Apeirogon
by Colum McCann
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Bassam Aramin è palestinese. Rami Elhanan è israeliano. Il conflitto colora ogni aspetto della loro vita quotidiana, dalle strade che sono autorizzati a percorrere, alle scuole che le loro figlie, Abir e Smadar, frequentano, ai checkpoint. Sono costretti senza sosta a negoziare fisicamente ed emotivamente con la violenza circostante. Come l'Apeirogon del titolo, un poligono dal numero infinito di lati, infiniti sono gli aspetti, i livelli, gli elementi di scontro che vedono contrapposti due popoli e due esistenze su un'unica terra. Ma il mondo di Bassam e di Rami cambia irrimediabilmente quando Abir, di dieci anni, è uccisa da un proiettile di gomma e la tredicenne Smadar rimane vittima di un attacco suicida. Quando Bassam e Rami vengono a conoscenza delle rispettive tragedie, si riconoscono, diventano amici per la pelle e decidono di usare il loro comune dolore come arma per la pace. Nella sua opera più ambiziosa, Colum McCann crea Apeirogon con gli ingredienti del saggio e del romanzo, e ci dona un racconto nello stesso momento struggente e carico di speranza.

All Reviews

16
MorenaMorena wrote a review
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Il fuoco è l’elemento che sembra aver forgiato questo libro, “esploso” in 1001 capitoli, alcuni brevissimi come frammenti di bombe, altri poco più lunghi come le traiettorie di proiettili vaganti. Sono gli strumenti di morte che in Israele hanno colpito e ucciso rispettivamente Smadar, di tredici anni, nel 1997, e Abir, di dieci nel 2007. Il libro di McCann ricostruisce la storia che lega i destini dei padri delle due bambine, Bassam Aramin, palestinese, e Rami Elhanan, israeliano. I due si incontrano grazie all’associazione Combattenti per la pace nell’elaborazione del lutto più atroce e senza nome che l’umanità possa sperimentare e, nonostante la distanza ideologica, religiosa, politica, diventano due alfieri instancabili della pace in una terra dilaniata dal conflitto e dall’odio. In oltre 500 pagine il lettore attraversa le infinite sfaccettature della vicenda di Bassam e di Rami, la loro storia personale e familiare, il loro passato e il loro presente; ripercorre passo dopo passo gli ultimi istanti di vita delle due bambine, Smadar, a spasso con il suo walkman in un’adolescenza appena sbocciata e Abir, attardatasi a comprare caramelle sulla strada verso scuola; rivisita le fasi cruciali di un angolo di mondo conteso tra due popoli e strumentalizzato dai giochi politici internazionali. Spicca la rappresentazione dei check point israeliani, con gli interrogatori urlati, gli ordini perentori, le attese immotivate di ore; dei muri divisori nelle città; dei lunghi tragitti in moto di Bassam nella notte di Gerico e del traffico impazzito quando, per gli attentati, neppure le autoambulanze sono libere di muoversi tra zone sottoposte a diversa giurisdizione.
Il titolo, Apeirogon, designa un poligono dotato di un numero infinito di lati perché infinite sono le angolazioni da cui questa vicenda viene esplorata. Alcune solo in apparenza laterali, appaiono invece splendidamente coerenti nell’insieme del quadro rappresentato: si pensi alle pagine nelle quali compare la massiccia migrazione di uccelli lungo una rotta che li riporta a volare sui cieli israeliani; ai capitoli nei quali si descrivono i droni e le bombe ideate proprio a immagine di alcuni uccelli; ai molti personaggi che sfilano – in modi e forme diverse – in queste pagine: da Jorge Luis Borges a Yasser Arafat, da Freud a Einstein. Memorabili le pagine dedicate a Philippe Petit, il funambolo che nel 1973 attraversò la valle di Hinnom liberando in volo un piccione in segno di pace: nessuno si accorse che il bizzarro uccello non era una colomba:
 
350
Petit disse che mentre attraversava la valle riusciva a sentire i suoni dei secoli scorrere sotto di lui.
351
Indossò l’ampio costume bianco da giullare di corte. La gamba destra era decorata con il pallido blu di Israele, la gamba sinistra con i colori della bandiera palestinese.
Avanzò nel vuoto dal tetto del palazzo della Colonia Spagnola, a pochi metri da Mount Zion Hotel.
Il cavo si tendeva per trecento metri attraverso la valle. Aveva intitolato la sua performance Camminare sull’arpa: Un filo teso verso la pace. […]
Il suo costume si gonfiò nel vento. Teneva il piccione bianco imprigionato in un foulard di seta rossa dentro la tasca dei pantaloni (pp. 181-182)
 
Enzo GenoveseEnzo Genovese wrote a review
00
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Chiapaneco NazzChiapaneco Nazz wrote a review
425
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Nessuno avrebbe dovuto tenere il piede sul collo di un altro uomo, diceva. La pace era una ineluttabilità morale. Nessuna delle due parti aveva il diritto di negarla all’altra.
⭐⭐⭐⭐ e mezza
Apeirogon è un poligono dagli innumerevoli lati così come innumerevoli potrebbero essere le chiavi di lettura di quest'opera di Colum McCann e altrettanto innumerevoli sono le sfaccettature da prendere in considerazione se si vuole seriamente analizzare, o almeno provare a farlo, il conflitto israelo/palestinese senza lasciarsi sopraffare da slogan di sicura presa ma di scarso costrutto. Il libro ha suscitato roboanti polemiche tra detrattori e sostenitori di Apeirogon. Polemiche che francamente non capisco e percepisco come strumentali. Il testo si presenta, senza retorica e frasi vuote, come un sincero e completo inno al pacifismo imperniato sulla condivisione di un dolore straziante e sulla conoscenza dell'altro, l'approfondimento, lo studio della storia dell'altro: "una delle caratteristiche principali del dolore è che prima di tutto esige di essere sconfitto, poi compreso."
Apeirogon è concepito come un romanzo ma lo si può considerare saggio d'attualità, saggio storico. Si tratta ad ogni modo di una pubblicazione importante, nel senso più pieno del termine.
Perno centrale del libro è il rapporto tra due uomini, due padri provenienti da mondi e culture diverse accomunati e spinti ad incontrarsi dall'angoscia, dalla disperazione di aver perso una delle proprie figlie. Bassam e Rami, l'uno palestinese e l'altro israeliano vivono mondi contigui, profondamente segnati da barriere, checkpoint, muri, ostilità, diffidenza. Hanno perso Abir e Smadar in circostanze simili, si incontrano al Parents Circle, un'associazione binazionale che si prefigge di usare l'incisività della parola in luogo della brutalitá delle armi. È in questo contesto che i due divengono amici, girano il mondo per divulgare la propria esperienza, acquistano forza e coraggio donando alle proprie bambine nuova vita. È commovente la loro determinazione, la loro tenacia, la loro opposizione alla narrazione dell'odio: "basta preOccupazione".
Lo stile adottato da Colum McCann non è facile, ci si deve abituare alla frammentarietà, ai capitoli che si susseguono con una numerazione che arriva a 500 e poi inizia a decrescere. Alcuni capitoli lunghi solo una riga, altri parecchie pagine, un paio del tutto bianchi, con gli argomenti più vari che si possano immaginare in questo poligono dai lati infinitamente numerabili. Lo studio del volo degli uccelli e l’esibizione funambolica di Philippe Petit nel 1987 (ha camminato su un filo teso verso la pace attraverso la valle dell’Hebron), la lettera di Einstein a Freud in cui chiedeva se era possibile rendere l’umanità immune alle psicosi dell’odio e della distruzione, la vicenda di Bassam in prigione per sette anni per aver lanciato delle pietre e poi Bassam con una borsa di studio in Inghilterra, il padre di Rami sopravvissuto ad Auschwitz, la villa palladiana di Munib al-Masri, l’uomo più ricco della Palestina, il campo di Theresienstadt ripulito e abbellito per l’ispezione della Croce Rossa, il Requiem suonato in quella occasione da Schachter che poi era immediatamente finito gassato ad Auschwitz, i rotoli del Mar Morto, “Le mille e una notte” e l’opera d’arte dell’artista palestinese esibita a Sydney, e altro e altro ancora. E tutto ciò, fatti storici, curiosità, aneddoti, se da un lato potrebbe soddisfare il bisogno di sapere del lettore, dall'altro risulta dispersivo per il cultore della narrazione classica, lineare.
Ad ogni buon conto sicuramente un libro da leggere, importante, formativo, sincero. Al top di questo 2021.
"Nessuno avrebbe dovuto tenere il piede sul collo di un altro uomo, diceva. La pace era una ineluttabilità morale. Nessuna delle due parti aveva il diritto di negarla all’altra."
MorganaMorgana wrote a review
310
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"Non finirà finchè non parliamo."
Apeirogon è un libro particolare, non è un romanzo, non è un saggio, è un ibrido, un mix tra tanti generi. Mi è difficile parlarne perchè è stata una lettura totalizzante che mi ha in parte ammaliata e in parte messa alla prova. Prendendo spunto dai racconti de Le mille e una notte, McCann ci consegna 1001 capitoli, spesso lunghi poche righe. Esattamente come gli infiniti lati dell'Apeirogon da cui prende il titolo, questo libro ci catapulta nella realtà israelo-palestinese degli ultimi anni e lo fa principalmente attraverso le voci di Bassam Aramin e Rami Elhanan e i volti di Abir e Smadar, le loro bambine.
Bassam è palestinese, Rami è israeliano. Abir ha solo 10 anni quando nel 2007 viene uccisa da un proiettile di gomma sparato da un soldato israeliano. 10 anni prima Smadar, appena quattordicenne, rimane vittima dell'attentato suicida di Ben Yehuda Street. Che cosa hanno in comune? Il dolore per una perdita che nessuno potrà mai colmare, la rabbia per un conflitto che continua a mietere vittime innocenti. Entrambi prendono il dolore e lo trasformano, lo usano per sensibilizzare chiunque vuole ascoltarli. E così Smadar e Abir continuano a vivere attraverso le parole. Nasce una strana amicizia tra il palestinese che studia la Shoah e l'israeliano che si batte contro l'occupazione. Questo è il fulcro del libro ma non è tutto.


Il libro ha una struttura scomposta, apparentemente non ha un filo logico perchè si passa da una cosa all'altra. Dalla storia di Abir alla poesia, da Smadar ai racconti di Theresienstadt, da Spielberg alle rotte migratorie di alcune specie di uccelli, e poi la storia, l'architettura, la guerra, la religione, Philippe Petit, la matematica e avanti così fino a quando tutti gli infiniti fili di questo racconto non si uniscono creando un enorme caleidoscopio di voci, suoni e parole che sarà impossibile dimenticare.
Quella di Colum McCann è un'opera immensa e molto ambiziosa. Leggendo mi sono chiesta spesso come sia riuscito a parlare così bene di un conflitto del genere pur non essendone parte diretta. Poi ho scoperto che McCann è irlandese e ho capito che sa bene cosa sia un conflitto capace di dividere a metà un paese. Avanti e indietro nel tempo per raccontare un conflitto senza fine che accumula vittime su vittime, questo romanzo resta comunque un punto di vista esterno dal quale emergono però le voci di Bassam e Rami, loro che hanno perso tutto ma che hanno trasformato l'odio in qualcosa di positivo. Bellissimo il passaggio in cui Rami, nel raccontare la sua storia, parla proprio di questa trasformazione:
"Dovetti imparare ad ammettere che era la prima volta in vita mia, sì, fino a questo punto - adesso riesco a dirlo, a quei tempi non riuscivo nemmeno a pensarlo -, era la prima volta che vedevo i palestinesi come esseri umani. Non solo come operai nelle strade, o caricature nei giornali, o come vaghe sagome, terroristi, oggetti, ma - come posso dirlo? - esseri umani, esseri umani, non posso credere di dire una cosa del genere, suona così sbagliata, ma fu una vera e propria rivelazione - sì, esseri umani che portano lo stesso fardello che porto io, gente che soffre esattamente come soffro io. Un'uguaglianza nel dolore."
Io non so bene come parlarvi di questo romanzo, non credo di riuscirci. Come lo spiego a parole il nodo alla gola che mi ha preso quando dalle pagine sono sbucate le foto di Smadar e Abir? Come si spiega il dolore di due padri, e di riflesso di due famiglie intere distrutte da un singolo momento, dalla casualità, da un odio tanto profondo quanto ingiustificato? Non è possibile, ma McCann sorprendentemente ci riesce, dà voce al dolore ma anche alla speranza. In questo libro che si sviluppa a strati è racchiuso qualcosa di prezioso, sopratutto qualcosa di necessario.
Terribile e meraviglioso allo stesso tempo, impossibile da dimenticare, Apeirogon è un capolavoro unico nel suo genere. Gli occhi di Abir e Smadar io non li dimenticherò mai, così come non dimenticherò le parole di Rami e di Bassam, i racconti di un paese diviso da troppo tempo, il dolore di chi ha perso ma non ha lasciato che quel dolore lo privasse dell'umanità. Fatevi un favore e leggetelo.
Cristina MeglioliCristina Meglioli wrote a review
27
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https://www.thebloodyisland.it/post/non-si-giudica-un-libro-dalla-copertina-93

Vacanze finite, purtroppo, ma vacanze di tante e belle letture.

Una su tutte è quella di cui mi accingo a scrivere, l’ultimo lavoro, oserei dire capolavoro, di Colum McCann.

Il titolo è Apeirogon, termine che definisce la forma geometrica di un poligono con un numero infinito di lati di lunghezza qualsiasi. In greco significa illimitato, infinito.

La struttura del romanzo fa percepire da subito una sorta di geometria, di volume scomposto da ricomporre, attraverso la numerazione dei capitoli, all’inizio consequenziale e, dopo una parte centrale, a ritroso, per un totale di 1001 piccoli capitoli. Numero non casuale, McCann vuole evocare il libro Le Mille e una Notte: anche qui, come nelle Mille e una Notte si raccontano storie ed è in gioco la vita. Questa numerazione così strana evoca il concetto di simmetria: la storia di due padri, la tragedia di due bambine, la struttura del libro, le riflessioni sulla pace e sulla guerra: tutto si ripete.


Viene definito romanzo anche se si basa sulla storia vera di Bassam Aramin, arabo musulmano, e Rami Elhanan, ebreo israeliano, che hanno combattuto in campi avversi diventando poi grandi amici; l’arabo studia la storia della Shoà e l’ebreo sostiene la fine dell’occupazione. Entrambi hanno perso una figlia, uccisa dalla guerra tra le due popolazioni. Un libro impossibile da catalogare, lo scrittore stesso lo definisce :"un ibrido con un nucleo di invenzione, un'opera di narrazione che, come ogni narrazione cuce insieme congetture, memorie, fatti e inventiva."


Pensavo che McCann avesse raggiunto il suo massimo con il meraviglioso “Questo bacio vada al mondo intero” ma mi sbagliavo. Sono due opere molto diverse ma entrambe inarrivabili e con Apeirogon lascia qualcosa di davvero importante, non solo in termini di letteratura ma umani, sociali, filosofici, un grande regalo per chi c’è e per chi deve ancora venire, che può aiutare ad aprire gli occhi sul conflitto più sanguinoso, paradossale e inutile che il pianeta vive ormai da tempo immemore.


Senza un briciolo di giudizio personale McCann affronta in maniera coraggiosa un tema molto più che spinoso e controverso con il racconto delle esperienze dei due uomini, a cui aggiunge aneddoti o riflessioni su temi apparentemente disparati ma in verità molto connessi, ognuno dei quali ti porterà a prenderti un attimo e riflettere.


Nel punto centrale dell'opera Bassam dichiara "Quando hanno ucciso la mia bambina, hanno ucciso in me la paura. L’eroe fa un amico del suo nemico. Questo è il mio compito.

Io posso fare tutto oggi. Certe volte mi sento come se provassimo a vuotare l’oceano con un cucchiaino. Ma un giorno il mio nipotino vivrà in pace. Deve succedere. È solo questione di tempo. Guarda il Sud-Africa, l’Irlanda del Nord, la Germania, la Francia, il Giappone e anche l’Egitto. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stato possibile? I tedeschi hanno ucciso sei milioni di ebrei, ed oggi, guarda, abbiamo un console israeliano a Berlino ed abbiamo un ambasciatore tedesco a Tel Aviv. Vedi, nulla è impossibile. Non ho più tempo per odiare. dobbiamo imparare. Investiamo nella pace, non nel sangue”.


Ormai si da per scontato che per il conflitto Isrlaele/Palestina non ci sia soluzione ma da questo testo una soluzione emerge, chiara e pure semplice, trovata da due padri orfani delle loro figlie, due uomini che si dovrebbero odiare ma che hanno scelto di stare dalla parte della pace, insieme.


"Ogni luogo è raggiungibile. Ogni cosa è possibile, anche l’apparentemente impossibile."


Vorrei chiudere citando lo scomparso Gino Strada a cui, quando veniva chiesto "Come si fa a porre fine alle guerre? ", lui rispondeva :"Basta non farle".


5/5