Blackout
by Roberto Delogu
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Emiliano Bardanzellu è un uomo qualsiasi, è nato a Cagliari, fa il cameriere ma ha studiato scienze politiche, la sua vita è semplice, la sua quotidianità ordinaria, come è semplice e ordinario l'apparente motivo per cui una sera uccide sua moglie, rea di aver, per l'ennesima volta, compattato una b... More

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Roberto DeloguRoberto Delogu wrote a review
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RosettaRosetta wrote a review
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DELITTO E CASTIGO
E’ curioso notare come in un romanzo che inizia con un delitto odioso come l’uxoricidio e prosegue con il processo, la condanna e la giusta pena, non si faccia mai ricorso a toni truculenti o sanguigni; anzi, al contrario, lo stile è semplice e piano come se si parlasse di questioni di ordinaria amministrazione (e forse lo sono per uno scrittore pratico di aule giudiziarie).
Ho iniziato ad entrare davvero nel romanzo dal capitolo Le mie prigioni, dopo l’affettuosa descrizione del carcere cagliaritano di Buoncammino, “ben incastonato nella parte alta della città”, e animato (allora) dalle visite dei parenti dei detenuti nel viale che costeggia l’edificio. Purtroppo questo sito è ora abbandonato per le nuove carceri presso Uta, un luogo asettico avulso da ogni contesto urbano e umano.
Uno sguardo affettuoso, appunto, e a tratti pietoso, che poi si allarga alla spiaggia del Poetto, luogo irrinunciabile per i cagliaritani “dove riprendiamo le coordinate delle nostre vite”, quindi si sposta al carcere nuorese di Bad’e Carros e infine alla colonia penale di Is Arenas; sito, quest’ultimo, circondato da una natura profumata e selvaggia, dove si possono finalmente vedere l’orizzonte, il cielo notturno buio e profondo punteggiato di stelle e, a breve distanza, il salso mare che ristora.
Il protagonista-narratore, Emiliano, racconta la sua vicenda e descrive con sguardo disincantato ma non ostile gli altri detenuti (non evitando talvolta di cadere in una facile aneddottica); questi appartengono ad una umanità varia, dal passato delittuoso come il suo, ma pur sempre umana. Come dice uno di loro: “Siamo solo delinquenti!”
Eppure mi rimane l’impressione che questo Emiliano, così attento, a volte impassibile, altre partecipe, non abbia piena autonomia di personaggio: al contrario, mi pare di intravedere, dietro l’ apparente distacco, la sensibilità del suo creatore. E anche nei ricordi d’infanzia del carcerato ritrovo il bambino buono e gentile del primo romanzo di Roberto Delogu, quello che raccoglie conchiglie e occhi di santa Lucia sulla spiaggia del Poetto o si immerge con la maschera e la forchetta a prendere orziadas negli scogli di capo Pecora.
Una nota positiva per l’edizione, accurata anche nella bella copertina.