Anna
by Niccolò Ammaniti
(*)(*)(*)(*)( )(1,801)
In una Sicilia diventata un’immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti di un’isola riconquistata dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non valgono più, dovrà inventarne di nuove. Una luce che si accende nel buio e allarga il suo raggio per rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza incontrollabile della vita. Perché, come scopre Anna, la «vita non ci appartiene, ci attraversa».

All Reviews

359 + 1 in other languages
skateskate wrote a review
02
(*)( )( )( )( )
#theansweris42#theansweris42 wrote a review
513

Ma dovevo proprio leggere questo libro in tempo di Covid? Ok, il virus del romanzo non c'entra molto con il "nostro" Coronavirus, è decisamente mooooolto più letale ed agisce più lentamente, però alcune analogie mi hanno fatto venire i brividi. Posto però che Ammaniti non è un profeta, veniamo al racconto vero e proprio. Siamo in Sicilia, nel 2020, dopo che un virus misterioso ha decimato la popolazione mondiale lasciando solo i bambini che ripopoleranno la Terr.... no! Moriranno durante la pubertà lasciando il pianeta privo del genere umano! Ok, sorvolando sul fatto che sarebbe la salvezza per il pianeta in sé, ho letto alcune recensioni in cui l'autore viene accusato di ricalcare gli stereotipi del genere post-apocalittico, di non essere originale. Non avendo mai letto nulla di questo genere non posso giudicare, per me è stato qualcosa di terribilmente nuovo, e ancora più drammatico perché ambientato nella mia terra, che non riesco ad immaginare deserta e desolata come nel libro (arsa dagli incendi in realtà sì, quello purtroppo da noi è all'ordine del giorno).

Anna è una bambina che si ritrova in un mondo senza adulti e che lotta per sopravvivere, consapevole che non sarà per molto. Sa che il virus non perdona e che tutti sono condannati. Ciononostante non si arrende, per quanto sua madre l'abbia avvertita di non cedere alla speranza, lei, Anna, non può fare a meno di sperare, di immaginare un futuro, perché la progettazione del futuro è insita in ogni essere umano. E così parte, in cerca di salvezza, in cerca di un posto dove gli adulti sono sopravvissuti e dove anche loro, lei e suo fratello, potranno avere una possibilità.

Le descrizioni sono forti, crude, impietose, non è un libro per bambini, ma d'altro canto, in che modo si può descrivere l'orrore? Se tutti i libri di Ammaniti sono su questo genere, pur essendo un bravissimo scrittore, credo di aver proprio chiuso con lui.

Martina CiciullaMartina Ciciulla wrote a review
02
(*)(*)(*)( )( )
Profetico e travolgente
In una Sicilia desolata e colpita dalla “rossa”, un virus letale che ha sterminato gli adulti, Anna si ritrova a dover badare a se stessa e al fratellino Astor con in suo aiuto soltanto il quaderno delle cose importanti, un manuale di sopravvivenza scritto dalla madre poco prima di morire.
La trama è incalzante sin dalle prime pagine, la lettura è sempre stata accompagnata da un senso di attesa a tratti angosciante per le sorti di due coraggiosi fratelli a cui è impossibile non affezionarsi. 
Come in “Io non ho paura” ho apprezzato l’abilità e la sensibilità di Ammaniti nel dare voce ai più piccoli, ancora di più in quest’ambientazione distopica seppur molto plausibile, dove sono la paura della morte e un ostinato attaccamento alla vita a tenerli a galla nei momenti di disperazione e sconforto.
È sempre curioso leggere romanzi su pandemie e virus in questo particolare momento storico, nonostante il romanzo sia stato scritto nel 2015 a tratti sembra descrivere il nostro presente, tra isteria generale, supermercati saccheggiati, e strane teorie su santoni immuni in grado di guarire gli infetti con un bacio.
Purtroppo sto leggendo molte critiche su Anna, l’unica questione su cui mi sento di poter concordare è che la storia non è particolarmente originale, mi ha infatti ricordato a tratti sia “Il signore delle Mosche” di Golding che “The Stand” di King , ma l’ho trovata comunque una storia molto appassionante e ben scritta.
A chi ha gradito la lettura consiglio anche la visione della serie TV, regia e sceneggiatura peraltro dello stesso Ammaniti.
Beatrice TomèBeatrice Tomè wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
Niccolò Ammaniti, uno scrittore italiano ancora troppo sottovalutato, con una scrittura così travolgente, reale, intrisa di quotidianità, da lasciare senza fiato. Nel libro, e nella serie tv appena uscita, si parla di un virus, la “rossa”, che colpisce gli adulti, li cosparge di chiazze rosse, li annienta con la tosse e le difficoltà respiratorie, e li porta rapidamente alla morte. Un libro scritto nel 2015 che, in tempi non sospetti, ho considerato quasi fantascientifico, irreale, inverosimile, ma che oggi mi colpisce con forza allo stomaco. Il mondo rimane popolato solamente dai bambini, condannati ad un destino certo di morte a causa del virus, che fanno di tutto per rimanere vivi. Alcuni si aiutano a vicenda, come Pietro ed Anna che, nella desolazione di un mondo crudele, si innamorano, altri si fanno la guerra a vicenda, si approfittano della debolezza altrui, mettono in difficoltà ed in pericolo di vita loro coetanei, senza nessun apparente motivo.
Nei libri, nei film, nelle serie tv, tutti tendiamo a parteggiare per il buono, per l’eroe della pellicola, che contrasta la crudeltà degli antieroi, pur senza perdere la propria empatia, come Pietro che limita le sofferenze di chi sta morendo, tra l’indifferenza generale.
Nella vita reale, però, continuiamo a farci la guerra a vicenda: ci sono i negazionisti che vanno a passeggio senza la mascherina, chi crede il Covid un complotto delle case farmaceutiche, chi non rispetta le regole, chi manifesta in piazza senza precauzioni mediche indispensabili, chi si lamenta di non poter andare in discoteca o uscire dopo le ore 22. Poi c’è chi, in silenzio e con determinazione, combatte contro questo virus: i medici, gli infermieri, i volontari, che tentano di salvare la vita delle persone mettendosi in prima linea pur con il rischio biologico di ammalarsi, portare il virus in casa, morire e far morire chi amano. I cassieri dei supermercati, i dipendenti pubblici, tutti i lavoratori (dello spettacolo, parrucchieri, estetisti, tutte le categorie) che seguono le regole, pur avendo delle attività da mandare avanti e non potendo usufruire di aiuti concreti e sufficienti, ma che capiscono che la salute e la vita sono due costanti imprescindibili per continuare a svolgere il proprio lavoro.
Io dico portiamo pazienza, seguiamo le regole, abbiamo fiducia nel prossimo, aiutiamoci e confortiamoci a vicenda, perché solo con la bontà, l’empatia e la comprensione si potrà credere ed accedere ad un futuro più felice e sicuro per tutti, imparando ad essere migliori mentre affrontiamo una situazione, da molto tempo ormai, drammatica.