Confessioni di una squartatrice
by Hakan Nesser
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L’ispettore Gunnar Barbarotti non è più lo stesso. Non è facile concentrarsi sul lavoro quando la mente è lontana, persa nel dolore di una tragedia personale dopo la quale sembra impossibile rimettersi in piedi. Forse per riguardo nei suoi confronti, il commissario Asunander gli affida un cold case,

Giu's Review

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Stai grigio... stai grigio...
Un altro libro di Nesser, un altro libro sul dolore. In Carambole il commissario Van Veeteren soffriva per la morte del figlio, qui l'ispettore Barbarotti piange l'amatissima Marianne. In modo meno sofisticato e con il suo tocco stravagante. Certo, perché Barbarotti parla con Dio abitualmente. La trama è molto semplice, si va avanti e indietro nel tempo, si rischiara a poco a poco. La situazione privata di Barbarotti prende molto spazio, ci sta. Essere pietrificati dal dolore, essere una roccia per quelli che restano, i cinque figli. "Nessun tentennamento, i ragazzi avevano bisogno di una roccia su cui sentirsi sicuri, non di un'altalena. Cosa diceva quella folle poesia di Froding? Stai grigio, stai grigio, stai grigio...?" Scatta la curiosità. E, insomma, Froding era un poeta un po' schizzato, dalla vita tormentata, spesso ricoverato, (grazie Google), nel 1900 scrive le sue ultime poesie, "Canzoni del Mattoide (proprio mattoide, in italiano: Mattoidens sanger), tra queste la Canzone del granito grigio, che ripete come un mantra sta gra, sta gra, sta gra... la a con sopra il pallino non la so scrivere, ma a quanto pare si pronuncia stoooo groooo... stooo grooo...
Ecco, e adesso ogni tanto mi ritrovo a ripetermi stooo grooo... Grazie Hakan Nesser, con te non mi annoio mai.