Bagheria
by Dacia Maraini
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Parlare della Sicilia significa aprire una porta rimasta sprangata. Una porta che avevo talmente bene mimetizzata con rampicanti e intrighi di foglie da dimenticare che ci fosse mai stata. Un muro, uno spessore chiuso, impenetrabile.
Poi una mano, una mano che non mi conoscevo, che è cresciuta da un
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Ero una forsennata lettrice e divoravo tutto quello che mi capitava fra le mani. Negli scaffali di casa trovavo Lucrezio, Tacito, Shakespeare, Dickens, Conrad, Faulkner, Steinbeck, Dreiser, Melville. Erano soprattutto libri inglesi perché mio padre, avendo la madre irlandese, aveva sempre dato la pr... More
Lucy ebbastaLucy ebbasta added a quotation
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C'è un momento nella storia di ogni famiglia in cui si appare felici a se stessi. Magari non lo si è affatto. Ma lo si porta scritto in faccia: io, famiglia da poco composta, sono nella mia pienezza e necessità, sono il cibo per l'occhio altrui, sono la carne terrena che imita la carne divina, sono ... More
Lucy ebbastaLucy ebbasta added a quotation
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E' sempre limitativo e stupido cacciare le persone dentro una categoria, che sia una classe o un sesso. Non fare i conti con l'imprevedibile è da citrulli. E citrulla è l'idea di un mondo di uguali senza scarti, storie personali, particolari vicende e tracce di viaggi interiori senza meta e senza fi... More
Lucy ebbastaLucy ebbasta added a quotation
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Ancora oggi a Bagheria si fanno dei gelati squisiti: piccoli fiori di cioccolata ripieni di pasta gelata molle e profumata, al gelsomino, alla menta, alla fragola, al cocco.
Per non parlare del più tradizionale "gelo di mellone" che non è un gelato come sembra ma una gelatina di cocomero dal colore
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Lucy ebbastaLucy ebbasta added a quotation
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Capivo che la poesia non era molto diversa da quei rompicapi di geometria che la prima volta mi lasciavano la bocca amara. Invece poi, nello scoprirne i meccanismi nascosti, ero presa da una euforia senza nome. Era la divisione inaspettata dello spazio, le regole che questa divisione si dava, il suo... More
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Gocce grandi come ceci hanno raggiunto i tetti, frustando le strade, allagando i cortili in un finimondo di foglie rapite da terra e sparse vorticosamente in giro per tutto il paese.
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Potrebbe anche essere la vecchiaia che fa i soliti scherzi: avvicina quello che è lontano e allontana quello che è vicino.
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Io, per me, mi consideravo nata dalla testa di mio padre, come una novella Minerva, armata di penna e carta, pronta ad affrontare il mondo attraverso un difficile lavoro di alchimia delle parole.
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L'immaginazione d'altronde è nutrita di esperienze stratificate nel tempo... Lo so perché Eraclito l'ha detto a Talete e Talete l'ha detto a Newton e Newton l'ha detto a Galilei, e Galilei a Locke e Locke a Hume e Hume a Hegel e Hegel l'ha detto a Marx che me l'ha ripetuto in un orecchio a voce bass... More