Americana
by Luca Briasco
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Il lavoro e la poetica dei grandi autori americani contemporanei attraverso la lente focale di un loro scritto: pubblicato in prima edizione nel 2016, Americana ha proposto un approccio critico nuovo, abbandonando il terreno della storia letteraria e proponendo una serie ragionata di «inviti alla lettura». Luca Briasco ripercorre le tracce degli scrittori che hanno esplorato i territori del «grande romanzo americano» - indagandone i temi, i registri, le sfumature - e offre gli elementi per una scoperta, o riscoperta, di autori che hanno lasciato un'impronta indelebile nella cultura esistente e che sono amati e venerati anche nel nostro paese. La nuova edizione porta da quaranta a sessanta le opere esaminate, e aggiorna il quadro letterario fino a includere i libri di maggior rilievo pubblicati lo scorso anno: da "Casa di foglie" di Mark Z. Danielewski ad "Archivio dei bambini perduti" di Valeria Luiselli.

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ScarabooksScarabooks wrote a review
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Segnalo questo libro, che consulto periodicamente da anni, perché è appena uscita la nuova edizione aggiornata con gli autori e i titoli più recenti (grazie all’amica anobiana che, a modo suo, mi ha “avvertito”). Un vero classico ormai del genere che chiamo “libri dei libri”. Un libro di quelli che, senza essere troppo specialistici, parlano di altri libri, insomma. Sono utilissimi, direi indispensabili, quando si inaridiscono i filoni di lettura e latitano stimoli e curiosità; oppure quando si ha voglia di sondare nuovi filoni, di scoprire qualche nuova pepita di lettura. Nel territorio della letteratura americana, questo è uno dei più preziosi. Perché guarda di là dell’Atlantico dalla sponda europea e forse anche o soprattutto dalla sponda italiana. Si può non essere d’accordo con certi giudizi (per esempio io su quel che di bene dice di Franzen dissento appassionatamente), ma la panoramica che dà è formidabile e le dritte su “qualcosa da leggere assolutamente” e sull’angolo visuale migliore per leggerla sono quasi sempre centrate. Briasco, anche per lo stile discorsivo che non va a scapito del rigore, riesce a stimolare la curiosità e a fare un efficacissimo massaggio di risveglio anche al lettore più intorpidito.
Altro pregio è che consente di inquadrare le linee di ramificazione della letteratura americana recente e di appendere ogni autore al ramo giusto.
Come fosse un p.s. aggiungo che è bravissimo a scegliere le citazioni con cui puntella il suo discorso. Lo scrivo soprattutto per poter regalare questa piccola perla di speranza del mio “amico” (le virgolette, dovute, non tolgono che lo sento davvero come un un vero amico) David Foster Wallace: “I veri futuri «ribelli» letterari in questo paese potrebbero benissimo emergere come uno strano gruppo di antiribelli, guardoni nati che osano in qualche modo rifiutare il ruolo di spettatori ironici e che abbiano l’infantile faccia tosta di essere sostenitori e rappresentanti di una serie di principi privi di doppi sensi. Che semplicemente si occupino dei problemi e delle emozioni poco trendy della vita quotidiana americana con rispetto e convinzione. Che rifuggano dall’artificiosità, da quella forma di stanchezza annoiata che fa tanto «in». Questi antiribelli sarebbero fuori moda, sarebbero sorpassati, chiaramente, ancor prima dell’inizio. Morti in partenza. Troppo sinceri. Palesemente repressi. Retrogradi, antiquati, ingenui, anacronistici. Forse sarà proprio quello il punto. Forse è proprio questa la ragione per cui saranno i veri ribelli del futuro.”