American dust
by Richard Brautigan
(*)(*)(*)(*)( )(609)
Arrivano tutte le sere d'estate. Scaricano da un furgoncino un divano, tavolini e lampade. Ricostruiscono sulla riva del lago il salotto di casa. E pescano. L'alcolizzato abita in una baracca. I ragazzi vanno da lui a raccattare i vuoti per rivenderseli e comprarsi qualcosa, un hamburger oppure una scatola di proiettili. Quel giorno il ragazzino decide per i proiettili. La seconda guerra mondiale è finita e nessuno fa caso a un adolescente con un fucile sotto braccio, fermo a una stazione di servizio. Il ragazzino è un uomo e ricorda l'America dei suoi sogni, l'alcolizzato, i due sul divano in riva al lago, la figlia dell'impresario di pompe funebri. La scelta tra hamburger e proiettili e l'amico ferito lasciato lì a morire dissanguato.

Mario Inisi's Review

Mario InisiMario Inisi wrote a review
04
(*)(*)(*)(*)(*)

Un libro bellissimo che mi ha ricordato non so perchè Qoelet per quell'intercalare Prima che il vento si porti via Questa polvere... polvere americana che mi ricorda per il suo senso Vanità delle vanità eccetera. E c'è in effetti per tutto il testo un senso di vanità delle cose, di vacuità e di distacco dalla realtà e dalla società. Distacco che si accresce andando verso il finale in cui sogno e realtà si confondono, in cui cui forse si cambiano di posto per cui quello svanire del ragazzino dal raggio visivo della coppia in riva al lago è un colpo di genio, un finale meraviglioso, come meravigliosa è l'atmosfera della casa trasferita sulla riva del lago con tanto di orologio, centrini, divano eccetera. E anche nei discorsi della coppia sull'altra coppia, forse un figlio trasferito chissà dove, c'è un senso di nostalgia e di malinconia che come in un gioco di specchi insegue quella del protagonista. Il tono sembrerebbe all'inizio quello di un John Fante o del Giovane Holden, ma poi si percepisce la diversa tonalità della voce, lo scollamento e la malinconia che la rendono unica e poetica. Semplicemente bellissimo!