Collasso
by Jared Diamond
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Sono molte le civiltà del passato che parevano solide e che invece sonoscomparse. E se è successo nel passato, perché non potrebbe accadere anche anoi? Diamond si lancia in un ampio giro del mondo alla ricerca di casiesemplari con i quali mettere alla prova le sue teorie. Osserva somiglianze edifferenze, storie e destini di antiche civiltà (i Maya, i Vichinghi, l'Isoladi Pasqua), di società appartenenti al Terzo Mondo (Ruanda, Haiti, RepubblicaDominicana) o che nel giro di un solo secolo si sono impoverite, e individuale cause principali che stanno dietro al collasso: degrado ambientale,cambiamento climatico, crollo dei commerci, avversità dei popoli vicini,incapacità culturali e politiche di affrontare i problemi.

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LettoerilettoLettoeriletto wrote a review
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pinnegiallepinnegialle wrote a review
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Collapse
Giustamente corposo questo saggio storico di Jared Diamond, noto per il Pulitzer per la saggistica vinto nel 1998 con il celebrato "Armi, acciaio e malattie" ("Guns, Germs and Steel: The Fates of Human Societies", 1997) e che qui affronta un tema fondamentale, trattato in maniera storica e analitica nell'ormai lontano 2005, e i cui contenuti sono forse ancora più attuali oggi che allora. Il titolo, "Collapse, How Societies Choose To Fail or Succeed", introduce da subito i temi del saggio con tanto di citazione in apertura di "Ozymandias", l'immortale, la definizione è adatta al contesto, sonetto di Percy Bysshe Shelley scritto nel 1817 e vera e propria "pietra miliare" dedicata all'inevitabile declino degli uomini di potere e dei loro imperi, a dispetto della loro grandezza passata. Nell'introdurre l'opera vale la pena di ricordare che in particolare Diamond è anche ornitologo e un grande conoscitore della Nuova Guinea, un presupposto da cui partiva già in "Guns, Germs and Steel" e precisazioni che egli menzionerà spesso in un viaggio che parte dal presente (anno 2005), scava nel passato e poi si conclude con quello che è un invito alla riflessione più che una condanna e l'annuncio della catastrofe e che forse, questa conclusione, è la parte meno interessante dell'opera intera. Nei fatti è infatti funzionale a chiudere il cerchio, ma in buona sostanza ripete cose già dette e specialmente nella prima parte, in cui Diamond espone i contenuti dell'opera, la introduce e la motiva e comincia a affrontare l'argomento con una analisi dello Stato del Montana e della sua storia e con particolare riguardo alla interazione tra l'uomo e l'ambiente, che è il presupposto su cui egli basa lo studio del crollo di società del passato e di come questo debba costituire un termine di riferimento per le società del tempo presente, anche se in condizioni e alla luce di diversi presupposti. Al centro qui in questa prima parte in particolare una analisi e uno studio storico sull'industria mineraria che dal 1800 fino ai nostri giorni è centrale nel racconto dei profondi cambiamenti del Montana e introduce già temi cari a quella che oggi chiamiamo "green economy", ma che in fondo costituisce un tema storico, non c'è infatti mai stata una vera e propria età dell'oro, su questo Diamond è molto chiaro, eppure mai veramente tenuto in considerazione del tutto anche a fronte di una consapevolezza che abbiamo oramai acquisito a livello collettivo. I problemi ambientali e le controversie del Montana sono il primo caso di analisi fatto secondo i cinque fattori di cui tenere conto per capire ogni crollo ambientale: 1. Il danno due i popoli causano inconsapevolmente al loro territorio; 2. Il cambiamento climatico (in senso assoluto e non solo come minaccia futura, quindi i mutamenti del clima); 3. La presenza di nemici; 4. I rapporti con i popoli amici; 5. La risposta delle società ai problemi che gli vengono posti. Si arriva poi, dopo la analisi di esperienze del passato, alla conclusione cui accennavo. Ma la parte fondamentale, il corpus dell'opera, è appunto il lavoro di ricostruzione storica e la descrizione dettagliata, terribilmente affascinante, di società del passato più o meno recente e del loro declino. Tra queste ovviamente il capitolo suggestivo dedicato all'Isola di Pasqua, poi le isole Picairn e Henderson, colonizzate anch'esse dai polinesiani; quindi il caso degli anasazi, popolo nativo degli Stati Uniti d'America sudoccidentali; la grande civilità Maya e il grandissimo e incredibile studio sulla Groenlandia norvegese che prevede, inevitabilmente, anche uno studio approfondito sulla società vichinga e che a parte il passaggio esemplificativo sul parallelo con la colonizzazione dell'Islanda, merita riflessioni pure nel confronto con quello che fu il destino della società degli inuit. Quindi esempi, differenti tra loro, in cui il famoso "collasso" è stato evitato: l'isola di Tikopia e ovviamente l'altopiano della Nuova Guinea, di cui Diamond è un grande conoscitore; il Giappone dell'era Togukawa. Ancora più significativi sono poi esempi dedicati al mondo moderno, il Ruanda e il confinante Burundi e la Repubblica Dominicana/Haiti, che condividono l'isola di Hispaniola offrendo un esempio di terribile contrasto. Quindi la Cina, l'Australia... Forse proprio la parte sulla Cina è quella meno dettagliata, ma in fondo non si può fare una critica all'autore per questo, che invece ci offre degli esempi importantissimi e secondo me in particolare riferimento alla Groelandia e poi nei due casi più "moderni" di Ruanda e Burundi e le vicende dell'isola di Hispaniola, che spiegano come tra i cinque fattori nel mondo contemporanei diventi sempre più centrale il tema della diplomazia e della cooperazione internazionale. Per evitare il collasso, questo è un tema fondamentale e purtroppo mai veramente coltivato se non del tutto abbandonato dopo l'avvento di Trump alla presidenza degli Stati Uniti e tutta una serie di imitazioni dell'originale, più o meno riuscite, a partire in fondo proprio dal nostro paese. Una situazione complessa e che va proprio nella direzione di violare i "cinque fattori" fondamentali che in maniera brillante in un'opera corposa e documentata, che forse perde colpi dopo la parte centrale sul piano della "narrativa" vera e propria, ma senza divenire meno importante sul piano puramente storico e analitico, vengono qui sviscerati e letteralmente "dimostrati" con esempi significativi e differenti tra loro e dando un senso anche al "collasso", se questo può essere la base per operazioni di studio e interpretrazione, nuove visioni più rispettose dell'uomo e dell'ambiente in cui viviamo.
GullveigGullveig wrote a review
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