Bàrnabo delle montagne
by Dino Buzzati
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ValeriaValeria wrote a review
12
LosojosdeevaLosojosdeeva wrote a review
03
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Barnàbo delle montagne è un romanzo toccante che con grande efficacia riesce a descrivere gli stati d'animo del protagonista con una narrazione semplice, asciutta, fisica, eppure estremamente poetica.
Una scrittura che compie la promessa di ogni romanzo che si rispetti, la capacità di immergerci in un'altra dimensione di farci vivere i sentimenti dell’altro.
Una dimensione sospesa quella di Bàrnabo il guardiaboschi, passata nell'attesa di qualcosa di sempre diverso e sempre più indefinito, una dimensione silenziosa fatta di nubi, di sole, di ombre e di luci che si stagliano sul profilo della montagna e che Bàrnabo osserva durante le lente giornate passate di guardia.
Il sentimento dell'attesa e dello scorrere del tempo è la tematica chiave di questo romanzo:
L'attesa dei briganti, l'attesa del riscatto, l'attesa fine a se stessa, il tempo che passa e che continua a passare" senza che nessuno ci faccia caso".
A questo sentimento si affianca la magia dei luoghi paradossalmente evocata da una realtà così incombente e fisica, dalle rocce aspre e faticose, dai sentieri impervi e dalle cime imponenti così indissolubilmente legati all'animo del protagonista .
E' una natura che non ha confini se non quelli che ognuno crea dentro se stesso, i limiti che da soli ci mettiamo, come quella "paura" che finirà per decidere le sorti del personaggio, portandolo lontano dalle sue amate montagne.
Solo una cornacchia ferita lo segue a simboleggiare il dolore del distacco, la lontananza, la nostalgia per quei luoghi dell'anima dove alla fine Bàrnabo riesce a ritornare. Ritorno che riaccende il lui la speranza di una possibilità di riscatto.
MariaMaria wrote a review
07
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Opera prima in ordine di tempo e si nota, eccome!
La scrittura, l' ordito sintattico non sono ancora "maturi", tuttavia si delineano con chiarezza i temi caratterizzanti la narrativa di Buzzati e quel connubio tra favola e realtà velata dalla metafora moralistica; tant'è che spesso gli "utenti" delle sue storie sono ritenuti, a torto, i ragazzi, vista la scrittura piana e comprensibile.

A guardia di un deposito di esplosivi, la cosiddetta Polveriera, un gruppo di guardaboschi vive, in una indistinta attesa, la routine incerta della quotidianità...

..."così come se da un' ora all' altra dovesse arrivare qualcuno, non l' assalto di un nemico, ma qualcuno, sconosciuto, non si può dire chi."

Lassù sulle montagne dolomitiche, protagoniste in assoluto e felicemente descritte, si fantastica di briganti, ladri o contrabbandieri che nessuno ha mai visto ma che sono presenza costante nelle conversazioni, nell' immaginario collettivo, esaltato dal silenzio dei boschi.
E quando si materializzano può succedere che un dualismo di sentimenti confliggenti: paura e senso del dovere, paralizzino l' azione del giovane guardaboschi, Bàrnabo. Il swuo comportamento non ha testimoni, ma crea in lui un conflitto interiore e un allontanamento dal luogo dove si è consumata la sua corrosiva vergogna.
Ma se la colpa ha come controfaccia il rimorso continuo, la paura avrà quella del coraggio da ritrovare. E dove se non tra le montagne, spettatrici del lento fluire del tempo che affievolisce anche i ricordi dolorosi!
Nell' ambiente dei giorni felici, compagni il silenzio, i brontolii del vento, gli svolazzi degli uccelli, il gioco delle nubi spinte dal vento sulle crode alte, Bàrnabo cercherà il suo riscatto.
Figura simbolica quella di Bàrnabo, specchio di molti di noi, che attraversiamo la vita immersi nelle nostre contraddizioni nell' attesa del momento, se verrà e sapremo coglierlo, di superarle!
MedeaMedea wrote a review
01
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Spoiler Alert
Giovani lettori e sprazzi di ottimismo
Non sto attraversando una fase felice del mio percorso professionale e, forse anche per questo, tendo a vedere tutto a tinte fosche. Ecco perché nutrivo forti perplessità sul testo con cui si è aperto il nuovo percorso del gruppo di lettura a cui partecipa anche l’istituto in cui insegno. Ero maldisposta sin dall’inizio (dal momento che non amo la montagna) e, procedendo nella lettura, mi convincevo sempre di più – pagina dopo pagina – del fatto che non si trattasse di un libro adatto agli adolescenti. I costanti riferimenti al tempo che passa impietosamente mentre ci perdiamo nella monotonia delle nostre giornate, i rimpianti, la nostalgia, i rimorsi… Tutto questo mi sembrava adatto esclusivamente a dei lettori adulti. Credevo che i ragazzi avrebbero apprezzato soltanto il senso di attesa perché, in effetti, anche loro vivono “come se da un’ora all’altra dovesse arrivare qualcuno; non l’assalto di un nemico, ma qualcuno, sconosciuto; non si può dire chi”. Invece gli studenti presenti all’incontro mi hanno piacevolmente stupita. Molti di loro hanno apprezzato la lettura o, comunque, non l’hanno affatto ritenuta inutile. Hanno letto a voce alta frammenti su cui non mi ero soffermata e messo in luce aspetti che mi erano sfuggiti, come il fatto che non solo gli elementi della natura ma anche le case che ospitano i guardaboschi siano a tutti gli effetti personaggi del romanzo. Le loro riflessioni mi hanno aiutata a capire come sia io, in fondo, a non avere affrontato “con maturità” questa lettura. Lo ammetto con un certo imbarazzo: avrei voluto che alla fine, di fronte ai briganti, il protagonista sparasse, che si vendicasse come per anni aveva meditato di fare. Eppure so bene che il testo presenta alcuni tratti del romanzo di formazione (nonostante non si parli di un adolescente) e che Barnabo, improvvisamente consapevole dell’acquisita maturità, non ha più alcun bisogno di premere il grilletto. La verità è che, nell’ipotesi di raggiungere un obiettivo che ultimamente mi sta quasi ossessionando, ho paura di scoprire che ciò di cui ora sento il bisogno si rivelerà un giorno del tutto inconsistente. Chissà che, a quel punto, non capisca anch’io di essere già al mio posto.