Assassino senza volto
by Henning Mankell
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Una giornata di gennaio, in un paese della Svezia, un contadino scopre che i suoi vicini, una coppia di vecchi contadini, sono stati assaliti e picchiati barbaramente. Incredulo di fronte a tanto sangue, avverte la polizia. Kurt Wallander accorre subito alla chiamata della centrale e quello che vede è peggio di quanto avesse immaginato. L'uomo è stato torturato e colpito fino alla morte, la donna è ancora viva e anche lei vittima di una violenza senza ragione. Prima di morire sussurra le sue ultime parole: "Straniero, straniero". Basta una fuga di notizie e i cittadini organizzano una caccia all'uomo. Wallander deve arginare la loro determinazione a farsi giustizia da soli, ma presto scoprirà anche che l'uomo ucciso conduceva una doppia vita.

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SUN50SUN50 wrote a review
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LosfastidiosLosfastidios wrote a review
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Mauro Torquati57Mauro Torquati57 wrote a review
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zombie49zombie49 wrote a review
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Un poliziotto verosimile
In una gelida notte di gennaio del 1990 a Lenarp, un villaggio della Scania, in Svezia, un anziano contadino si sveglia improvvisamente. Nella casa dei vicini qualcosa non va: la finestra della cucina è rotta e sente un debole grido. Nella stanza da letto intravvede Maria Lövgren, legata a una sedia con un cappio intorno al collo e coperta di sangue; del marito Johannes vede solo un piede inerte. Chiama la polizia. Una scena orribile attende il commissario di Ystad Kurt Wallander: c’è sangue ovunque, l’uomo è morto, massacrato di botte e la donna respira appena. Muore in ospedale, dopo avere mormorato: “Stranieri”. E vicino alla fattoria c’è un campo profughi. La notizia trapela, suscitando desideri di vendetta sommaria. Il fratello di Maria, Lars Herdin, rivela un movente: Johannes in segreto era ricco e la sua condotta non era irreprensibile. Wallander, tuttavia, anche se gli indizi portano al campo profughi, è convinto di dover cercare altrove. Avviene un altro omicidio: un somalo è ucciso con una fucilata alla testa. Kurt è un poliziotto introverso e malinconico, oppresso da problemi familiari: si è appena separato dalla moglie Mona; la figlia diciannovenne è andata via da casa; con il padre, un pittore dispotico, ha pessimi rapporti. E’ un uomo confuso, incerto, provato, insicuro, che trova rifugio nell’alcol e nella musica sinfonica, che trascura se stesso e si nutre di cibo da asporto. Non è un uomo d’azione, anzi, a differenza di troppi poliziotti americani, è anche piuttosto goffo sul campo e un po’ cagionevole di salute. Preferisce l’indagine psicologica, e unisce con pazienza i vari tasselli interrogando testimoni e sospettati, con l’aiuto dei colleghi. Mankell vuole qui trattare il tema sociale degli immigrati in Svezia, osteggiati da molti, contrapponendo i loro diritti al senso d’insicurezza della popolazione x i reati da loro commessi. E’ il libro che ha dato notorietà a Mankell, con la prima indagine del suo poliziotto. Conclusione a sorpresa.