Bugiarda
by Ayelet Gundar-Goshen
(*)(*)(*)(*)( )(80)
Cos’è veramente successo nel cortile dietro la gelateria? Una ragazzina, impaurita, urla. La gente accorre. C’è un uomo vicino a lei. Tutto potrebbe essere chiarito in fretta perché l’uomo ha sì commesso qualcosa di imperdonabile, ma non intendeva aggredire fisicamente la ragazzina.Invece lei lascia che l’equivoco prenda corpo, che si converta in bugia e che rapidamente, come una palla di neve che diventa valanga, si trasformi in un’accusa falsa che finirà per coinvolgere le vite di tutti i protagonisti di questo sorprendente romanzo perché una menzogna provoca sempre altre menzogne in una catena che sembra non avere fine e in cui nessuno è innocente. Una storia che sembra suggerire l’idea che la stessa impalcatura che regge il mondo sia basata sulla menzogna e che dunque anche una bugiarda potrebbe raccontarci una storia autentica.Originalità, alta tensione, profondità psicologica: gli ingredienti che hanno già fatto innamorare tanti lettori di Ayelet Gundar-Goshen sono perfettamente mescolati in questo nuovo romanzo che affronta temi di grande attualità, come la gestione dei rapporti umani nel tempo delle postverità, e che spinge a una riflessione originale e imprevista sulla realtà.

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20
RosispriRosispri wrote a review
119
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Detesto l’espressione : nel panorama letterario ecc ecc,ma in questo caso mi ritorna utile perché appunto nel panorama letterario israeliano dominato dalla triade Yheoshua,Grossman,Oz nuovi scrittori interessanti,molto dotati si stanno affermando e tra questi Ayelet Gundar Goshen.
Ho cominciato con Una notte soltanto e l’ho trovato magico ,ma magico in tutti i sensi: non solo perché Sonya profuma d’arancia e il figlio di pesca,ma perché e’ scritto in stato di grazia.Basta rabbini,talmud, torah,chassidici,adesso sensualità,umorismo,baffoni solleticanti,donne bellissime,amori eterni, e in lontananza si’ il conflitto arabo israeliano,ma un’eco lontana che risuona nel villaggio .In più è divertente e surreale
Svegliare i leoni e’completamente diverso : un giovane e irreprensibile medico ,di notte,nel deserto,stanco,tornando a casa investe qualcosa,si ferma,scende e scopre che e’ il corpo di un emigrante clandestino e......scappa.di qui una serie di conseguenze analizzate con una profondità incredibile e con una sottigliezza psicologica rara (scopro che la scrittrice e’ anche una giovane psicologa)
Infine il terzo :
Perché si dicono bugie? Per paura,per convenienza,per leggerezza?qualsiasi sia il motivo la bugia cambia tutto e inizia un vischioso groviglio da cui e’ difficile
uscire.in questo romanzo e’ il mondo degli adolescenti ad essere sezionato in tutte le sue dinamiche con amici,famigliari,compagni di scuola e,ancora una volta la scrittrice e’abilissima a svelare i recessi più nascosti dell’animo umano
Livorno58Livorno58 wrote a review
01
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Μαʀιαƞƞα
Μαʀιαƞƞα wrote a review
07
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“ Quanti di coloro che le sfilano davanti hanno già avuto il tempo di mentire oggi, fra il primo caffè e il lavaggio dei denti? Quanti resisteranno fino a mezzogiorno? Bugie piccole grandi grasse strette belle spesse turpi bianche, sempre bianche”.
Bianche, innocenti, “perché non tutte le bugie sono cattive, su certe bugie si costruisce uno Stato”.

Ayelet Gundar-Goshen è una psicologa, sceneggiatrice e giornalista israeliana, vive a Tel Aviv, e questo è il suo terzo romanzo, pubblicato in Italia nel 2019, dalla casa editrice Giuntina, che si occupa di farci conoscere la letteratura ebraica contemporanea.
La protagonista del romanzo è una diciassettenne, Nufar: la classica ragazzina carina, ma non appariscente, formosa, ma non slanciata, proprio quel tipo di fanciulle che passano inosservate tra i coetanei. Nufar soffre anche a casa, in famiglia, per il confronto obbligato con la sorella minore, Maya, che, pur avendo i suoi stessi lineamenti, ha il fisico di una modella e la pelle perfetta, senza brufoli.
Una ragazzina anonima, che desidera che ogni tanto qualcuno la consideri, e che oltre ad andare a scuola, lavora in una gelateria.
Proprio in questa gelateria un giorno succede qualcosa che le cambia la vita, ma che rovina la vita di qualcun altro, quella del cantante non più sulla cresta dell’onda, Avishai Milner.
Questi, particolarmente nervoso e frustrato, perché senza contratti discografici, dopo una lunga attesa in fila, si rivolge maniera molto offensiva a Nufar, che gli sta servendo il gelato, trattandola male e rinfacciandole i suoi difetti fisici. Offesa, Nufar, scappa via dal bancone in lacrime, inseguita da lui che le chiede la banconota di resto.
Le sua urla si sentono per tutto il vicinato, alcune persone accorrono e, nel veder la ragazza in lacrime “braccata” da un ragazzo tirano veloci e quanto mai errate conclusioni: tentato stupro. Nufar non fa in tempo a smentire la notizia, che questa è già partita al galoppo e raggiunge la polizia e i giornalisti. In un battito di ciglia Nufar da insignificante ed anonima ragazzina diventa un fenomeno mediatico, al centro dell’attenzione di tutti. Questa nuova situazione piace così tanto a Nufar che non riesce a dire la verità, ne rimane intrappolata quasi come in una rete. Ogni qualvolta la coscienza le brucia e prova timidamente a confessare la verità, le sue lacrime vengono intese come sfogo, timidezza, vergogna, sofferenza.

“(...)le chiesero: «Ti ha toccato?» e la faccia coperta tremava, insomma confermava, ogni singhiozzo aggiuntivo era un altro sì, e ogni sì era un titolo sul giornale dell’indomani, così d’un tratto, prodigiosamente, da un cortile abbandonato sbucò il nuovo scandalo–un relitto di un talent show accusato del tentato stupro di una minorenne–e tutti guardarono quella storia neonata e videro che era buona. Sia lodato il creatore”.

Viziata, circondata dalle attenzioni di tutti, pure dai proprietari dei negozi di abbigliamento che le donano capi di vestiario affinché li indossi nelle apparizioni in televisione , Nufar proprio non riesce a dire la verità e, da ragazza offesa diventa “bugiarda” , perché non fa nulla per fermare l’equivoco, con conseguenze pesanti sulla vita di Avishai.
Solo due persone sanno la verità: uno è un clochard muto e l’altro è Lavì, un adolescente disadattato come lei, per niente brillante, un outsider come lei, fisicamente non in linea coi canoni di bellezza proposti dalla società . Lavì è affascinato da come la bugia accenda gli occhi di quella ragazza, da quel contrasto tra il dolce viso esposto e il suo segreto. Decide di ricattarla: accettarlo come fidanzato in cambio del silenzio.

Ognuno ha le sue bugie. Nella seconda parte del libro compare un’anziana donna che finge di essere, ad un certo punto, Revka, compagna di ospizio, che ha amato dall’infanzia, ormai defunta, per presenziare ad una conferenza come testimone sopravvissuta ai campi di concentramento. Lavì stesso fa credere al padre di volersi e arruolare, non fa nulla per chiarire l’equivoco creatosi tra di loro e, in questa situazione, lo rende felice ed orgoglioso.

Dalla bugia alla storia d’amore, alla felicità. La bugia che fa bene a tutti (tranne ad Avishai), chi non ricorre alla menzogna per rendere meno brutto il mondo? Questo è il focus del libro: ognuno dei personaggi ha detto o dice una bugia per essere diverso da quello che è.
La scrittrice in una intervista dice “ tutti siamo dei bugiardi. Ogni persona al mondo dice bugie, spesso e più volte al giorno. È come andare di corpo: nessuno ne parla, sembra che la cosa non esista e invece ci riguarda tutti. Volevo scrivere un romanzo proprio su questo, su qualcosa di cui nessuno parla, ma è presente nelle vite di tutti”

( Intervista a Ayelet Gundar-Goshen | Mangialibri)

Un libro molto ironico, piacevole, scorrevole, si legge velocemente. Si ha la sensazione di essere immersi un Israele globalizzato, con le sue tradizioni e le sue ricorrenze ormai (tranne la Shoa) poco sentite dai giovani. Un appunto da segnalare alla casa editrice: sarebbe utile tradurre le parole yiddish che spesso compaiono nei discorsi, perché a volte non ci si arriva col solo intuito.