Cecità
by José Saramago
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In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

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PaoloPaolo wrote a review
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AlbertoAlberto wrote a review
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ManuManu wrote a review
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Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Cecità è un libro duro, in cui viene descritto senza filtri ciò che accadrebbe in una situazione assurda come quella narrata, in cui l’intera popolazione perde improvvisamente il più importante dei cinque sensi: la vista. Questo romanzo rientra di diritto tra le più importanti distopie, per la maggior parte scritte da grandi autori inglesi, tra cui Orwell, Huxley e Golding, riuscendo a mantenere il loro livello. Ho letto e apprezzato molti romanzi distopici, per cui in questa recensione farò un paragone tra questo libro e “Il signore delle mosche” di Golding, a mio avviso la distopia con più punti in comune con quella di Saramago. 
In entrambi i romanzi, infatti, la trama funge da espediente narrativo per analizzare qualcosa di più profondo, ovvero la natura dell’animo umano. Attraverso le situazioni profilate dagli autori viene analizzato il comportamento degli esseri umani in uno stato di “anarchia”, in cui non ci sono né governi né leggi, perciò viene meno la struttura sociale in cui viviamo e si regredisce ad una “società” dove non conta più la razionalità, ma tutti agiscono solo in funzione dei propri istinti e bisogni. Ne “Il signore delle mosche” Golding aveva usato solo personaggi maschili sotto i dodici anni, per analizzare l’animo umano non ancora “plasmato” dalla società, in una forma pura, senza complicare la situazione con questioni legate alla sessualità. Qui la situazione diventa più intricata perché ci sono personaggi di tutte le età, dai bambini agli anziani, e di entrambi i sessi. Viene approfondito quindi il comportamento degli esseri umani che nonostante siano completamente integrati nelle società odierne, tornerebbero a vivere come dei primati se venisse meno l’organizzazione. Inoltre, viene descritto con molta brutalità l’atteggiamento che molti uomini avrebbero nei confronti delle donne, soddisfacendo i loro istinti senza provare nemmeno una briciola di empatia per loro. La situazione infatti precipita fin da subito, tutti pensano solo a sé stessi, in un’escalation di egoismo e violenza che fa degenerare la vita di tutti in un incubo, in cui ognuno perde la propria dignità e l’unica cosa che conta è soddisfare i bisogni del proprio corpo. 
In entrambi i romanzi citati il pensiero di fondo è estremamente pessimista. La tesi esposta è che l’essere umano è per natura egoista e visto da una prospettiva come la nostra - persone integrate in una struttura sociale con regole sia morali, sia dello stato - malvagio. La cecità è una metafora usata per rappresentare l’egoismo umano, in cui nessuno vede il male e il dolore che causa. Il lettore può invece vedere attraverso gli occhi dell’unica donna che non perde la vista, scelta azzeccatissima dal punto di vista narrativo. Si può quindi vedere lo scempio rimanendone disgustati, consapevoli che in una situazione del genere succederebbe esattamente ciò che Saramago descrive. 
La scrittura è asciutta, chiara ed efficace, nelle conversazioni diventa travolgente grazie alla scelta di non usare punti e virgolette, trasportando il lettore in un vortice e non facendolo staccare dalle pagine. Mi aspettavo qualcosa di diverso dal finale, non saprei dire esattamente cosa, ma rimango con una sensazione di “mancanza”, per questo non do il massimo assoluto, ma resta un libro bellissimo, appassionante e di uno spessore culturale assoluto. 
SunsweetSunsweet wrote a review
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Stefano CalabrettaStefano Calabretta wrote a review
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Perché lèggiamo? Saramago ci aiuta a capire…
Si giunge ad un libro in molti modi. Anche con un consiglio giunto per messaggio: “hai letto Cecità di Saramago?”
La riflessione che conduco da tempo vede intersecati tanti temi: l’educazione dei figli (anche alla lettura), il profondo scollarsi tra la mia generazione è quella dei miei figli, e, semplicemente una domanda (rivolta anche ad una amica scrittrice): “perché lèggiamo? E cosa ci resta della massa, enorme, delle nostre letture?”
La letteratura è una “palestra dei sentimenti”, ossia un luogo, non fisico, dove sviluppiamo e “impariamo” i sentimenti, che, come dice un certo autore (filosofo e psicoterapeuta), non sono un fatto istintivo, ma un fatto di cultura: i sentimenti si apprendono.
Saramago, in questo libro, coglie, costruisce un mondo improvviso ed inatteso, che crea una straordinaria occasione di conoscenza dell’uomo, delle sue reazioni e mutazioni di fronte ad una così sconvolgente novità: il mondo perde la vista.
Tutto è superfluo, orpello, quindi non ci dice perché, dove, quando, nessuno ha un nome, sappiamo solo che gli uomini, uno dopo l’altro si ritrovano ciechi.
Nel ristretto mondo che limita per il suo racconto, prima poche decine di persone, poi qualche centinaia, infine 7 persone, si svolge ed articola il racconto dei sentimenti, dei dolori, dei rapporti, del raccapriccio, della bestialità, dell’orrore e dell’amore.. infinti i piccoli episodi, ognuno dei quali sufficiente, per la sapienza della scrittura, e “riempire un libro”. Almeno due li voglio ricordare: il primo, quando la “moglie del medico” (unica vedente rimasta, i “nostri occhi” nel racconto), assiste al tradimento del marito con la “ragazza dagli occhiali scuri”; la reazione è inaspettata: nessuna (normale) scenata, ma consapevolezza della impossibilità di giudicare quanto successo in una realtà tanto aberrante, ma anche una spinta al lettore: “e se fosse questo il giusto modo di reagire?”
L’altro, il dialogo serrato tra “ragazza dagli occhiali scuri” e “l’uomo dalla benda nera”, quando, di fatto, la ragazza dichiara di voler stare il resto della vita con l’anziano… l’oggettivazione, la razionalizzazione di un dialogo amoroso, nel quale il margine tra amore e ragione perde consistenza, materia, per dissolversi in un teso confronto.

Ogni libro ci porta qualcosa; un libro ci spinge a capire i sentimenti. Ecco perché lèggiamo, ecco perché i giovani dovrebbero leggere, instancabilmente! Forse solo così colmerebbero il “vuoto di sentimento” che pervade l’epoca che stiamo vivendo.
Lamicianera🐱Lamicianera🐱 wrote a review
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DOVEROSA RILETTURA!!!!! IN UN MONDO DI CIECHI UN ORBO E' RE!!!!!
Si è fatto un gran parlare di leggere libri in questo periodo di costrizione a casa e forse davvero non è stata una cattiva idea trarre il bene dal male e fare qualcosa di piacevole e di arricchente.
Tra i titoli più citati in quest’epoca di corona virus, accanto alla "Peste" di Albert Camus, ai "Promessi sposi" e al "Decamerone", c’è "Cecità" di José Saramago
La capacità di giostrarsi tra la cecità dei personaggi che, dunque, si comportano da ciechi in un mondo totalmente nuovo perché vissuto senza poterlo vedere e, le descrizioni date dei luoghi in cui ciò avviene, è onnipresente e stupefacente. Era molto facile sbagliare, eppure noi riusciamo a vedere tutto in entrambi i modi: sia vedendoli davvero, sia percependoli attraverso una nostra cecità fittizia, presa in prestito dalle parole dell'autore
Questo libro dice la verità, senza edulcorarla. È questa la forte sensazione che se ne ricava. Non risparmia il male, ma non omette di rappresentare i gesti di umanità e le possibilità di riscatto che pure fanno parte del reale
Gli scaffali vuoti di molti supermercati, la gente in fila per accaparrarsi beni di prima necessità, lo sciacallaggio e gli episodi di sopraffazione e razzismo: stiamo vivendo in uno scenario post-apocalittico in assenza dell’apocalisse.
Un tratto distintivo dell’opera è quello di non dare nomi ai personaggi Non conosciamo i loro nomi, eppure, o forse proprio per questo, li conosciamo nel profondo, espressi magnificamente attraverso le loro caratteristiche, il mestiere o il ruolo sociale. C’è il medico, il primo malato o paziente zero, la moglie del medico, la ragazza con gli occhiali, il vecchio con la benda. L’epidemia rende l’uomo impersonale, rimuove le sue generalità.
La sua descrizione della quarantena è di fatto un saggio antropologico su una specie, la nostra, che è naturalmente incline alla sopraffazione
Credete al colpo di fulmine?all'amore a prima vista??? Si?? questo è stato il mio primo Saramago, li ho tutti e li leggerò promesso !!!
Non fate caso al mio commento alquanto cofuso, leggete il libro e tutto.......vi sarà chiaro!!!!!