraffino di scrittura del suo autore, che riesce a gestire al meglio la tensione crescente della sua storia fino all'appetitoso finale. E poi diciamolo, vedere le alte sfere ecclesiastiche protagoniste di un simile banchetto è sempre un piacere.

Mario Giorgi mi aveva già impressionato con Pater, il racconto contenuto nell'edizione 2007 di Alia, ma qui si supera. Secondo messaggio è un racconto perfetto. Solitamente i testi scritti con l'italiano di Giorgi, mi lasciano quantomeno perplesso: troppo formale e classico per suscitare un'emozione spontanea, troppo ricercato per risultare vero. Eppure il linguaggio scelto dall'autore mi pare l'unico in grado di veicolare tutto il pathos di questa storia che si muove nei dintorni del viaggio nel tempo.

Tutt'altro registro per il racconto successivo: Alla Rina di Consolata Lanza è spettacolare per la sua capacità di giocare con gli stereotipi, divertendosi un sacco nel frattempo. Forse non tutto funziona alla perfezione, che la credibilità della ragazzina protagonista va e viene nel corso del racconto. Ma alla fine il risultato è decisamente positivo: era da tempo che non leggevo una storia di BEM e fanciulle rapite, e questa è decisamente curiosa.

La meccanica dell'ambaràdan di Fabio Lastrucci si situa a metà strada tra Buzzati e Godzilla, all'incrocio tra il fantastico metafisico nostrano e quell'oscura energia sotterranea che nel mio immaginario ha partorito i mostri made in Japan. Anche questo è un racconto da segnalare per l'originalità dello sviluppo, i tipi umani coinvolti e le sorprendenti rivelazioni che lo animano. Se c'è un difetto è forse nella conclusione del racconto sempre progressivamente rimandata, che a tagliarlo di netto secondo me ne avrebbe guadagnato. Però oh… è solo un'opinione.

Blopper di Davide Mana ha tutto quel che mi piace in un racconto di fantascienza. Un protagonista con qualcosa da dire, uno scenario credibile e articolato e soprattutto - particolare non indifferente trattandosi di fantascienza italiana - una trama complessa. In Blopper si passa nel giro di poche pagine dalla caccia alla balena nell'oceano Atlantico allo spazio profondo, dalla situazione politica sudamericana alle frontiere legislative del postumano, con una storia principale che si incrocia con un nugolo di vicende laterali che invece di disperdere l'attenzione del lettore la concentrano nella costruzione di un mondo decisamente interessante. Unico difetto un finale che chiede forse troppo all'interpretazione del lettore. Io comunque fantascienza di questo livello la vorrei leggere tutti i giorni! (capito, Davide?)

Il racconto di Angelo Marenzana è l'unico che non ho proprio digerito. L'istinto dominatore è pesante ben oltre le cupe atmosfere in cui ci immerge l'autore. La mia impressione è che sia mancata una chiara idee di cosa voler far dire a una storia che alla fine si avvita su se stessa senza un vero punto di interesse.

Elvezio Sciallis è insieme a Davide Mana, Vittorio Catani e Massimo Soumaré uno dei pochi autori che ho avuto il piacere di conoscere tra quelli riuniti in questa antologia (beh… in realtà ho conosciuto anche Massimo Citi e Silvia Treves ma dal premio Omelas ad oggi son passati secoli…). Questa però è la prima volta che inciampo in un suo racconto, che di solito lo apprezzo per le recensioni e gli approfondimenti di Malpertuis. Tutta la vostra base sono appartenere a noi mi ha dato l'idea di un racconto ottimamente partorito ma cresciuto in maniera diseguale. Il problema è un eccesso di nerditudine che mal si coniuga con il carattere dei protagonisti e che rischia di travolgere l'ottima atmosfera tra il demenziale e il drammatico creata dall'autore. Il dialogo e l'evoluzione dei personaggi rimangono magistrali, ma l'ultima mezza pagina, beh… ecco, avrei preferito più terrore e raccapriccio (in alternativa un taglio secco e via).

Storia romantica di code e di canini di Massimo Soumaré è una buona storia che si dipana melanconica tra note esotiche e romantiche in un Giappone al contempo realissimo e pieno di meraviglie. Non so quale sia il motivo preciso per cui non mi ha particolarmente colpito: forse il tono sommesso o l'eccessiva dolcezza. O forse dei mostri così buoni mi sono risultati un po' troppo difficili da accettare.

A chiudere questo Alia una delle più piacevoli sorprese del volume. I mondi di là di Silvia Treves è un racconto che nonostante l'intento programmaticamente politico sfugge dal mero didascalismo grazie all'ottima caratterizzazione di personaggi e ambiente. Il panorama è quello claustrofobico di un asteroide minerario che racchiude la sua piccola comunità di tecnici e operai, il clima quello delle lotte sindacali di fronte a una minaccia finanziaria, la risposta è l'unione creativa della diversità circostante. Riassunto così il racconto non suona forse molto stimolante, ma fortunatamente il punto di vista parziale e limitato scelto dall'autrice evita il polpettone socio-politico offrendo al lettore una storia di rinascita e rivoluzione degna della migliore fantascienza anglosassone.

Arrivati a fine lettura bisogna riconoscere che nonostante i numerosi passi falsi la fantascienza italiana è viva e combatte insieme a noi. La sua è una lotta di retroguardia fatta di piccole realtà editoriali, di singoli appassionati e numeri microscopici. Ma questa fantascienza c'è, basta cercarla.
Alia lo trovate sul sito dell'editore. I meccanismi per l'acquisto sono un po' macchinosi, per questo motivo io ho preferito comprarla sul Delos Store.
iguanajo.blogspot.com/2010/02/habemus-fantascienza.html
Iguana JoIguana Jo wrote a review
01
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Negli ultimi tempi la mia frequentazione con la fantascienza italiana non è stata delle più fortunate. La sequenza di letture poco soddisfacenti sembrava proprio non avere fine, tanto che ormai avevo quasi rinunciato a provarci che poi sembra che abbia una qualche questione personale con chi prova tuttora a scrivere fantascienza in Italia.
Ma la speranza è l'ultima a morire, e dato che mi son trovato in casa l'ennesima antologia, mi son detto proviamoci un'altra volta, che almeno i racconti sono corti, sono vari, e forse almeno un paio si salveranno.
E invece…
E invece per un attimo nel corso della lettura ho temuto di trovarmi di fronte a un capolavoro. La migliore antologia di fantascienza italiana che abbia mai avuto la fortuna di leggere.
Poi no, in effetti arrivato a fine lettura l'entusiasmo si è un po' ridimensionato, però - accidenti! - quanto mi è piaciuto questo numero di Alia!
La partenza in effetti non è delle migliori, il racconto di Danilo Arona, Il caso Bobby Fuller - Fire Walk with me ricalca un canone già letto e riletto, con un protagonista originale solo per le sue origini, ma che poi si comporta secondo tutti gli scontati cliché del caso. Il racconto non mi ha entusiasmato, ma Arona è abile a rendere credibile il classico scenario della provincia americana anni '60.
Il racconto di Vittorio Catani , Ventiquattr'ore al giorno nella terato-chimica, è il vero apripista di questo Alia, almeno per il contenuto fantascientifico che seguirà nelle pagine successive. Mi spiace solo che l'autore abbia deciso di virare verso il grottesco quella che in fondo è una storia d'amore terminale. Del resto il racconto è davvero breve, e questo scorcio di vita ai tempi della catastrofe ambientale si presta agilmente al trattamento riservatogli.
Al racconto di Catani segue la prima perla del volume, ovvero Leggere al buio di Massimo Citi. Nel racconto di Citi c'è un'ambientazione abbastanza dettagliata da risultare viva, personaggi tridimensionali che nonostante le poche pagine riescono a emergere agli occhi del lettore, istanze socio-politiche non banali e una trama che riesce ad emozionare. In più m'è parso di cogliere una qualche reminescenza del Iain Banks culturale che a me non è affatto dispiaciuta.
A seguire arriva Alessandro Defilippi con un racconto che nonostante risulti in qualche modo scontato nello sviluppo e nella conclusione si lascia comunque leggere con piacere. La qualità migliore di A cena il giorno dei morti sta probabilmente nello stile sopraffino di scrittura del suo autore, che riesce a gestire al meglio la tensione crescente della sua storia fino all'appetitoso finale. E poi diciamolo, vedere le alte sfere ecclesiastiche protagoniste di un simile banchetto è sempre un piacere.

Mario Giorgi mi aveva già impressionato con Pater, il racconto contenuto nell'edizione 2007 di Alia, ma qui si supera. Secondo messaggio è un racconto perfetto. Solitamente i testi scritti con l'italiano di Giorgi, mi lasciano quantomeno perplesso: troppo formale e classico per suscitare un'emozione spontanea, troppo ricercato per risultare vero. Eppure il linguaggio scelto dall'autore mi pare l'unico in grado di veicolare tutto il pathos di questa storia che si muove nei dintorni del viaggio nel tempo.

Tutt'altro registro per il racconto successivo: Alla Rina di Consolata Lanza è spettacolare per la sua capacità di giocare con gli stereotipi, divertendosi un sacco nel frattempo. Forse non tutto funziona alla perfezione, che la credibilità della ragazzina protagonista va e viene nel corso del racconto. Ma alla fine il risultato è decisamente positivo: era da tempo che non leggevo una storia di BEM e fanciulle rapite, e questa è decisamente curiosa.

La meccanica dell'ambaràdan di Fabio Lastrucci si situa a metà strada tra Buzzati e Godzilla, all'incrocio tra il fantastico metafisico nostrano e quell'oscura energia sotterranea che nel mio immaginario ha partorito i mostri made in Japan. Anche questo è un racconto da segnalare per l'originalità dello sviluppo, i tipi umani coinvolti e le sorprendenti rivelazioni che lo animano. Se c'è un difetto è forse nella conclusione del racconto sempre progressivamente rimandata, che a tagliarlo di netto secondo me ne avrebbe guadagnato. Però oh… è solo un'opinione.

Blopper di Davide Mana ha tutto quel che mi piace in un racconto di fantascienza. Un protagonista con qualcosa da dire, uno scenario credibile e articolato e soprattutto - particolare non indifferente trattandosi di fantascienza italiana - una trama complessa. In Blopper si passa nel giro di poche pagine dalla caccia alla balena nell'oceano Atlantico allo spazio profondo, dalla situazione politica sudamericana alle frontiere legislative del postumano, con una storia principale che si incrocia con un nugolo di vicende laterali che invece di disperdere l'attenzione del lettore la concentrano nella costruzione di un mondo decisamente interessante. Unico difetto un finale che chiede forse troppo all'interpretazione del lettore. Io comunque fantascienza di questo livello la vorrei leggere tutti i giorni! (capito, Davide?)

Il racconto di Angelo Marenzana è l'unico che non ho proprio digerito. L'istinto dominatore è pesante ben oltre le cupe atmosfere in cui ci immerge l'autore. La mia impressione è che sia mancata una chiara idee di cosa voler far dire a una storia che alla fine si avvita su se stessa senza un vero punto di interesse.

Elvezio Sciallis è insieme a Davide Mana, Vittorio Catani e Massimo Soumaré uno dei pochi autori che ho avuto il piacere di conoscere tra quelli riuniti in questa antologia (beh… in realtà ho conosciuto anche Massimo Citi e Silvia Treves ma dal premio Omelas ad oggi son passati secoli…). Questa però è la prima volta che inciampo in un suo racconto, che di solito lo apprezzo per le recensioni e gli approfondimenti di Malpertuis. Tutta la vostra base sono appartenere a noi mi ha dato l'idea di un racconto ottimamente partorito ma cresciuto in maniera diseguale. Il problema è un eccesso di nerditudine che mal si coniuga con il carattere dei protagonisti e che rischia di travolgere l'ottima atmosfera tra il demenziale e il drammatico creata dall'autore. Il dialogo e l'evoluzione dei personaggi rimangono magistrali, ma l'ultima mezza pagina, beh… ecco, avrei preferito più terrore e raccapriccio (in alternativa un taglio secco e via).

Storia romantica di code e di canini di Massimo Soumaré è una buona storia che si dipana melanconica tra note esotiche e romantiche in un Giappone al contempo realissimo e pieno di meraviglie. Non so quale sia il motivo preciso per cui non mi ha particolarmente colpito: forse il tono sommesso o l'eccessiva dolcezza. O forse dei mostri così buoni mi sono risultati un po' troppo difficili da accettare.

A chiudere questo Alia una delle più piacevoli sorprese del volume. I mondi di là di Silvia Treves è un racconto che nonostante l'intento programmaticamente politico sfugge dal mero didascalismo grazie all'ottima caratterizzazione di personaggi e ambiente. Il panorama è quello claustrofobico di un asteroide minerario che racchiude la sua piccola comunità di tecnici e operai, il clima quello delle lotte sindacali di fronte a una minaccia finanziaria, la risposta è l'unione creativa della diversità circostante. Riassunto così il racconto non suona forse molto stimolante, ma fortunatamente il punto di vista parziale e limitato scelto dall'autrice evita il polpettone socio-politico offrendo al lettore una storia di rinascita e rivoluzione degna della migliore fantascienza anglosassone.

Arrivati a fine lettura bisogna riconoscere che nonostante i numerosi passi falsi la fantascienza italiana è viva e combatte insieme a noi. La sua è una lotta di retroguardia fatta di piccole realtà editoriali, di singoli appassionati e numeri microscopici. Ma questa fantascienza c'è, basta cercarla.
Alia lo trovate sul sito dell'editore. I meccanismi per l'acquisto sono un po' macchinosi, per questo motivo io ho preferito comprarla sul Delos Store.
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