Case, amori, universi
by Fosco Maraini
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Con questo romanzo autobiografico pieno di pathos e di ironia, l'autore non soltanto ci racconta la propria straordinaria vicenda di eccentrico maestro, di grande irregolare della nostra cultura, ma delinea anche un irripetibile affresco della prima metà di questo secolo, indagato attraverso le mille

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Paolo LucciolaPaolo Lucciola wrote a review
10
Skop'sSkop's wrote a review
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Adoro Fosco Maraini, ma cercherò di dare un giudizio il più possibile obiettivo al libro. Innanzitutto il libro si presenta come un'autobiografia in terza persona (copre meno di metà vita), ma il narratore è molto partecipe e supporta in ogni punto il protagonista, cercando di farlo apparire sempre in ottima luce, sempre perfetto in tutto o, quando trova qualcuno migliore in qualcosa, ad esempio nell'alpinismo, il protagonista è comunque subito dietro, nel complesso migliore di tutti. Forse, l'avesse scritta in prima persona, sarebbe magari stata un'autobiografia più autocritica o meno trionfalistica.
Alcuni capitoli sono molto scorrevoli e belli (la sua infanzia e la prigionia in giappone), altri sono lentissimi e noiosi/pedanti (l'adolescenza, le lunghissime pagine storiche sulle dinastie giapponesi - non so cosa gli sia passato in testa per dilungarsi tanto - e il ritorno in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale); altre cose sono un po' scialbe ma non male, come fossero riassunti (tipo il viaggio in Tibet). In linea di massima è una buona lettura.
Le descrizioni sono in genere molto buone, mentre i dialoghi sono mediocri perché i personaggi mantengono lo stesso registro altoborghese, sia nei discorsi tra bambini, sia accademici universitari, sia pescatori giapponesi. Mi ha fatto sorridere l'astio verso il fratello Gentile, dato che le rarissime volte che lo cita per pochissime parole, lo stronca irrimediabilmente, con inusitata freddezza: mi pare che verso la fine scriva che Gentile andava d'accordo con il padre perché era celibe, succube, poco sveglio, solo che Fosco usa parole molto più taglienti e piene di disprezzo, cosa che non fa nemmeno con gli aguzzini giapponesi, riconoscendo a loro alcune doti.
Insomma, come lettura merita tre stelle, sarebbe 4 se non si dilungasse in assurde descrizioni storiche sulle dinastie giapponesi che spezzano le gambe a molti capitoli centrali e se il protagonista fosse più umano e non così odiosamente perfettino.
Che poi Fosco Maraini è stato davvero un personaggio straordinario e ha vissuto una vita intensa, chiunque ne sappia qualcosa lo riconosce, quindi è del tutto ingiustificato questo suo autoincensarsi per ogni cosa, anche per le più trascurabili. Non si riesce quasi mai a empatizzare con il protagonista. Magari per un lettore del Duecento sarebbe stato ottimo, ma noi abbiamo vissuto la sconfitta dell'uomo nella letteratura novecentesca, gli eroi imbattibili da "Achille" suscitano addirittura antipatia.
Amedeo AmedeiAmedeo Amedei wrote a review
00
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LisaLisa wrote a review
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E come poteva mai, Fosco Maraini, racchiudere la sua vita lunga (quasi un secolo) e avventurosa, in sole 700 pagine? Infatti, non è stato possibile, e così in questo superbo romanzo, lo scrittore sotto mentite spoglie narra di sé fino all’età di quarant’anni, segnati dal ritorno in Italia, dopo diversi anni trascorsi in Giappone.

Fin dall’infanzia, vissuta tra libri e mobili antichi, ma anche di giochi “frulerelli”, Fosco si rivela un bambino avido di conoscenza, curioso su tutto e aperto prodigiosamente alle molteplici esperienze che incontra davanti a se. Nato in una benestante famiglia, vive e cresce fin da subito con continui stimoli culturali che vanno ben oltre il confine italiano. La madre infatti, con il suo affetto circonda Fosco , alias Clè, di amore e cultura inglese. Con il padre (e con il fratello, citato non a caso poche volte) avrà invece sempre un rapporto distaccato che segna il percorso di un’intera vita,lastricato qua e là, da poche parole, incomprensioni,distacco, e rari abbracci, uno dei quali avverrà al ritorno di Clè in Italia, dopo la drammatica reclusione nelle prigioni Giapponesi, durante la seconda guerra mondiale.

La sua vita trascorre inarrestabile ,tra scalate su pareti via via sempre più ardue da risalire, tra amicizie benestanti sparse per tutta l’Italia, tra le quali incontrerà anche sua moglie, tra viaggi e studi; trasformando così la sua esistenza in un turbinio vorticoso all’insegna della vitalità, come la sua scrittura ricca e forbita, che non è altro che il riflesso della personalità poliedrica di questo scrittore.
Vecchie e nuove parole (Amodio, per indicare il binomio amore/odio come sentimenti forti che accompagnano la sua crescita ; Tinegisti traduzione letterale di Teenager per raccontarci del suo periodo adolescenziale ) per narrare delle tante persone incontrate in questa lunga vita; le meravigliose foto [
orientalia4all.net/2006/09/15/giuseppe-tucci-fosco-maraini-r-moise-pf-mele-e-il-mistero-di-lhasa


firenze.repubblica.it/cronaca/2012/06/02/foto/la_popolazione_estinta_degli_ainu_nelle_foto_di_fosco_maraini-36405317/1 ],invece per raccontarci dei suoi estenuanti viaggi, tra Italia, Tibet, Giappone dove durante la seconda guerra mondiale, fu arrestato insieme ad altri italiani e persone di varie nazionalità occidentali,in quanto oppositore di Mussolini e per riflesso anche nipponico, per via dell’alleanza tra i due paesi. La prigionia giapponese è uno dei momenti più drammatici della sua vita, dove si riduce “a contare chicchi di riso e fagioli, come fossero pietre preziose”. E di quell’esperienza gli rimarranno ,non solo 54 scatole miracolosamente salvate dalla guerra, contenenti libri e i preziosi reperti raccolti , come etnologo, durante lo studio di un popolo in via di estinzione, gli Ainu, ma anche la voglia di libertà che lo porteranno a vivere nuove e impavide avventure, come la scalata di montagne tra le più alte del mondo. La morte, affrontata ormai tante e tante volte, non fa più paura:

“[…] la saggezza buddista gli tornava irresistibilmente alle labbra, e il giovane si guardava intorno, sapendo di capire, capendo di sapere, sull’orlo di quelle lacrime sante che sgorgano in certi momenti in cui l’esistenza ha il potere terribile di svelarsi a nudo” .


Ps: A volte le immagini esprinono molto più delle parole. Per questo pensavo, mentre scrivevo il commento, che, sarebbe stato bello incollare le tante bellssiime foto scattate da Fosco Maraini durante i suoi molteplici viaggi,in una specie si sequenza narrativa, che avrebbero espresso meglio delle mie parole, la bellezza e l'intensità della sua vita.