Atti osceni in luogo privato
by Marco Missiroli
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Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell'immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città. Avverte prima con le antenne dell'infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò, così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine, è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell'amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare. Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all'osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle "trentun tacche" delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna.

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Nae83Nae83 wrote a review
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PrimaVeraPrimaVera wrote a review
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Ho sempre amato il francese.
Trovo sia una lingua poetica, intrigante ed elegante.

In “Atti osceni in luogo privato” ho trovato talmente tanti di quei pezzi di me che non saprei dare una giusta misura al subbuglio che ha generato il leggere della vita di Libero. Protagonista di questa storia vissuta.
Tra Parigi e Milano ho assorbito tutti i suoi tumulti impetuosi e indomiti che un po’ sono stati anche i miei.

Ho risentito la zampa fredda stretta tra le mie mani e la coperta a scacchi rossa che avvolgeva il mio cane. Queste sono alcune delle cose che non sono mai riuscita a dimenticare. Eppure lo avrei voluto.
È che certi addii, certe rotture, certi amori ti rimangono attaccati addosso più di altri.
Te li trascini per giorni, mesi, forse anni.
Probabilmente per sempre.
Rimaranno celati dietro alibi costruiti con grande maestria. Nel tempo affini la tua arte dell’eludere, dell’evadere e del rimandare.
Ti fai più saggio, più consapevole, ma in realtà ti fai sempre più piccolo mentre le tue paure crescono a dismisura.
Perché per quanta strada tu possa percorrere, quello da cui scappi troverà sempre il modo di bussare alla tua porta.

Allora sospiri, ti siedi comodo e inviti l’ospite ad entrare.
Ti rivedi nella romantica e violenta nostalgia di Libero.
Ma anche nella sua acutezza di capire un attimo prima quando qualcosa o qualcuno si è perso per sempre.
Coraggio, profondità e sentimento.
Di questo si nutrono cuori come quello di Libero, e quindi un po’ anche il tuo.

E mentre ti riconosci anche nei suoi spasmi, nei suoi amori e nella sua ricerca di modi per alleviare il suo dolore dovuto a perdite fondamentali, capisci che non è stato il tempo a guarire le tue ferite.
Sono stati libri che divori.
La musica che ti fa ballare e quella che ti fa piangere.
Le amiche cocciute.
Il caffè dopo pranzo.
La pizza del sabato.
Le piccole cose che fanno della tua vita, la tua vita.
E di nessun altro.
È l’amare di nuovo, ancora.
Incessantemente, incondizionatamente e perdutamente.
Tutto il resto, deve essere successo che l’ho dimenticato.


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Elle CarrioliElle Carrioli wrote a review
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gabgab wrote a review
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minimalminimal wrote a review
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Silvia CinquegranaSilvia Cinquegrana wrote a review
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Cristina & VittorioCristina & Vittorio wrote a review
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