Carmilla la vampira
by Joseph Sheridan Le Fanu
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La più celebre delle vampire, Carmilla, compie 140 anni. Per festeggiarla, ecco un'edizione annotata e "definitiva" del racconto di Joseph Sheridan Le Fanu, pubblicato per la prima volta a puntate tra il 1871 e il 1872. Come ulteriore omaggio alla vampira per eccellenza, insieme a Carmilla proponiam... More

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adsoadso wrote a review
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OTTIMA EDIZIONE
CARMILLA: Romanzo fondamentale del genere gotico/horror della seconda metà del diciannovesimo secolo, Carmilla ha la caratteristica peculiare di avere per protagonista una vampira e di affrontare, in maniera neanche tanto velata, il tema saffico. Le Fanu è riuscito a costruire un’atmosfera conturbante, a tratti onirica, che accompagna il lettore per tutta la durata dell’opera. I personaggi non sono particolarmente approfonditi in quanto l’autore ha preferito soffermarsi su alcune caratteristiche specifiche come, per esempio, il languore della protagonista, la marcata emotività di Laura e la distratta accondiscendenza del padre di quest’ultima. E’ assai presente l’immancabile connotato romantico che si sostanzia nella prolungata descrizione della natura che ha, come spesso accade (vedi, per esempio, il Frankenstein Di Mary Shelley) un effetto catartico nei confronti di uno spirito afflitto da turbamenti dalle più disparate origini. Gli elementi prettamente gotici sono rappresentati, in particolar modo, dalle rovine del castello e dalla chiesa diroccata all’interno della quale avrà luogo il tragico epilogo. Si tratta di un’ottima lettura che sarei tentato di definire un capolavoro, se non fosse per l’eccessivo debito di riconoscenza dovuto nei confronti del poema Christabel di Coleridge, dal quale ha preso qualcosa più che una semplice ispirazione. Rimane comunque, a scanso di equivoci, un’ottima lettura.
Voto: 8
CHRISTABEL: Pur ritenendo “La ballata del vecchio marinaio” il vero capolavoro di Coleridge, Christabel non è poi tanto inferiore per qualità artistica e trama. L’ambientazione è decisamente gotica e l’atmosfera altrettanto fortemente romantica. L’aspetto saffico viene toccato con estremo garbo e, anzi, quasi impallidisce di fronte ad una scena in particolare in cui viene evidenziata la natura mostruosa della protagonista. Finale criptico sul quale sto ancora rimuginando e che si presta a più di un’interpretazione.
Voto: 9

Bellissima la presente edizione che, oltre a permettere un confronto diretto tra due opere strettamente legate tra di loro, è corredata da un notevole apparato critico e una serie di note esplicative che aiutano a comprendere a fondo la genesi delle due opere. Interessante anche la sezione intitolata “Vampireide” che presenta una galleria di illustrazioni filmografiche e "fumettistiche" ispirate alla vampira più famosa di tutti i tempi.
TerenzioTerenzio wrote a review
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FilcoupèFilcoupè wrote a review
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John SilverJohn Silver wrote a review
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SuniSuni wrote a review
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Pubblicato nel 1872, Carmilla è considerato uno dei capostipiti della narrativa sui vampiri, assieme al Vampiro di Polidori (del 1819) e a Dracula (del 1897).
Le Fanu, irlandese come Stoker, pesca sia da alcuni trattati dell'epoca sia dalle leggende e dal folklore della sua terra per dare forma a un "mostro" ambiguo, affascinante, languido, capace di attrarre e ammaliare la sua vittima, e farla così cadere in una specie di gioco d'amore che progressivamente la porterà alla morte.
La peculiarità in questa storia è che Carmilla è un vampiro femmina, che brama il sangue di giovani e belle fanciulle, di conseguenza le allusioni a un amore omosessuale sono tutt'altro che velate. Oggi una cosa del genere non fa scalpore, a metà '800 posso immaginare di sì.
Ma prima di tutto Carmilla è una lettura deliziosa, scorrevole oltre che breve, invecchiata bene e capace di colpire nonostante si sappia dal principio quale sia la vera natura della ragazza.
Ho solo due mini critiche da fare.
La prima è che mi è rimasto un grosso dubbio su chi (o cosa) fosse la madre di Carmilla, che compare in due occasioni ma poi non se ne fa cenno nella spiegazione finale degli avvenimenti e del modus operandi dei vampiri.
La seconda è che un po' mi ha irritato la narratrice, perché non capisce niente: nemmeno una volta che Carmilla viene smascherata sa fare da sola due più due e ha bisogno di leggere le carte dell'inchiesta per comprendere finalmente una storia che l'ha coinvolta personalmente e ha messo a rischio la sua vita.
A parte questo, ottimo libro.
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LeFanu collaziona il vampiro aristocratico/byroniano di Polidori, la Christabel di Coleridge e il folklore dell’est Europa, e ne trae un piccolo capolavoro, un racconto carico d’una suggestiva, torpida e decadente atmosfera, e dominato da una vampiressa languida languida; – e for me il racconto che è anche l’ultima trattazione effettiva del vampiro letterario (in lingua inglese): chiudendo, per cosí dire, ciò che Polidori aveva iniziato; – del resto, come anche dei recenti e regolari ritorni di moda, davvero non m’interessa…
—D’altra parte, quest’edizione, che contiene per intero un altro racconto di LeFanu (The Child that Went with the Fairies) e uno d’autore successivo (The Tomb of Sarah di F.G. Loring) contiene svariato materiale aggiuntivo: estratti da testi precedenti e successivi (Calmet, Polidori, Coleridge, Rymer, Stoker) – ma anche Yeats e un paio d’altri autori irlandesi che aiutano il curatore a mettere in luce un aspetto simbolico del racconto e della sua protagonista, capace d’aprire affascinanti prospettive…
—Attraverso la forma dell’aisling, quella di leggere Carmilla sullo sfondo dell’Irlanda, e la sua protagonista come un’allegoria della stessa. Il risultato è di metter cosí in mostra le ansie di LeFanu e degli angloirlandesi protestanti riguardo alla situazione del paese, all’oppressa maggioranza cattolica, ansie tutte miste di sentimenti contrastanti: gli stessi che la vittima del vampiro si trova a provare nei suoi confronti!

P.S. Il bello è poi che a metà lettura mi sembrava d’esser preda d’un déjà-vu… gli è che qualche tempo fa ho visto Le figlie di Dracula, delizioso film inglese dell’orrore, del ’71!
intortetorintortetor wrote a review
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chiusochiuso wrote a review
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Vampirismo fa rima con lesbismo
Recensione #4

Joseph Sheridan Le Fanu scrisse i suoi racconti in un periodo del XIX secolo in cui la febbre per la letteratura gotica era al suo massimo apogeo: storie di fantasmi, vampiri e streghe, assassini ed esseri paranormali ambientate nel nord Europa delle selve oscure e delle brughiere nebbiose, delle rovine e dei disabitati castelli medievali, eccitavano i sensi dei maggiori fruitori della letteratura "di consumo" dell'epoca. Tale passione per l'orrore e il grottesco dalle tinte dark si propagò verso ogni forma d'arte, pittura compresa. Molto famosi e ricercati divennero gli illustratori di romanzi gotici. Nacquero tra le classi borghesi passatempi concernenti l'occultismo e lo spiritismo, non per niente proprio a questo periodo risale l'invenzione definitiva della Tavola Ouja, mentre Aleister Crowley pubblicava i primi saggi che sarebbero diventati fondamento del Satanismo spirituale. Il mistero insondabile della Morte continuava ad esercitare nei più un fascino irresistibile. In Inghilterra divennero quasi una moda le fotografie memento mori, che ritraevano il defunto vestito e imbellettato come fosse ancora vivo (spesso avvalendosi di supporti di ferro per far rimanere il cadavere in piedi) ritratto in mezzo ai propri parenti, così che risultasse quasi impossibile distinguere chi, in quella foto, fosse ancora in vita e chi invece fosse morto.
A Londra il caso di Jack lo Squartatore ebbe una grande risonanza mediatica, e i giornali non si risparmiavano sui macabri particolari della vicenda. Ciò contribuì non poco al successo della letteratura gialla e poliziesca, primi fra tutti i romanzi di Arthur Conan Doyle.
L'ultimo trentennio del XIX secolo e gli inizi del XX, d'altronde, non erano che il riflesso del romanticismo e il conseguente decadimento dei valori artistici, la cui ribellione dei cosiddetti bohemiennes l'aveva fatta da padrona. Il culto del "brutto", l'apologia di certi stati di felicità artificiale quali il consumo di oppio e di alcool e le biografie miserabili dei "poeti maledetti" erano la giusta risposta ai sentimenti di insicurezza sociale dilaganti, dovuti a quei disordini politici che avrebbero portato allo scoppio della Grande Guerra.

Il fascino della morte e della malattia (bisogna infatti ricordare le numerose ondate di malaria e di febbre tifoide) portarono ad una nuova concezione di bellezza femminile, ritratta soprattutto nei dipinti dei preraffaelliti: alle gioconde matrone del Settecento e alle floride Veneri del Rinascimento vennero sostituite donne di notevole magrezza, dal pallido incarnato e dai capelli rossi come il sangue o neri come la notte. La femme fatale così ritratta, musa ispiratrice di artisti, diveniva quindi simbolo catalizzatore della realtà terrena segnata da dolore e tristezza e un misterioso aldilà, da temere ma al contempo a cui anelare. La leggenda secolare del vampiro, presente in ogni cultura del mondo seppure in forme diverse, si prestava bene a tale significato allegorico.

Nel 1872 (venticinque anni prima la pubblicazione di "Dracula" di Bram Stoker) Le Fanu pubblica "Carmilla", breve racconto in perfetto stile gotico, permeato da una sensuale, insistente traccia di omoerotismo femminile.

Anche le tematiche amorose, nei romanzi, vengono in qualche modo "sporcate" dalla nuova moralità gotica: si prediligono storie d'adulterio, incesto, svelamento delle più turpi pulsioni sessuali dell'uomo. Tra queste, l'omosessualità si presta bene a tale proposito.

Il ricco proprietario di un maniero austriaco ospita nella propria tenuta Carmilla, una bella e misteriosa ragazza giunta lì a causa di strane coincidenze. La fanciulla stringe una forte amicizia con Laura, sua coetanea figlia del signore che la ospita. Ben presto però orribili accadimenti arrivano a turbare la quiete del luogo, man mano che l'affetto tra le due ragazze aumenta in maniera quasi morbosa. L'uomo inizierà a fare delle ricerche, scoprendo tremende verità.

Il racconto di Le Fanu si legge in breve tempo; lo stile è semplice e diretto, la trama districata fluidamente. In definitiva si tratta di un racconto dalle forti tinte dark e horror, per niente impegnativo di facile lettura, ma bisogna riconoscere allo scrittore l'originalità nel riscrivere la figura del vampiro sessualmente ambiguo, concetto ripreso nella nuova ondata letteraria del neo-gotico, cui fa capo Anne Rice con il suo ciclo di romanzi più famoso.

Alla figura di Carmilla si sono ispirati diversi registi. Tra questi, Tony Scott che nel 1983 diresse il film "Miriam si sveglia a mezzanotte" con Catherine Deneuve, Susan Sarandon e David Bowie.