Città della pianura
by Cormac McCarthy
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I protagonisti di "Cavalli selvaggi" e "Oltre il confine" si incontrano in questo terzo romanzo, conclusivo della trilogia di McCarthy, e diventano amici per affrontare insieme l'ultimo atto del loro tormentato destino. Nell'autunno del 1952, John Grady Cole e Billy Parham lavorano come cowboys in un ranch del New Mexico, un territorio che presto verrà venduto all'esercito, sancendo così la fine di un'epoca e l'arrivo di tempi ostili a cavalli e cavalieri. Al di là del confine ci sono Ciudad Juarez e le altre città della pianura messicana, ed è proprio in quella direzione che i due ragazzi si muovono quando hanno qualche ora di tempo e qualche dollaro da spendere...

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sigurdsigurd wrote a review
59
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Spoiler Alert
La morte di ogni uomo fa le veci di quella di ogni altro
con mccarthy ho un problema, mi piace ma non riesco a credere alle sue storie. mi sembra impossibile che un cowboy parli così come parlano i suoi cowboy, che siano così silenziosi, e abbiano risposte giuste a domande ancora più giuste. nonostante questo, ho letto la trilogia della frontiera come un assetato.
città della pianura l'ho finito qualche estate fa. agosto 2013. ero al mare, un gran baccano, rompevano tutti le scatole, bimbi e vecchi. non era il set giusto per finire un libro come città della pianura, con quella commozione finale . forse è il libro meno definito della trilogia, ma io lo trovo bello lo stesso . troviamo i personaggi principali della trilogia: John Grady Cole e Billy Parnham, l'unico che possa capire l'amico introverso che questa volta si innamora di una puttana epilettica e per questa arriva a un duello drammatico con il suo protettore-filosofo, Eduardo. Il duello è magistrale. Sul corpo di John Grady viene persino disegnata una E di sangue, come se combattesse con uno Zorro del west. Inizia disperatamente e finisce in maniera epica, con John Grady che, ucciso come cristo comanda il pappone, è ferito a morte. si incammina dolente in cerca di aiuto, poi si addormenta in un posto e al risveglio trova un bambino, un piccolo ladruncolo, che sta rovistando nelle sue tasche in cerca di spiccioli, credendolo morto. John Grady gli afferra il polso e gli impedisce di andare via, il bimbo lo strattona, chiama i suoi amici che intanto sono fuggiti, impauriti. il ragazzino è come un cavallo impazzito, e non si riesce a trattenere. allora John Grady fa un gesto, quello che gli abbiamo sempre visto fare in tutta la trilogia: gli sussurra a un orecchio, gli parla "come aveva sempre fatto ai cavalli" e allora il bambino si calma, diventa mansueto come fanno le bestie con chi sa trovare il modo e le parole giuste. Solo a quel punto John Grady gli racconta la sua storia. e parla, parla tanto, come mai aveva fatto prima, gli racconta dei suoi prodigiosi combattimenti al coltello. parlano un po' in spagnolo, la lingua che mccarthy sceglie quando non vuole fare trapelare troppe emozioni. e il bambino lo sta a sentire. John Grady gli affida la sua storia, a un bambino, un piccolo ladro. innocenza e colpevolezza, grande paradosso della mistica cristiana: concedere il paradiso a un ladro disposto ad ascoltare la storia di un uomo. John Grady trattiene i visceri con una mano come se fossero la sua anima che vuole andare via. stremato, senza forze, mentre giace sulla terra intriso nel suo stesso sangue, dice la sua unica preghiera, ed è una preghiera bella perché molto semplice: aiutami, se pensi che possa meritarlo. amen.

La morte di ogni uomo fa le veci di quella di ogni altro. e poiché la morte viene per tutti, non c'è altro modo di placarne la paura se non amando l'uomo che fa le nostre veci. non stiamo ad aspettare che la sua storia venga scritta. è passato di qui molto tempo fa. quell'uomo che è tutti gli uomini, e che sta sul banco degli imputati al nostro posto, finché non arriva il nostro momento e tocca a noi starci al posto suo. Lo ami, quell'uomo? Onori il cammino che ha intrapreso? Sei pronto ad ascoltare ciò che ti narrerà?
PaveitaPaveita wrote a review
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Stefano PedrottiStefano Pedrotti wrote a review
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Il senso della vita non è cercare di capirla o interpretarla ma bensì come faremmo con un sogno viverla e svegliarci quando è il momento !!!
Si chiude con questo capitolo il racconto delle vite dei 2 protagonisti . Ritroviamo John e Billy ancora nel new mexico sempre immersi in quella vita di vaqueros e nella loro affannosa ricerca del perché si sta al mondo !!! John la troverà negli occhi di una splendida sedicenne messicana. Ma come era prevedibile il mondo non sta li a guardare, almeno quello spietato della frontiera raccontato da McCarthy!! I due ragazzi cercheranno di rispondere a modo loro alle sfide e ne pagheranno le conseguenze!!!! Questo capitolo scorre più dei primi due o forse adesso siamo solo più allenati !!!
Tra paesaggi fantastici, descritti al meglio, e varie avventure, sempre al limite tra il bene e il male,mi viene in mente ad esempio , la battuta di caccia ai cani selvaggi e la scena della tana dei cuccioli, quest'alternanza e questa lotta epica e metafisica ci accompagna per tutto il libro !!! I due cowboy sono Schietti duri puri e sinceri e credono nel loro codice e sanno che per questo,devono pagare un conto salato !!! Epica la scena del duello, scritta in maniera scenografica direi quasi cinematografica tanto che ti sembra di essere al bordo della strada con loro !!!!! Un epilogo onirico ma che serve a far capire che il senso della vita non è cercare di capirla o interpretarla ma bensì come faremmo con un sogno viverla e svegliarci quando è il momento !!!
728
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La storia si apre nel 1952, press'a poco dove era rimasta alla fine del primo romanzo: John Grady non ha ancora compiuto vent'anni, Billy invece va verso la trentina. Entrambi lavorano in un ranch a sud di Almogordo in New Mexico, nei pressi di El Paso in Texas ma anche di Ciudad Juarez in Messico, appena di là da quel confine che continua a far sentire la sua influenza per tutto il prosieguo di questa storia. Queste informazioni le ho trovate su wikipedia, non riponevo nessuna speranza nel fatto che McCarthy potesse provare a fornirmele di sua spontanea iniziativa.

Marzo è stato il mese della Trilogia della Frontiera: il terzo capitolo l'ho trovato essere il migliore dei tre. Forse anche grazie al fatto che i due precedenti sono stati propedeutici, e allora rivalutiamo pure quelli. La vicenda, insieme con i personaggi, va a trovare un suo compimento e una sua maturità. Il tutto ritrova un suo senso. E non è tanto per il fatto che si svolge in un'epoca più ravvicinata alla nostra, quanto per il fatto che finalmente, e tristemente e malinconicamente, si celebra la fine dell'epoca precedente. Se nei primi due libri c'erano i primi piani e i mezzi dialoghi dei film western ultra-classici, qui c'è una certa atmosfera di tramonto del west e del cowboy proprio come ne "Gli spietati".
Ho amato particolarmente vedere e sentire i protagonisti - e in special modo John Grady Cole - che tentano di poter vivere nell'epoca passata proprio nel momento in cui essa sta scomparendo, fagocitata dalla modernità.
Il tema della storia, che come nei libri precedenti è sempre relativo al cercare il proprio posto nel mondo e al cercare il significato ultimo del vagabondare, trova risposta e morale in un aforisma che credo fosse di E.A. Poe: "All that we see or seem is but a dream within a dream".

"Nell'alba fredda le luci erano ancora accese, laggiù, sotto la sagoma scura delle montagne, e contribuivano a creare quell'impressione di preziosa insularità comune a tutte le città del deserto."
"L'uomo gli lanciò un sorriso di intesa. Come se fra loro ci fosse un segreto, solo fra loro due. Qualcosa che aveva a che fare con l'età dei giovani e le loro richieste e quanto c'era di giusto in queste richieste. E nelle richieste che gli altri facevano pesare su di loro. Il mondo passato, il mondo a venire. La precarietà che condividevano. E sopra ogni cosa una profonda, profondissima consapevolezza del fatto che bellezza e perdita sono tutt'uno."

Ora volto il mio cavallo TPR e torniamo verso contrade a noi più familiari e confacenti.
La Biblioteca InfinitaLa Biblioteca Infinita wrote a review
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