Ande precolombiane
by Adine Gavazzi
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Questo libro si avventura in un viaggio millenario tra gli ecosistemi di costa, Sierra e selva, alla ricerca del significato delle forme espresse dalle architetture cerimoniali a partire da un punto di vista andino. Attraverso dati archeologici, etnografici e antropologici viene ricostruita una storia inedita e monumentale, dimostrando come la sua memoria sia giunta viva sino alla contemporaneità. Partendo dai siti più arcaici di recenti scoperte, come Ventarrón e Caral sulla costa, passando per i primi grandi centri cerimoniali della Sierra, come Chavin de Huàntar, si dimostra come le società andine possano prosperare generando complessi mondi estetici, senza passare attraverso il processo di secolarizzazione della città e mantenendo un costante equilibrio con le forze della natura. L'osservazione analitica e la lettura delle architetture moche, nasca e tiahuanaco, accanto ai fenomeni di pianificazione wari, consentono di comprendere l'orizzonte territoriale inca in una nuova prospettiva, più profonda e consapevole di quanto mai fatto sinora. L'architettura della selva, infine, miracolosamente funzionante e resistita a cinquecento secoli di tentativi di eliminazione, dimostra la presenza e la continuità degli spazi sacri attraverso i centri cerimoniali del passato e odierni, animati da geometrie e forme di una visione spirituale letteralmente indistruttibile.

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LA MILLENARIA EREDITÀ DELLE CIVILTÀ ANDINE IN UNO SGUARDO UNITARIO INEDITO E AVVINCENTE
La storia dell’architettura precolombiana andina si avventura in un viaggio millenario tra gli ecosistemi di costa, sierra e selva, alla ricerca del significato delle forme espresse dalle architetture cerimoniali a partire da un punto di vista andino. Imparare a leggere queste forme, sotto un punto di vista indigeno, sul proprio passato e comunicarle al mondo occidentale, è la sfida di quest’opera: l’autrice utilizza dati archeologici, etnografici e antropologici per ricostruire una storia inedita e monumentale, dimostrando come la sua memoria sia giunta viva sino alla contemporaneità. Partendo dai siti più arcaici di recenti scoperte, come Ventarròn e Caral sulla costa, passando per i primi grandi centri cerimoniali della sierra, come Chavin de Huantar, il testo dimostra come le società andine possano prosperare generando complessi mondi estetici, senza passare attraverso il processo di secolarizzazione della città e mantenendo un costante equilibrio con le forze della natura. L’osservazione analitica e la lettura delle architetture Moche, Nasca e Tiahuanco, accanto ai fenomeni di pianificazione Wari, consentono di comprendere l’orizzonte territoriale inca in una nuova prospettiva, più profonda e consapevole di quanto mai fatto sinora. L’architettura della selva, infine, miracolosamente funzionante e resistita a cinquecento secoli di tentativi di eliminazione, dimostra la presenza e la continuità degli spazi sacri attraverso i centri cerimoniali del passato e odierni, animati da geometrie e forme di una visione spirituale letteralmente indistruttibile.
Il loro contenuto giunge fino alla contemporaneità con un messaggio estetico di sorprendente attualità nei confronti delle sfide economiche e ambientali del xxi secolo. L’opera presenta la prima sintesi storica delle multiformi espressioni architettoniche, che sin dalle origini, si intrecciano al filo visibile della natura e ruotano attorno alle trame naturali del paesaggio Andino. La rete biotica, che incorpora nel paesaggio un dialogo incessante tra la natura e l’uomo, è il perno attorno al quale si sviluppa la storia del libro, arricchito dal potente sguardo fotografico di Beatrice Velarde, da molte ricostruzioni grafiche e dalle elaborazioni digitali inedite delle ultime scoperte archeologiche.

Scheda:
jacabook.it/ricerca/schedalibro.asp?idlibro=3549