Ar-Men
by Emmanuelle Lepage
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Germain, uno dei guardiani di Ar-Men, solitario e temerario, nell’Inferno degli inferni ha trovato il suo posto fra la furia delle onde e le lunghe guardie notturne; qui può convivere con i suoi fantasmi tra ricordi, storie e leggende. E quando la porta del faro cede durante una tempesta che allaga la torre, sotto l’intonaco scrostato dai muri Germain trova un tesoro: delle scritte lasciate lì da qualcuno: frasi, una storia, la storia di Moïzez, un ragazzo sopravvissuto a un naufragio sull’Île de Sein che prese poi parte ai lavori di costruzione del faro. Emmanuel Lepage combina finzione e documentario, epico quanto intimo, offrendo una storia intensa, con colori sontuosi e immagini mozzafiato.

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L'uomo e il mare
L’opera ha come protagonista il faro posto sullo scoglio di Ar-Men al largo dell’isola di Sein in Bretagna, (vedi it.wikipedia.org/wiki/Faro_di_Ar-Men) e racconta attraverso gli occhi di personaggi coinvolti, l’ardita costruzione che permise l’accensione nella notte fra il 30 e il 31 agosto 1881 e la vita di coloro che erano chiamati a gestirlo fino alla completa automazione nel 1990.
Il racconto è sostenuto dalla descrizione delle vite dei guardiani, soprattutto i loro drammi, e della popolazione dell’isola di Sein, inizialmente contraria alla costruzione del faro che avrebbe limitato i numerosissimi naufragi e quindi il recupero dei relitti e il beneficio economico conseguente.
L’edizione a 27 euro con copertina cartonata e ampie pagine permette di apprezzare anche i disegni e i colori prodotti da Lepage, sarebbe stata utile una biografia dell’autore disponibile, estremamente sintetica, sul sito Tenuè oppure si wikipedia ma in francese e anche qualche pagina sulla genesi dell’opera.