Come fu che cambiai marca di whisky
by Santo Piazzese
(*)(*)(*)( )( )(11)
Il biologo-investigatore Lorenzo La Marca si ritrova sotto le feste a chiacchierare con l’amico commissario Vittorio Spotorno, che nel corso di una lunga, meditata bevuta gli racconterà una storia davvero inquietante.

All Reviews

3
Giogio53Giogio53 wrote a review
01
(*)(*)( )( )( )
Confusione natalizia - 20 giu 21
E per fortuna siamo all’ultimo di questi poco invitanti racconti su “I gialli di Natale” o “Natale in giallo”. Risale un po’ dalla lettura turca, ma non si svolta. Rimane una serie gestita male, con poco da salvare. Qui, inoltre, i curatori hanno pensato bene, come nelle opere di autori poco noti, di chiosare il testo con due inutili pagine rievocative.
Perché, ed è vero, Piazzese non è certo tra gli scrittori gialli italiani in pole position, avendo scritto in tutto quattro libri. E soprattutto, avendo scritto i migliori tra il 1996 ed il 2002 (come mi ricordava la mia amica Otto, che me li fece conoscere). Poi decenni di silenzio e riposo.
Quindi è ovvio che qualcuno pensi che sia meglio rinfrescare la mente dello sparuto lettore. Anche perché, il testo in sé, è denso di riferimenti all’universo letterario di Piazzese che altrimenti poco se ne capirebbe. D’altronde, ci si domanda anche il motivo per cui si dovrebbe capire di più da una storia che, inserita in una collana di gialli natalizi, ha una collocazione temporale corretta, ma di giallo forse ha solo l’etichetta di qualche superalcolico.
I protagonisti della vicenda sono i due emblemi principi del mondo di Piazzese. Da un lato, il suo alter ego, Lorenzo La Marca, biologo come Santo, e coinvolto in alcuni casi polizieschi suo malgrado. In uno di questi, indaga sulla strana vita di Monsieur Laurent, il padre della sua collega Michelle, che fa l’anatomopatologa. Un’indagine talmente serrata che alla fine Lorenzo e Michelle non mancheranno di avere una storia insieme, e quindi, qui, di convolare in giusta convivenza. Sancita non da uno scambio di anelli, ma da un bel più impegnativo scambio di chiavi di casa.
Dall’altro, il commissario Vincenzo Spotorno, un poliziotto un po’ sulle sue, non particolarmente espansivo, che si spalleggia con La Marca la scena da protagonista dei libri di Piazzese. Anche con una reciproca stima, se vogliamo, che i due non entrano in competizione ma si spalleggiano e, in fondo, si stimano.
Un altro e notevole punto di scarsa attenzione editoriale lo troviamo nella quarta, dove i curatori pensano bene di apporre il sigillo: “un’indagine di Lorenzo La Marca”. Ora, fatto salvo che non ci sono indagini, se anche si potesse ipotizzare la presenza di un germe di ricerca poliziesca, la potremmo trovare nel racconto di Spotorno. Quindi, poteva avere un senso la scritta “un’indagine di Vincenzo Spotorno”. Ma La Marca sembra più noto, quindi, via con le mistificazioni.
Perché, infine, non certo di indagini si tratta. Ma di una visita prenatalizia di Lorenzo e Michelle alla famiglia Spotorno. Soprattutto, del pomeriggio inoltrato, dove Lorenzo e Vincenzo si ritirano nello studio del commissario. E lì, sorseggiano un Lagavulin, il commissario racconta una storia. Una storia di amicizia e malavita varia, che si svolge a Marsiglia, dove Spotorno incontra un poliziotto, lo aiuta e scolta le sue vicende. Poi succedono altre cose, che magari vorrete leggere. Quello che risulta chiaro è che Piazzese sta facendo un sentito omaggio a Jean-Claude Izzo ed il suo personaggio principe, Fabio Montale. Per non togliervi qualche barlume di curiosità, non dico altro.
Torno invece all’assunto principale. Che non è una storia, che ripercorre storie di altri, che non è un’indagine, né tanto meno un’indagine di Lorenzo La Marca.
Meglio lasciar perdere, se non si è capaci di portare avanti un discorso coerente. Ed in questo, i curatori della serie si sono dimostrati quanto più lontani da conoscitori del giallo, italiano e no.
TexTex wrote a review
02
(*)( )( )( )( )