Appunti di meccanica celeste
by Domenico Dara
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Sono passati gli anni, e a Girifalco le vite seguitano a orbitare come corpi celesti, traiettorie che s'intersecano e si allontanano rispondendo alle misteriose leggi dell'universo. Tutte le vite tranne alcune, a cui un fato beffardo sembra aver sottratto il movimento e le illusioni.
Lulù il pazzo

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Che in fondo, a pensarci bene, tutte le nostre vite sono una catena di eventi sospesi: le cose si interrompono improvvisamente, senza avvisaglie, senza avvertimenti, ed è questo il dolore della vita: il congedo mancato.
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Che in fondo, a pensarci bene, tutte le nostre vite sono una catena di eventi sospesi: le cose si interrompono improvvisamente, senza avvisaglie, senza avvertimenti, ed è questo il dolore della vita: il congedo mancato.
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… nella caotica galassia della testa di Lulù si compose una costellazione di parole, un ordine quantico di sillabe, un’impercettibile visibilità di particelle linguistiche, e per la prima e unica volta nella sua vita s’arricordò la preghiera di mamma sua, e la pronunciò a fior di labbra, impercettibile, finalmente nell’ordine giusto anche se mancante della parte finale, come ogni atto che appartiene al genere umano: Angelo di Dio che sei il mio custode illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato (pag. 363)
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… nella caotica galassia della testa di Lulù si compose una costellazione di parole, un ordine quantico di sillabe, un’impercettibile visibilità di particelle linguistiche, e per la prima e unica volta nella sua vita s’arricordò la preghiera di mamma sua, e la pronunciò a fior di labbra, impercettibile, More
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Che in fondo, a pensarci bene, tutte le nostre vite sono una catena di eventi sospesi: le cose s’interrompono improvvisamente, senza avvisaglie, senza avvertimenti, ed è questo il dolore della vita: il congedo mancato. Ma poi accade qualcosa: Plutone e Nettuno che dovrebbero scontrarsi non si urtano mai, dimostrando che anche nell’indefettibile meccanica celeste c’è posto per la pietà; e così anche tra gli uomini fallibili, ai quali talvolta è concesso di lasciarsi al momento giusto, con la consapevolezza dell’ultima volta. (pag. 362)
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Che in fondo, a pensarci bene, tutte le nostre vite sono una catena di eventi sospesi: le cose s’interrompono improvvisamente, senza avvisaglie, senza avvertimenti, ed è questo il dolore della vita: il congedo mancato. Ma poi accade qualcosa: Plutone e Nettuno che dovrebbero scontrarsi non si urtano More
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“Ogni giorno ci svegliamo e non sappiamo cosa ci accadrà. Basta un attimo, Angelo, un attimo perché tutta la vita cambi. Non ti sei arreso e hai fatto bene, non arrenderti mai, potresti farlo un attimo prima che si compia il miracolo”. (pag. 354)
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“Ogni giorno ci svegliamo e non sappiamo cosa ci accadrà. Basta un attimo, Angelo, un attimo perché tutta la vita cambi. Non ti sei arreso e hai fatto bene, non arrenderti mai, potresti farlo un attimo prima che si compia il miracolo”. (pag. 354)
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“Non dovevamo nemmeno fermarci qui, non era previsto che venissimo a Girifalco, e invece è successo. Le nostre vite si sono incrociate quando avrebbero potuto benissimo non farlo mai”. “Una strada sbagliata”. “Esistono davvero strade sbagliate?”. (pag. 346)
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“Non dovevamo nemmeno fermarci qui, non era previsto che venissimo a Girifalco, e invece è successo. Le nostre vite si sono incrociate quando avrebbero potuto benissimo non farlo mai”. “Una strada sbagliata”. “Esistono davvero strade sbagliate?”. (pag. 346)
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… l’infallibilità del meccanismo. Quasi infallibile. Perché c’era quello stonato di Plutone che non ruotava intorno al piano dello zodiaco ma manteneva un’orbita anomala che si sovrapponeva in due punti con quella di Nettuno, con cui avrebbe dovuto entrare in collisione: la meccanica celeste calcola che Plutone e Nettuno devono scontrarsi, e invece ciò non accade mai perché i loro periodi di rivoluzione sono commensurabili e ogni volta che Nettuno incontra l’orbita di Plutone, questo si trova sempre all’estremità opposta della sua orbita ellittica. Nessuno se lo spiegava: vuoi vedere, pensò allora Archidemu, che anche nell’infallibile meccanica celeste c’è posto per la pietà? Che pietà è un modo diverso di chiamare l’eccezione, lo scarto dalla regola, la pietà è la risonanza orbitale e umana che talvolta aggiusta il mondo, il clinamen che sovverte la regola, la traiettoria di un asteroide che inclina la Terra di 23,5 gradi, la via che percorre la Provvidenza quando il meccanismo s’inceppa. (pag. 264)
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… l’infallibilità del meccanismo. Quasi infallibile. Perché c’era quello stonato di Plutone che non ruotava intorno al piano dello zodiaco ma manteneva un’orbita anomala che si sovrapponeva in due punti con quella di Nettuno, con cui avrebbe dovuto entrare in collisione: la meccanica celeste calcola More
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… ritrovarsi dopo due mesi con quella speranza addosso rendeva le giornate vivibili. (pag. 262)
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… e Archidemu pensò che tutti gli esseri della terra erano a loro modo equilibristi e domatori, trapezisti lanciati a loro insaputa nel vuoto dell’esistenza e costretti ad afferrarsi a qualcosa, mani amiche se va bene, o appigli di fortuna, che gli oggetti e le azioni del mondo sono tentativi di evitare il vuoto. (pag. 258)
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… e Archidemu pensò che tutti gli esseri della terra erano a loro modo equilibristi e domatori, trapezisti lanciati a loro insaputa nel vuoto dell’esistenza e costretti ad afferrarsi a qualcosa, mani amiche se va bene, o appigli di fortuna, che gli oggetti e le azioni del mondo sono tentativi di evitare More
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… che forse questo è il miracolo, avere ogni giorno una nuova occasione. (pag. 241)
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Che spesso non è la morte a essere un mistero ma la vita, il filo su cui camminiamo miracolosamente al di sopra della voragine aperta dalla fragilità dei cento miliardi di neuroni, dalla precarietà dei centosessanta chilometri di fibre nervose, dalla mutabilità dei geni, dagli insulti cerebrovascolari, dalla silenziosa invasione di miceti e protozoi, dagli intasamenti delle placche arteriosclerotiche, dall’ammassarsi di cellule indisciplinate. (pag. 236)
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Che spesso non è la morte a essere un mistero ma la vita, il filo su cui camminiamo miracolosamente al di sopra della voragine aperta dalla fragilità dei cento miliardi di neuroni, dalla precarietà dei centosessanta chilometri di fibre nervose, dalla mutabilità dei geni, dagli insulti cerebrovascolari, More