Aspirapolvere di stelle
by Stefania Bertola
(*)(*)(*)(*)( )(1,002)
Ginevra, bella, bionda e afflitta da un rimpianto insuperabile, si prepara ad andare a interrare bulbi sul terrazzo di un cliente. Arianna, moglie, madre e aspirante adultera, deve preparare un cous cous gigantesco per gli ospiti di una signora svaporata. E Penelope? la giovane Penelope arranca come ogni giorno sotto il peso dei detersivi, che sono i suoi attrezzi del mestiere. Ma non è affatto una giornata come le altre, perché squilla il telefono: la voce di un uomo sconosciuto e suadente propone alle tre titolari della rinomata Agenzia un lavoro piuttosto insolito. Comincia così per Ginevra, Arianna e Penelope un periodo frenetico, ambiguo e innamorato, in cui conquistare un uomo affascinante e sfuggente.

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“[…] Secondo te mia cugina fa bene a comportarsi così?”
“Io credo di no. Lei deve seguire l’imperativo categorico del suo cuore e agire soltanto spinta dalla necessità, e in questo caso per le la necessità della ragione pura, e anche della ragione pratica, è rappresentata dall’amore per Antonio”.
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“[…] Secondo te mia cugina fa bene a comportarsi così?”
“Io credo di no. Lei deve seguire l’imperativo categorico del suo cuore e agire soltanto spinta dalla necessità, e in questo caso per le la necessità della ragione pura, e anche della ragione pratica, è rappresentata dall’amore per Antonio”.
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“[…] non abbiamo il ritmo giusto. Sempre correre, affannarsi. Dobbiamo prenderci delle bolle di quiete lungo la giornata. Un bagno, una tisana…”
Ginevra rammentò ad Arianna che era sempre stata lei ad insistere che non dovevano permettere ai tempi morti di invadere come gramigna le loro giornate.
“Dicevi che il tempo va sfruttato, perché lui non ha pietà di noi, ricordi?”
“Quella era una filosofia da Novecento. Il nuovo secolo avrà ritmi diversi. […]”
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“[…] non abbiamo il ritmo giusto. Sempre correre, affannarsi. Dobbiamo prenderci delle bolle di quiete lungo la giornata. Un bagno, una tisana…”
Ginevra rammentò ad Arianna che era sempre stata lei ad insistere che non dovevano permettere ai tempi morti di invadere come gramigna le loro giornate.
“Dicevi
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“Vedi in questi giorni mi sono tanto preoccupata, perché avevo dei vuoti nel respiro, sai, non avevo voglia di mangiare, quelle cose lì. E le mie amiche dicevano che era perché soffrivo per amore, così ho pensato che l’unico di cui potevo essere innamorata eri tu”.
“Ah, e come mai?”
Penelope alzò le spalle. “Perché sei strano. Non so. Mi piacciono certe tue maglie. Non so”.
“E a parte le maglie?”
“Eh… e poi anche altre cose. Così stamattina ho fatto il test”.
“Esiste un test di innamoramento?”
“Sì, è su “Ragazza okay” di questo mese. Ed è venuto negativo! Non sono innamorata!”
“E’ solo un ritardo?”
“Eh?”
“Niente. Lascia perdere […]”.
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“Vedi in questi giorni mi sono tanto preoccupata, perché avevo dei vuoti nel respiro, sai, non avevo voglia di mangiare, quelle cose lì. E le mie amiche dicevano che era perché soffrivo per amore, così ho pensato che l’unico di cui potevo essere innamorata eri tu”.
“Ah, e come mai?”
Penelope alzò le
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Fabrizio irrideva le logore formule da fotoromanzo (parole sue) e quindi aveva tentato per lei l’espressione “ti amoro”, che Ginevra aveva sempre trovato insopportabilmente leziosa, […].
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Fabrizio irrideva le logore formule da fotoromanzo (parole sue) e quindi aveva tentato per lei l’espressione “ti amoro”, che Ginevra aveva sempre trovato insopportabilmente leziosa, […].
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[…] tenevano appesa una enorme cartina del mondo, coperta di bandierine rosse e bandierine blu. Quelle rosse indicavano i posti dove erano già stati e divoravano come un’epidemia quelle blu, che indicavano invece le mete future.
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[…] tenevano appesa una enorme cartina del mondo, coperta di bandierine rosse e bandierine blu. Quelle rosse indicavano i posti dove erano già stati e divoravano come un’epidemia quelle blu, che indicavano invece le mete future.
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Caratteristica della famiglia Montani era infatti la dispersione.
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Caratteristica della famiglia Montani era infatti la dispersione.
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Andò a mettere la catena alla porta. Che sensazione deliziosa. Il mondo era fuori. Lei dentro.
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Andò a mettere la catena alla porta. Che sensazione deliziosa. Il mondo era fuori. Lei dentro.
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"Mimmo era già stanco. In quel dialogo aveva usato più parole di quante ne avesse pronunciate in tutto novembre."
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"Mimmo era già stanco. In quel dialogo aveva usato più parole di quante ne avesse pronunciate in tutto novembre."