Alta finanza
by Ken Follett
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Felix Laski, proprietario di una grande azienda le cui fondamenta posano su traffici illegali, tenta con una manovra spregiudicata di entrare nel vorticoso mercato azionario, giocando con il tempo e utilizzando l'amicizia che lo lega a Tony Cox, di professione criminale, impegnato anche lui in una l... More

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YgramulYgramul wrote a review
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Marco F.Marco F. wrote a review
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Piacevole lungometraggio in versione cartacea
Tim Fitzpeterson lavora come segretario al ministero britannico dello sviluppo energetico. Felix Laski è un finanziere spregiudicato con un passato non troppo chiaro alle spalle; Tony Cox un boss locale emerso dai bassifondi della malavita londinese. Arthur Clark dirige la redazione dell'Evening Post mentre Kevin Hart è uno dei suoi giovani reporter più promettenti. Nonostante il successo imprenditoriale, Derek Hamilton è stanco di comandare l'impero economico di famiglia, e sua moglie Ellen è ancora più annoiata della vita lussuosa ma priva di mordente. Cosa hanno a che spartire questi personaggi? A prima vista ben poco, ma la rapina a un furgone portavalori e la scalata di una holding finanziaria finiranno per intrecciare nelle appena dieci ore in cui questo romanzo di Ken Follett si svolge le loro vite e il loro destino.

E' estate e avevo voglia di una lettura leggera e di evasione. Alta finanza si è dimostrato adeguatissimo: ha una trama ricca, un intreccio interessante, una varietà di personaggi. Il suo ritmo è sostenuto, lo scorrere delle ore attraverso la giornata incalzante, e il montaggio dei punti di vista all'interno dei capitoli quasi cinematografico. Del film condivide anche la brevità, perché le sue duecento pagine si lasciano leggere nell'arco di un pomeriggio, o di una serata, e danno al romanzo lo stesso respiro di un thriller poliziesco.

L'ho letto con piacevole intrattenimento, e mi piacerebbe vederne un giono l'adattamento cinematografico nello stile di The snatch o de L'erba di Grace. Certo i personaggi sono piuttosto archetipici, e la trama abbastanza prevedibile. Ma la scrittura scorrevole accantona questi difetti se letto tutto di seguito, e lascia apprezzare invece il meccanismo della trama, che seppur disvela le sue geometrie nel finale non è per questo meno funzionante. E non mi è nemmeno dispiaciuta la conclusione, che non è "aperta". Piuttosto — e parafrasando i Rolling Stones ma senza scendere nei dettagli — essa mostra che "non si può mai avere quello che si vuole, ma se si prova a volte, si trova ciò di cui si aveva bisogno". E ciò di cui tutti i protagonisti avevano bisogno, alla fine, è un'importante lezione di vita.