Amerikansk pastoral
by Philip Roth
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Adestefano567Adestefano567 added a quotation
01
"Aveva imparato la lezione peggiore che la vita possa insegnare: che non c'è un senso. E quando capita una cosa simile, la felicità non è più spontanea. È artificiale e, anche allora, comprata al prezzo di un ostinato estraniamento da se stessi e dalla propria storia."
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02
"La gente pensa che la storia abbia il respiro lungo, ma la storia, in realtà, ti si para davanti all'improvviso."
BlackberryBlackberry added a quotation
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C'erano otto, dieci, dodici famiglie di immigrati sparse in tutto Down Neck alle quali Lou Levov distribuiva le pelli e i suoi disegni, napoletani che avevano fatto i guantai nel loro paese, e i migliori dei quali finirono per andare a lavorare nella prima sede della Newark Maid appena lui ebbe i soldi per l'affitto del piccolo solaio in West Market Street, all'ultimo piano della fabbrica di sedie. Il vecchio nonno italiano, o il padre, tagliavano le pelli sul tavolo da cucina, con il brassetto, le forbici e il coltello a piqué portato dall'Italia. La nonna o la madre cucivano, e le figlie davano il tocco finale stirando il guanto, alla vecchia maniera, con le forme scaldate in una scatola messa sopra la panciuta cucina economica. Le donne lavoravano su antiche Singer, macchine ottocentesche che Lou Levov, che aveva imparato a rimontarle, aveva comprato per una miseria e riparato con le proprie mani; almeno una volta la settimana gli toccava di andare, la sera, fino a Down Neck e di passare un'ora a rimettere in sesto una macchina.
[...]
Era in una piccola cucina a meno di un chilometro da dove si trovava in quel momento che lo Svedese aveva visto, da ragazzo, un paio di guanti tagliati dal più vecchio dei vecchi artigiani napoletani. Gli pareva di riuscire a ricordare di essersi seduto sulle ginocchia di suo padre mentre Lou Levov assaggiava un bicchiere di vino fatto in casa e davanti a loro un tagliatore, di cui dicevano che aveva cent'anni e che aveva fatto i guanti per la regina d'Italia, sbordava una pelle con una mezza dozzina di colpetti del filo smussato del suo coltello a piqué. - Guardalo, Seymour. Vedi com'è piccola la pelle? La cosa più difficile del mondo è tagliare una pelle di capretto. Perché è così piccina. Ma guarda come fa, Tu sei davanti a un genio e davanti a un artista. Il tagliatore italiano, figliolo, è sempre più artistico nella sua concezione. E questo è il migliore di tutti -. A volte c'erano delle polpette che friggevano nella padella , e lui si ricordava di uno dei tagliatori italiani, che diceva sempre, con aria soddisfatta: - Che bellezza... - che, quando gli faceva una carezza sulla testa bionda, lo chiamava «piccirillo», gli aveva insegnato a tuffare il pane italiano croccante in una pentola di salsa di pomodoro. Per piccolo che fosse il cortile, là dietro, c'erano delle piante di pomodoro, e una vite e un pero, e in ogni famiglia c'era sempre un nonno. Era lui che aveva fatto il vino e al quale Lou Levov diceva, in dialetto napoletano e con quello che riteneva il gesto appropriato, l'unica frase italiana completa del suo repertorio: - 'Na mano lava n'ata, - «Una mano lava l'altra», quando posava sulla tela cerata i biglietti da un dollaro per il lavoro della settimana.
BlackberryBlackberry added a quotation
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C'erano otto, dieci, dodici famiglie di immigrati sparse in tutto Down Neck alle quali Lou Levov distribuiva le pelli e i suoi disegni, napoletani che avevano fatto i guantai nel loro paese, e i migliori dei quali finirono per andare a lavorare nella prima sede della Newark Maid appena lui ebbe i so... More
Una Specie Di BibliotecaUna Specie Di Biblioteca added a quotation
04
“Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d'incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l'incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell'incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l'intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati.”
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04
“Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse q... More
StefyStefy added a quotation
01
Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l'intimo lavorio e gli scopi invisibili... More
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Un'esistenza non analizzata non soddisfa più le sue necessità.
MaviMavi added a quotation
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Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi... More
MaviMavi added a quotation
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Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse qu... More
MassimoMassimo added a quotation
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MassimoMassimo added a quotation
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Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando.