Amore liquido
by Zygmunt Bauman
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"La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia". I protagonisti di questo libro sono gli uomini e le donne nostri contemporanei, che anelano la sicurezza dell'aggregazione e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno. Eppure sono gli stessi che hanno paura di restare impigliati in relazioni stabili e temono che un legame stretto comporti oneri che non vogliono né pensano di poter sopportare.

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ASAS wrote a review
03
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Produci, consuma, crepa.
Sempre affascinato dalla figura di Baumann, letto qua e la estratti dalle sue opere, ma mai approfondito nel dettaglio la sua teoria. Anche perchè necessitante di studio e dedizione. Il libro in questione è fondamentalemente diviso in due, una parte dedicata alla riflessione sulle relazioni interpersonali nell'era del consuma e crepa e una seconda dedicata alla constatazione di una globalizazzione sempre più fuori controllo e di un'umanità alla deriva (con 15 anni d'anticipo rispetto al delirio di questi giorni). Le sue teoria sono illuminanti, anche se a volte spiegate in maniera complessa per una lettura disimpegnata; l'amore che lascia spazio all'affetto a tempo, la voglia al desiderio, la relazione che va bene fin quanto conferisce benefici e dividendi a breve termina; tutto riportato alla mentalità odierna del consumare fin quando serve o anche prima. Per rifornire poi le discariche fisiche ed emotive. Il desiderio lascia spazio alla voglia e il sesso diventa fine a se stesso, semplice esercizio fisico fatto di performance e opportunismo. Una descrizione a volte troppo cinica che però rende bene l'idea della liquidità e intangibilità delle relazioni umane. Interessante quando parla di "connessioni", di networking (termine abusato senza sosta specie nelle realtà aziendali): non c'è più un rapporto diretto, incondinzionato, fra essere viventi, c'è semplicemente la connessione reale e/o virtuale nel quale il ritorno in termini di benefici diventa fondamentale. Triste ma profondamente vero.
Nella seconda parte, il tema va dal micro al macro: si parla di flussi migratori, rifugiati, globalizzazione. Con un anticipo quasi ventennalle, viene descritta la realtà odierna: problemi immensi che vengono gestiti dalla politica in maniera minuscola, la paura del diverso, il tentativo continuo di equiparare stato=nazione=territorio. Amara constatazione di un modo aberrante di trattare l'umanità, fatto che disgusta quotidianamente chiunque segua l'esplicarsi di questa deriva populista. Se solo si tornasse alla dimensione sociale dell'uomo e non semplicemente a quella economica...