Amelia Peabody e il Maestro del Crimine
by Elizabeth Peters
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Caro lettore,
non eravamo ancora tornati in Egitto, dopo aver risolto a Londra i DELITTI DEL MUSEO EGIZIO, che già ci trovavamo nei guai. Ancora una volta è stato Sethos, il diabolico Maestro del Crimine, il re dei ladri di anthità, ad attaversare la nostra strada. O meglio è stata la sottoscritta

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ClipperClipper wrote a review
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ChelseaHChelseaH wrote a review
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Spoiler Alert
Innanzitutto mi piacerebbe capire come un libro che in origine si intitolava Lion in the valley e sia stato reso nella prima edizione italiana Amelia Peabody e il Maestro del Crimine, possa essere diventato L'enigma della piramide nera. Piramide che - per inciso - viene citata due volte (sì, le ho contate), in 359 pagine e che nulla ha a che vedere con la storia narrata, ma proprio nulla. Forse sarebbe il caso che gli editori iniziassero a leggerli i libri prima di mettere i titoli così a caso, giusto per attirare l'attenzione. Perfino il riassunto sul retro è inesatto, perché la Piramide nera e la piramide (o meglio le piramidi) per le quali gli Emerson/Peabody hanno ottenuto l'autorizzazione agli scavi, beh... sono piramidi differenti, e non serve nemmeno il più attento dei lettori a capirlo.

Secondariamente, ammetto di esserci rimasta un pochino male, almeno in un primo momento. Il libro - sorvolando sul titolo - si presenta a tutti gli effetti come un thriller con basi archeologiche ambientato in Egitto, peccato che già dalle prime pagine il romazo si ponga più nel genere avventura che in quello giallo. Certo, ci sono omicidi, misteri e quant'altro ma l'atmosfera di tensione e suspance che uno si aspetterebbe, è in realtà completamente assente anzi, sfocia spesso nel quasi ridicolo. (Vogliamo parlare di quando Amelia quasi si augura di trovare la casa assaltata mentre torna dall'ennesimo viaggi al Cairo? O di quando si traveste da Miss Debenham per attirare la Mente Criminale e poi riesce a farsi cogliere di sorpresa perché troppo impegnata a pensare che sì, lei aveva assolutamente ragione sull'ubicazione dell'ingresso della piramide secondaria! O ancora, di quando Sethos riesce a fuggire da un passaggio segreto e loro invece di allertare subito le decine di poliziotti oltre la porta, si dedicano a tutt'altre faccende? Oppure di come Amelia sia pronta a dubitare di tutto e di tutti ma dia subito fiducia e confidenza a un investigatore privato uscito dal nulla e con casi mai sentiti nominare nel suo portfolio?! E potrei continuare all'infinito, o quantomento per altre trecentocinquantanove pagine...)

I personaggi, che inizialmente mi erano parsi uno più insopportabile dell'altro, hanno iniziato poi a divertirmi, con le loro continue pretese di superiorità fisica, morale, intellettuale e chissà cos'altro nei confronti del resto del mondo. Seriamente, a tratti riescono ad essere assolutamente esilaranti.

Insomma, un libro che mi ha decisamente deluso in quanto aspettative (ma sinceramente do solo parzialmente la colpa all'autrice, gli editori ci hanno messo molto del loro per farlo sembrare tutt'altra cosa), ma che tuttosommato si lascia finire senza nemmeno troppo sforzo.