Bellezza crudele
by Rosamund Hodge
(*)(*)(*)(*)( )(130)
Costretta a fidanzarsi con il malvagio governatore del suo Regno, la giovane e determinata Nyx sa che il suo destino è sposarlo, ma per coronare il suo sogno più segreto: ucciderlo e liberare finalmente il popolo dal giogo di quella crudele tirannia.
Eppure nel giorno del suo diciassettesimo co
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angysonosoloio's Review

angysonosoloioangysonosoloio wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
Spoiler Alert
Questo libro ricade a piedi pari nella categoria "Romanzo in cui le premesse sono buone MA".

L'ambientazione decisamente originale: una regione chiamata Arcadia da novecento anni è stata strappata dal resto del mondo e trasportata in cielo a causa -si crede - dell'intervento del principe dei demoni, tale "Signore Gentile".
I demoni, sono ombre terribili e inquietanti che ti risucchiano la vita e che sporadicamente scendono dal castello fino ai villaggi, uccidendo o facendo impazzire chiunque abbia la sventura di incontrarli.
Il capo di questi demoni è al contrario una sorta di solitario principe aristocratico con carisma a livelli epici chiamato anche "Il Signore dei Patti" poiché la gente disperata sale fino al suo castello per ottenere favori in cambio di un prezzo da concordare.

I demoni si combattono con l'alchimia. Esiste un ordine alchemico o - per meglio dire - ermetico, i cui affiliati studiano l'arte di creare sigilli per sconfiggere il Signore Gentile, eliminare i demoni e riportare Arcadia sulla Terra. Si dice che tutta la regione sia trattenuta nel cielo da un enorme sigillo: ogni sigillo si basa su quattro vertici detti cuori e per dissolvere il sigillo bisogna individuare le posizioni di questi quattro cuori e scioglierli uno dopo l'altro. Si dice che tutti e quattro i cuori siano nascosti all'interno del castello del Signore Gentile.

Il castello del Signore Gentile: Oh. My. God.
Dall'esterno appare come un'antica torre diroccata con un'unica porta. In realtà è - ebbene si - più grande all'interno, e dalle porte della piccola stanza d'ingresso si accede a corridoi infiniti pieni di altre porte una diversa dall'altra che si aprono su stanze assurde e sempre diverse che si muovono all'interno della casa e si possono trovare ovunque in qualsiasi momento.

Questo romanzo è stato definito un retelling di "La bella e la bestia" ed in effetti calza abbastanza. La bella si sacrifica per il padre e decide di vivere al castello con la bestia. In realtà in questo caso è il padre che sacrifica volontariamente la figlia dandola in sposa al Signore Gentile per rispettare un patto che lui stesso aveva fatto una ventina di anni prima. Aveva desiderato avere una figlia, il Signore dei Patti gliene aveva concesse ben due, ma a patto che una sarebbe poi diventata sua moglie. Alla fine la madre è pure morta di parto perché ovviamente non era stato specificato che lei sarebbe sopravvissuta... severo ma giusto.

Una volta trasferita al castello la protagonista viene aiutata da un servitore, l'unico altro essere "vivente" all'interno della casa: si tratta di Shade, l'ombra del Signore Gentile - letteralmente la sua ombra - del tutto indipendente e a volte capace di diventare corporea, identica al principe in tutto se non per il colore degli occhi: Shade li ha azzurri e umani, il demone li ha rossi con le pupille verticali. E anche qui come nella bella e la bestia, nonostante l'ambiente ostile la protagonista riesce a trovare qualcuno che l'aiuti.

L'aiuti a portare a termine la sua missione, perché il padre della ragazza altri non è che il capo dell'ordine degli alchimisti e l'ha addestrata tutta la vita a fare e disfare sigilli proprio in previsione del fatto che lei avrebbe avuto accesso al castello. La sua missione è trovare i quattro cuori nascosti e scioglierli uno dopo l'altro per annullare il sigillo e salvare Arcadia. Il castello sarebbe crollato su sé stesso con lei all'interno, ma è considerato un sacrificio accettabile. Shade una volta compresa la missione della ragazza, la aiuta mostrandole la stanza in cui è nascosto il primo cuore, tuttavia un incantesimo gli impedisce di parlare di tutto ciò che riguarda il suo padrone e quindi nonostante lui sappia molte cose, non può rivelare alcuna informazione. Riusciamo comunque a capire che si tratta dell'ultimo Re legittimo di Arcadia, da novecento anni imprigionato e ridotto in quello stato.

Un ultima chicca stile La bella e la bestia: esplorando il castello ci imbattiamo in una stanza in cui un roseto cresce al di sotto di una cupola di vetro, e in un'altra che contiene uno specchio capace di mostrare alla ragazza la sua famiglia a casa.

Un'altra stanza particolarmente interessate, e decisamente più importante ai fini della storia, è l'immensa biblioteca. Un incantesimo impedisce ai libri di essere letti, al di sotto di un'altra cupola troviamo un modellino estremamente realistico di tutta Arcadia e su un tavolino troviamo un cofanetto di legno che - e qui il demone non ammette repliche - non deve essere mai aperto, per nessuna ragione.

Qui ci ricolleghiamo ad un'altra particolarità del libro: i rimandi alla cultura greca. Vengono più volte citati filosofi come Platone e Socrate, e le tradizioni, i miti delle divinità, i racconti, le leggende, perfino i nomi della gente di Arcadia hanno tutte origine nella Grecia antica. E quella scatola è chiaramente un vaso di Pandora che alla fine - ovviamente - verrà aperto.

Ho ritrovato anche po' di Barbablù in questo racconto. Il demone consegna alla sua nuova moglie una chiave capace di aprire la maggior parte delle porte, ma non tutte. Ovviamente la ragazza farà di tutto per impossessarsi delle altre chiavi, e aprirà stanze che dovevano rimanere chiuse, scatenando le ire del marito. Troverà anche una stanza in cui sono conservati i cadaveri delle precedenti otto mogli.
Due di esse sono morte perché hanno sbagliato ad indovinare il nome del Signote Gentile. Perché si, lui si presenta sotto falso nome e poi concede ogni sera alla moglie un tentativo per provare ad indovinare quello vero: se lei indovina, è libera di tornare a casa, se sbaglia verrà uccisa immediatamente.

Ovviamente la cosa è più complicata di così, perché il principe stesso è sotto il controllo di antiche divinità chiamati "i Gentili", essendo a sua volta vittima di un patto stretto con loro e costretto a fare le loro veci su Arcadia. Ricordare il suo vero nome lo libererebbe dal suo patto, ma lui non lo ricorda. Alla fine non è nemmeno così cattivo come la nostra protagonista si aspettava che fosse, anzi gradualmente risulta essere esso stesso una vittima. Allo stesso modo Shade, il servitore buono, si rivelerà essere un personaggio molto più ambiguo.

Le premesse erano insomma molto buone, ma poi verso la fine diventa tutto un gran casino. Tante cose, poche pagine. Un intreccio così ricco e complesso me lo devi sciogliere almeno in un migliaio di pagine, non in duecentoequalcosa. Le situazioni devono cambiare e riallinearsi poco alla volta, devo avere il tempo di metabolizzare il fiume di concetti che mi inserisci. La ragazza deve avere il tempo di ambientarsi nel nuovo ambiente; quando conosce Shade, le devi dare il tempo di arrivare a fidarsi di lui, non che pensi di esserne addirittura innamorata dopo dieci minuti. E soprattutto il modo in cui cambia il rapporto con suo marito, il modo in cui lei lo percepisce, da carceriere a complice, non me lo puoi liquidare in due dialoghi. Si innamora di lui, bene, ma deve essere un processo molto più graduale; alla fine decide lo stesso di ucciderlo, ok, ma non me la puoi far sembrare una pazza incoerente, devo capire che la sua è una decisione sofferta e che ci ha riflettuto bene più e più volte. E invece no. Cambia idea dal giorno alla notte, più o meno in quattro pagine.

Il finale è parecchio contorto, poteva essere davvero migliore se non fosse stato così frettoloso.
La ragazza trova tutti e quattro i cuori del sigillo, ma non può disattivarli perché così facendo anche il castello crollerebbe su sé stesso ma non può più permettere che accada perché.... tutta Arcadia si trova al suo interno.
Tutta Arcadia È il modellino protetto dalla cupola nella biblioteca.
E tutto il castello in realtà si trova a sua volta all'interno dello scrigno di legno. Boom. Il vaso di Pandora.

In più, si scopre che il demone e l'ombra non sono altro che le due metà dell'ultimo Re di Arcadia, una capace di agire a suo piacimento e vivere sotto il sole senza ricordare nulla di chi era e di ciò che è accaduto, l'altra consapevole di ogni cosa ma impossibilitata a parlarne, e relegata nelle ombre.
Il primo Re di Arcadia strinse un patto con i Gentili; loro avrebbero protetto Arcadia dai nemici se lui e i suoi discendenti si fossero dimostrati puri di cuore, quindi gli consegnarono quello scrigno: ogni Re avrebbe dovuto aprirlo e guardarci dentro e se si fosse mostrato indegno ne sarebbe stato imprigionato all'interno per sempre. Per generazioni tutto è andato liscio, fino ad arrivare al nostro Re/Shade/Principe dei demoni. Consapevole di non avere un cuore puro, strinse un secondo patto con i Gentili: avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di non passare l'eternità da solo nella scatola e mantenere Arcadia protetta.
Ma abbiamo appurato che i patti con i demoni non sono mai limpidi, così il nostro Re viene scisso in due metà, e costretto a diventare il Signore dei Patti per conto dei Gentili; tutta Arcadia l'ha seguito dentro alla scatola - in fondo, lì è al sicuro - e lui non è rimasto solo, perché in compagnia della sua altra metà, di tutti i demoni che rispondono ai suoi ordini ed obbligato a prendere moglie.

Aprire la scatola nel presente causa tutto un wibbly wobbly timey wimey: Arcadia ritorna al suo posto ma perché la linea temporale si riavvolge di novecento anni fino al momento esatto del patto, che non viene mai fatto, ed il nostro Re si ritrova in punizione da solo dentro alla scatola, e tutto quello che abbiamo letto non è mai successo.

Dopo novecento anni la nostra protagonista - che è comunque nata anche senza il patto di suo padre - si sveglia la mattina della festa dei morti parecchio confusa, con i ricordi di due vite che si sovrappongono. Ovviamente corre al castello, dove trova i Gentili ed il principe nell'unico giorno in cui gli è permesso uscire dallo scrigno e muoversi nel mondo. Lì, lei pretende di stipulare un patto con loro: pretende di condividere con il principe l'eternità nello scrigno, senza chiedere nulla in cambio. Un tale gesto d'amore disinteressato spezza il patto precedente evisserotuttifeliciecontenti, fine.

Dà fastidio, eh?
angysonosoloioangysonosoloio wrote a review
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Questo libro ricade a piedi pari nella categoria "Romanzo in cui le premesse sono buone MA".

L'ambientazione decisamente originale: una regione chiamata Arcadia da novecento anni è stata strappata dal resto del mondo e trasportata in cielo a causa -si crede - dell'intervento del principe dei demoni, tale "Signore Gentile".
I demoni, sono ombre terribili e inquietanti che ti risucchiano la vita e che sporadicamente scendono dal castello fino ai villaggi, uccidendo o facendo impazzire chiunque abbia la sventura di incontrarli.
Il capo di questi demoni è al contrario una sorta di solitario principe aristocratico con carisma a livelli epici chiamato anche "Il Signore dei Patti" poiché la gente disperata sale fino al suo castello per ottenere favori in cambio di un prezzo da concordare.

I demoni si combattono con l'alchimia. Esiste un ordine alchemico o - per meglio dire - ermetico, i cui affiliati studiano l'arte di creare sigilli per sconfiggere il Signore Gentile, eliminare i demoni e riportare Arcadia sulla Terra. Si dice che tutta la regione sia trattenuta nel cielo da un enorme sigillo: ogni sigillo si basa su quattro vertici detti cuori e per dissolvere il sigillo bisogna individuare le posizioni di questi quattro cuori e scioglierli uno dopo l'altro. Si dice che tutti e quattro i cuori siano nascosti all'interno del castello del Signore Gentile.

Il castello del Signore Gentile: Oh. My. God.
Dall'esterno appare come un'antica torre diroccata con un'unica porta. In realtà è - ebbene si - più grande all'interno, e dalle porte della piccola stanza d'ingresso si accede a corridoi infiniti pieni di altre porte una diversa dall'altra che si aprono su stanze assurde e sempre diverse che si muovono all'interno della casa e si possono trovare ovunque in qualsiasi momento.

Questo romanzo è stato definito un retelling di "La bella e la bestia" ed in effetti calza abbastanza. La bella si sacrifica per il padre e decide di vivere al castello con la bestia. In realtà in questo caso è il padre che sacrifica volontariamente la figlia dandola in sposa al Signore Gentile per rispettare un patto che lui stesso aveva fatto una ventina di anni prima. Aveva desiderato avere una figlia, il Signore dei Patti gliene aveva concesse ben due, ma a patto che una sarebbe poi diventata sua moglie. Alla fine la madre è pure morta di parto perché ovviamente non era stato specificato che lei sarebbe sopravvissuta... severo ma giusto.

Una volta trasferita al castello la protagonista viene aiutata da un servitore, l'unico altro essere "vivente" all'interno della casa: si tratta di Shade, l'ombra del Signore Gentile - letteralmente la sua ombra - del tutto indipendente e a volte capace di diventare corporea, identica al principe in tutto se non per il colore degli occhi: Shade li ha azzurri e umani, il demone li ha rossi con le pupille verticali. E anche qui come nella bella e la bestia, nonostante l'ambiente ostile la protagonista riesce a trovare qualcuno che l'aiuti.

L'aiuti a portare a termine la sua missione, perché il padre della ragazza altri non è che il capo dell'ordine degli alchimisti e l'ha addestrata tutta la vita a fare e disfare sigilli proprio in previsione del fatto che lei avrebbe avuto accesso al castello. La sua missione è trovare i quattro cuori nascosti e scioglierli uno dopo l'altro per annullare il sigillo e salvare Arcadia. Il castello sarebbe crollato su sé stesso con lei all'interno, ma è considerato un sacrificio accettabile. Shade una volta compresa la missione della ragazza, la aiuta mostrandole la stanza in cui è nascosto il primo cuore, tuttavia un incantesimo gli impedisce di parlare di tutto ciò che riguarda il suo padrone e quindi nonostante lui sappia molte cose, non può rivelare alcuna informazione. Riusciamo comunque a capire che si tratta dell'ultimo Re legittimo di Arcadia, da novecento anni imprigionato e ridotto in quello stato.

Un ultima chicca stile La bella e la bestia: esplorando il castello ci imbattiamo in una stanza in cui un roseto cresce al di sotto di una cupola di vetro, e in un'altra che contiene uno specchio capace di mostrare alla ragazza la sua famiglia a casa.

Un'altra stanza particolarmente interessate, e decisamente più importante ai fini della storia, è l'immensa biblioteca. Un incantesimo impedisce ai libri di essere letti, al di sotto di un'altra cupola troviamo un modellino estremamente realistico di tutta Arcadia e su un tavolino troviamo un cofanetto di legno che - e qui il demone non ammette repliche - non deve essere mai aperto, per nessuna ragione.

Qui ci ricolleghiamo ad un'altra particolarità del libro: i rimandi alla cultura greca. Vengono più volte citati filosofi come Platone e Socrate, e le tradizioni, i miti delle divinità, i racconti, le leggende, perfino i nomi della gente di Arcadia hanno tutte origine nella Grecia antica. E quella scatola è chiaramente un vaso di Pandora che alla fine - ovviamente - verrà aperto.

Ho ritrovato anche po' di Barbablù in questo racconto. Il demone consegna alla sua nuova moglie una chiave capace di aprire la maggior parte delle porte, ma non tutte. Ovviamente la ragazza farà di tutto per impossessarsi delle altre chiavi, e aprirà stanze che dovevano rimanere chiuse, scatenando le ire del marito. Troverà anche una stanza in cui sono conservati i cadaveri delle precedenti otto mogli.
Due di esse sono morte perché hanno sbagliato ad indovinare il nome del Signote Gentile. Perché si, lui si presenta sotto falso nome e poi concede ogni sera alla moglie un tentativo per provare ad indovinare quello vero: se lei indovina, è libera di tornare a casa, se sbaglia verrà uccisa immediatamente.

Ovviamente la cosa è più complicata di così, perché il principe stesso è sotto il controllo di antiche divinità chiamati "i Gentili", essendo a sua volta vittima di un patto stretto con loro e costretto a fare le loro veci su Arcadia. Ricordare il suo vero nome lo libererebbe dal suo patto, ma lui non lo ricorda. Alla fine non è nemmeno così cattivo come la nostra protagonista si aspettava che fosse, anzi gradualmente risulta essere esso stesso una vittima. Allo stesso modo Shade, il servitore buono, si rivelerà essere un personaggio molto più ambiguo.

Le premesse erano insomma molto buone, ma poi verso la fine diventa tutto un gran casino. Tante cose, poche pagine. Un intreccio così ricco e complesso me lo devi sciogliere almeno in un migliaio di pagine, non in duecentoequalcosa. Le situazioni devono cambiare e riallinearsi poco alla volta, devo avere il tempo di metabolizzare il fiume di concetti che mi inserisci. La ragazza deve avere il tempo di ambientarsi nel nuovo ambiente; quando conosce Shade, le devi dare il tempo di arrivare a fidarsi di lui, non che pensi di esserne addirittura innamorata dopo dieci minuti. E soprattutto il modo in cui cambia il rapporto con suo marito, il modo in cui lei lo percepisce, da carceriere a complice, non me lo puoi liquidare in due dialoghi. Si innamora di lui, bene, ma deve essere un processo molto più graduale; alla fine decide lo stesso di ucciderlo, ok, ma non me la puoi far sembrare una pazza incoerente, devo capire che la sua è una decisione sofferta e che ci ha riflettuto bene più e più volte. E invece no. Cambia idea dal giorno alla notte, più o meno in quattro pagine.

Il finale è parecchio contorto, poteva essere davvero migliore se non fosse stato così frettoloso.
La ragazza trova tutti e quattro i cuori del sigillo, ma non può disattivarli perché così facendo anche il castello crollerebbe su sé stesso ma non può più permettere che accada perché.... tutta Arcadia si trova al suo interno.
Tutta Arcadia È il modellino protetto dalla cupola nella biblioteca.
E tutto il castello in realtà si trova a sua volta all'interno dello scrigno di legno. Boom. Il vaso di Pandora.

In più, si scopre che il demone e l'ombra non sono altro che le due metà dell'ultimo Re di Arcadia, una capace di agire a suo piacimento e vivere sotto il sole senza ricordare nulla di chi era e di ciò che è accaduto, l'altra consapevole di ogni cosa ma impossibilitata a parlarne, e relegata nelle ombre.
Il primo Re di Arcadia strinse un patto con i Gentili; loro avrebbero protetto Arcadia dai nemici se lui e i suoi discendenti si fossero dimostrati puri di cuore, quindi gli consegnarono quello scrigno: ogni Re avrebbe dovuto aprirlo e guardarci dentro e se si fosse mostrato indegno ne sarebbe stato imprigionato all'interno per sempre. Per generazioni tutto è andato liscio, fino ad arrivare al nostro Re/Shade/Principe dei demoni. Consapevole di non avere un cuore puro, strinse un secondo patto con i Gentili: avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di non passare l'eternità da solo nella scatola e mantenere Arcadia protetta.
Ma abbiamo appurato che i patti con i demoni non sono mai limpidi, così il nostro Re viene scisso in due metà, e costretto a diventare il Signore dei Patti per conto dei Gentili; tutta Arcadia l'ha seguito dentro alla scatola - in fondo, lì è al sicuro - e lui non è rimasto solo, perché in compagnia della sua altra metà, di tutti i demoni che rispondono ai suoi ordini ed obbligato a prendere moglie.

Aprire la scatola nel presente causa tutto un wibbly wobbly timey wimey: Arcadia ritorna al suo posto ma perché la linea temporale si riavvolge di novecento anni fino al momento esatto del patto, che non viene mai fatto, ed il nostro Re si ritrova in punizione da solo dentro alla scatola, e tutto quello che abbiamo letto non è mai successo.

Dopo novecento anni la nostra protagonista - che è comunque nata anche senza il patto di suo padre - si sveglia la mattina della festa dei morti parecchio confusa, con i ricordi di due vite che si sovrappongono. Ovviamente corre al castello, dove trova i Gentili ed il principe nell'unico giorno in cui gli è permesso uscire dallo scrigno e muoversi nel mondo. Lì, lei pretende di stipulare un patto con loro: pretende di condividere con il principe l'eternità nello scrigno, senza chiedere nulla in cambio. Un tale gesto d'amore disinteressato spezza il patto precedente evisserotuttifeliciecontenti, fine.

Dà fastidio, eh?